CHI HA VISTO IL FILM DELLA BONEV? NESSUNO! - Né IN BULGARIA, Né IN ITALIA. Non è stato distribuito, neanche per un giorno, nonostante il patrocinio di bondi e dragomira mirasse all’Oscar per il miglior film straniero. nulla - SACCÀ: “LA AIUTAI, POI PROVÒ A INTIMIDIRMi. se eravamo amanti? Fino al 2003, certamente no. Dopo? sono un galantuomo\"...

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Malcom Pagani per \"il Fatto Quotidiano\"

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1 - \"GOODBYE MAMA\", BYE BYE SPETTATORI...
Ministri e sottosegretari, alloggio al Cipriani di Venezia per tre giorni dal 3 al 6 settembre (\"Ci dispiace\", dicono dalla direzione dell\'albergo, ma chi abbia pagato il conto è un\'informazione che proprio non possiamo dare\"), charter privato decollato dalla Germania con 32 persone di delegazione. Obiettivo, il Festival di Venezia, teatro dell\'omaggio fasullo a Dragomira-Michelle Bonev e al suo film Goodbye Mama, inserito surrettiziamente in una sala del Lido per una grottesca parata governati-va. Il problema e il mistero sono la stessa faccia di una semplice constatazione.

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Il film che nelle parole del ministro della Cultura di Sofia Vlady Rashidov avrebbe dovuto portare \"alla Bulgaria la fama mondiale che ottenne la Serbia con Underground di Emir Kusturica\" è un\'opera fantasma. A parte il pomeriggio veneziano in cui Carlo Rossella la abbracciava e Galan, Carfagna e il vice di Bondi, Francesco Giro, si affacciavano con la targa inventata in piena estate, ma nel quale la stampa rimase fuori dalla proiezione, il nulla.

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In patria non l\'ha visto nessuno. Non una misera proiezione di cortesia, un incontro con la stampa locale (imbarcata sul charter e prona nelle recensioni post-veneziane). Il nulla. Non è stato distribuito, neanche per un giorno, nonostante la Bonev sognasse la candidatura all\'Oscar per il miglior film straniero e sui divani dell\'Excelsior rilasciasse dichiarazioni survoltate: \"Ho altri 12 progetti nel cassetto e aspetto con fiducia la selezione di Hollywood\".

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I commissari locali deputati alla scelta, dopo averlo visto, sono usciti mesti dalla proiezione organizzata dalla National Film Center Executive Agency, il luogo dove il ministero della Cultura indirizza i film in cerca di finanziamento. Così a sperare nella notte di Los Angeles è rimasto il 35enne Kamen Kalev, che con la Bonev divide solo il luogo di nascita, Bourgas e che con il suo Eastern Plays era passato tra gli applausi alla Quinzaine dello scorso Cannes.

Michelle Bonev ha frustrato l\'aspettativa megalomane e gli spettatori bulgari non hanno potuto neanche vedere se i denari elargiti dalla collettività (circa tre milioni di euro di costo è la cifra complessiva dichiarata quando con la sua Romantica Entreteinment - in cui figura come produttore l\'avvocato calabrese Giuseppe Maria Corasaniti, che aveva un\'agenzia di modelle russe con Dragomira - Bonev cercava denari dalla parti di Bondi che gli ha concesso per ora soltanto il patrocinio) hanno avuto un esito di qualche genere. Mentre Dragomira-Michelle nell\'intervista concessa a Roncone del Corsera si paragonava al Papa, in patria teneva banco il caso diplomatico.

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Una faccenda prosaica, terrena, sulla quale la più importante tv del Paese, la Btv (ex network di Rupert Murdoch) ha aperto il telegiornale. Il cinema locale è in crisi anche a Est, i finanziamenti erogati sulla carta non sono stati ancora pagati, le troupe si lamentano e permanendo l\'incertezza su chi abbia pagato l\'allegra gita veneziana, ci si chiede chi abbia foraggiato l\'avventura per immagini cui nessuno ha assistito.

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Tra il 2 e l\'8 ottobre, subito dopo la farsa veneziana, Goodbye Mama era atteso a in concorso al Golden Rose Festival di Varna. Nella terza città della Bulgaria, tira un\'aria salata. I cineasti protestano per i fondi bloccati, inscenano manifestazioni e rinfacciano i fondi concessi alla Bonev. Dragomira fiuta la situazione e a un tratto senza una spiegazione plausibile, Dragomira-Michelle sotiene l\'impensabile. Manca la copia. Niente proiezione. Nel pressbook, sotto una foto della Bonev (Una mania, la pretese anche per il suo libro pubblicato da Mondadori, Alberi senza radici), la storia della pellicola che del libro è una trasposizione.

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Un melodramma incentrato su quattro donne (due sorelle, una madre e una nonna) che parte da quest\'ultima ricoverata in un ospizio, picchia sul regime comunista e infine racconta la catarsi della protagonista che sbarca in Italia dove, neanche a dirlo, riconquisterà la libertà. Una storia che il premier, da anni, racconta con pochissime variazioni.

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2 - SACCÀ: \"LA AIUTAI, POI PROVÒ A INTIMIDIRMI\"...

Agostino Saccà risponde al primo colpo. Ricorda tutto. L\'incontro iniziale e l\'ultimo. Dragomira Michelle Bonev, lui la conosceva bene. Rapporto intenso, fin da quando una sera capitò a cena con quella ragazza che raccontava di sofferenze passate e scuole di sceneggiatura newyorchesi: \"Sapevo che mi avreste chiamato, sono qui, chieda\".

E domandiamo, anche se interromperlo è un\'impresa e i frammenti si legano senza cronologia: \"Sono passati quasi dieci anni, Michelle me la presentò Ariedo Braida, dirigente del Milan di Berlusconi. Lei e Ariedo erano molto amici, forse di più, non lo chiesi e devo dirle la verità, neanche mi interessava molto\".

Una cena, un bicchiere, la memoria che va ad allora: \"Lei ci parlò della sua infanzia difficile, della povertà, apparve per quello che non era: una piccola fiammiferaia risalita dall\'inferno\". Oggi Saccà, l\'uomo che negli anni è stato accusato di qualunque cosa, dall\'avallo dell\'editto di Sofia alla raccomandazione delle bellezze Rai di Berlusconi, sembra un uomo pacificato: \"Però, le dico, rimpianti non li covo. Sono tutto di un pezzo, io. Vivo in affitto, 65 metri quadri. Andavo abbattuto e così avvenne. Mi hanno liquidato con 100.000 euro, non mi sembra uno scandalo.

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Con Cappon e Cattaneo i direttori generali che in questi anni sono usciti dalla Rai e in qualche caso rientrati dalla porta di servizio con le tasche piene, è andata diversamente. Hanno ricevuto milioni di euro. Ma non voglio, né cerco medaglie o santificazioni. In qualche modo, l\'esilio dalla televisione pubblica è stato il contrappasso meritato per quelli come me. Quando pensi, e succede a tutti quelli che fanno tv, di poter cambiare la vita delle persone, pecchi.

È un peccato d\'orgoglio, dietro cui si nasconde sempre Lucifero. Nessuno è innocente a Viale Mazzini, non si può essere potenti e innocenti allo stesso tempo. Nell\'impresa potrebbero riuscire solo i santi e io, intorno al cavallo, aureole non ne ho mai viste. È una questione ontologica\".

SANDROSANDRO BONDI E MANUELA REPETTI

E dice proprio così, ontologica, Agostino Saccà da Taurianova che non si ferma perché la confessione non ha bisogno di manicheismi: \"In tv rischi di perderti, il comando confonde i confini, altera le proporzioni\". In un\'intercettazione di qualche anno fa, l\'avvocato Bosco gli telefonò per annunciargli una lettera di Michelle Bonev.

AriedoAriedo Braida

Una missiva dura in cui la Bonev lamentava promesse non mantenute: \"Ascolti bene la conversazione, lei minacciava di fare una conferenza stampa, di raccontare chissà cosa e io dissi che non mi facevo ricattare da nessuno. Non era accaduto ai tempi della ‘Ndrangheta, figurarsi se mi facevo intimidire dall\'ingratitudine della Bonev, che avevo aiutato in ogni modo, prima segnalandola a un amico editor della Mondadori per il suo libro e in seguito, permettendole di fare un provino per il Dopofestival sanremese del 2003. Mi aveva confessato che Sanremo, a casa sua, a Bourgas, creava le condizioni per il coprifuoco. Tutti in casa ad ascoltare le canzoni. Non vedeva suo padre da 15 anni, ‘sarebbe un\'occasione unica per far mostrargli che non sono finita in mezzo a una strada\".

CLAUDIOCLAUDIO CAPPON

Si disse che Saccà e la Bonev fossero andati oltre un semplice rapporto amicale, una segnalazione, un aiuto. Saccà anticipa la curiosità: \"Vuol chiedermi se eravamo amanti? Fino al 2003, certamente no\". Dopo? \"Neanche, ma un galantuomo, e la qualifica me l\'ha concessa anche il Gip di Roma De Angelis, queste cose non le confesserebbe mai. A prescindere\".

FlavioFlavio Cattaneo

Da allora, dai tempi della lettera, rapporti rarefatti. \"Negli ultimi tre anni e mezzo, l\'ho incontrata una sola volta. Per caso, neanche l\'ho riconosciuta. Avevo cancellato quel periodo, le amarezze, il fango funzionale alla mia eliminazione. Come spesso avviene, a fregarmi non fu la polemica con Santoro con il quale oggi sono in ottimi rapporti e neanche l\'editto di Sofia, vede come i luoghi ritornano, ma il fuoco amico. A fotterti è sempre quello e a me, in un momento difficile, mancò il sostegno del centro-destra\".

Acqua passata. Come Michelle. \"Non era stupida, ma sapeva come creare e crearsi qualche problema\". Poi saluta. Chi ha dato. Chi ha avuto. Il passato non si cancella.

 

 

 

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