CHISSA’ PERCHE’ FALLISCONO TUTTE LE AZIENDE LEGATE ALLA RENZI’S FAMILY? “SALTATA” ANCHE LA COOP CHE CURO’ LE CAMPAGNE DI RENZI – INUTILE DIRE CHE SONO CHIAMATI IN CAUSA ANCHE BABBO TIZIANO E LA MOGLIE. STRANE TRIANGOLAZIONI DI SOLDI FRA DITTE E BUSINESS DELL’EDITORIA MINORE

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Giacomo Amadori per La Verità

 

L' inchiesta della Procura di Firenze sul fallimento della cooperativa Delivery service potrebbe coinvolgere anche l' ex premier Matteo Renzi. O almeno le sue campagne elettorali. Il fascicolo originario è stato aperto a Cuneo per il fallimento di una società piemontese, la Direkta srl di Mirko Provenzano, imprenditore in affari con i Renzi. I magistrati piemontesi hanno raccolto elementi interessanti sui rapporti d' affari tra la Direkta e la Delivery service di Firenze, e in particolare hanno messo gli occhi sul copioso scambio di fatture tra le due società.

 

LAURA BOVOLI E TIZIANO RENZI LAURA BOVOLI E TIZIANO RENZI

Durante l' attività di indagine sono emersi i nomi dei genitori del segretario del Pd (contenuti in documenti, mail, sms e intercettazioni): parlavano al telefono con gli indagati, gli inviavano messaggi di posta elettronica e sms, effettuavano operazioni poco chiare con loro (per esempio quelle legate al macero dei volantini). Ma per mancanza di competenza territoriale, lo scorso inverno, i magistrati piemontesi hanno trasmesso gli atti relativi ai Renzi ai colleghi fiorentini.

 

Nei suddetti faldoni si trovano non solo i nomi di Tiziano e Laura Bovoli, ma anche quelli di altri personaggi legati al segretario del Pd. Domenica, su questo giornale, abbiamo citato Lilian Mammoliti, animatrice della kermesse della Leopolda, attenzionata dai finanzieri per il suo ruolo nella revisione di alcuni bilanci della Direkta e della Kopy 3, ditta di proprietà di Erika Conterno, compagna di Provenzano. È altrettanto importante la figura di Patrizio Donnini, ex marito della Mammoliti, oltre che braccio operativo della propaganda di Matteo Renzi (è stato pure socio fondatore della Dotmedia, l' agenzia di marketing prediletta dall' ex Rottamatore).

 

MATTEO E TIZIANO RENZI MATTEO E TIZIANO RENZI

Le indagini hanno approfondito i finanziamenti inviati dalla Direkta e dalla Kopy 3 alla Soluzioni grafica e comunicazione sas, chiusa nell' ottobre 2012 e il cui socio accomandatario era lo stesso Donnini. Il 31 agosto 2012 la Direkta aveva inviato in Toscana 250.000 euro, con la causale «affitto azienda». In realtà i soldi che la Direkta ha mandato a Firenze non uscivano dalle sue casse, ma arrivavano da Rignano sull' Arno.

 

Infatti la Eventi 6 della famiglia Renzi il 31 agosto 2012 sovvenziona la Direkta con 200.000 euro («finanziamento infruttifero per liquidità» si legge nel libro giornale) e lo stesso giorno la Direkta versa alla Soluzioni grafica 250.000 euro. Dunque quel giorno si realizzò una strana triangolazione che la Procura di Cuneo ha notato, e che è contenuta nelle carte trasmesse ai colleghi di Firenze. Nello stesso periodo la Eventi 6 invia altri 160.000 euro (altro «finanziamento infruttifero») alla Kopy 3 di Erika Conterno che ne gira 150.000 alla solita Soluzioni grafica e comunicazione di Donnini. I primi a investigare su questi passaggi di denaro sono stati gli uomini delle Fiamme gialle di Genova durante le indagini sul fallimento della Chil post.

Patrizio Donnini Patrizio Donnini

 

Per gli investigatori liguri il denaro della Eventi 6 alla Direkta (ma anche alla Kopy 3) sarebbe servito in realtà «per finanziare» Donnini, all' epoca in gravi difficoltà economiche, anche se la scusa ufficiale era l'«affitto» di due giornali: Il Reporter e Chianti News, entrambi di proprietà di un' altra ditta di Donnini, la Web&press Edizioni srl, collegata alla Soluzioni grafica e comunicazione sas.

 

L' ex commercialista di Provenzano e signora non ha esitato a definire con gli inquirenti «un' operazione scellerata» il costoso sbarco nel mondo dell' editoria (400.000 euro una tantum più un contratto di comodato mensile da 8.000 euro) dei suoi clienti. Ma anche se l' impresa poteva apparire perdente economicamente, le due testate non erano riviste qualsiasi: Il Reporter (nato come La Locandina) era un mensile che ha accompagnato nella sua scalata a sindaco Matteo Renzi, venendo distribuito nelle case dei fiorentini.

 

Uno dei direttori del Reporter è stato Marco Agnoletti, attuale portavoce del segretario Pd. Chianti News era invece una rivista patinata destinata a inserzionisti più facoltosi e magari interessati a contribuire alla scalata renziana. In fondo la pubblicità è un veicolo elastico e spesso valorizzato dai giornali delle fondazioni politiche; un prodotto che consente di raccogliere fondi essendo presente sul territorio.

 

Donnini, come detto, pubblicava i due periodici con la sua Web&press, la società di cui era l' unico proprietario e che ha chiuso i battenti nel febbraio 2013. La ditta ha supportato Renzi nella corsa a sindaco di Firenze, occupandosi anche del volantinaggio, e nel 2012 finì al centro di alcune polemiche per aver ricevuto nel 2009 36.800 euro dall' ex tesoriere della Margherita, Luigi Lusi, condannato in primo grado a 8 anni per aver sottratto circa 26 milioni di euro di fondi pubblici alle casse del partito.

 

MARCO AGNOLETTI MARCO AGNOLETTI

Provenzano ha spiegato ai magistrati i finanziamenti a Donnini: «Tiziano Renzi mi mise in contatto con il signor Donnini Patrizio amministratore della Soluzione grafica sas il quale mi spiegò del suo lavoro nell' ambito editoriale e del fatto che un suo giornale, Il Reporter, fosse distribuito in 100/150.000 copie al mese nella città di Firenze a cura di Poste italiane. () Tuttavia il Donnini per concedermi l' affitto del ramo di azienda di Reporter mi disse che aveva delle difficoltà economiche con un' altra sua società e cioè la Soluzione grafica sas e aveva bisogno di 250.000 euro di prestito. A questo punto chiesi in banca, ma non ottenni nulla e feci altri tentativi, ma niente da fare. Pertanto, tornai da Renzi esponendogli il problema e chiedendogli se quei soldi poteva prestarmeli lui, magari non tutti ma almeno 200.000 euro (...)».

 

Secondo Provenzano, però, i patti vennero traditi: «L' accordo così come pattuito non fu rispettato dal Donnini Patrizio che non pagava nulla. A questo punto decisi di girare il credito di Direkta e Eventi 6 per il residuo di 170.000 euro con apposita scrittura privata ()». Anche Tiziano Renzi, ascoltato nel 2014 a Genova come indagato per il crac della Chil post, ha dato la sua versione sui fatti: «Provenzano mi chiese un aiuto per rilevare un ramo d' azienda a Firenze, da Web&press, io avevo rapporti con Direkta e sapevo che avrei preso i miei soldi, scalandoli da quello che avrei dovuto versare loro per le prestazioni rese a Eventi 6. Faccio presente che in realtà il mio prestito è stato ancora maggiore perché un altro ramo d' azienda di Web&press è stato rilevato dalla Kopy3 della compagna di Provenzano, Conterno Erika. E io ho finanziato anche lei con altri 160.000 euro. Il prestito fatto a Direkta mi doveva essere restituito in rate mensili da 10-11.000 euro l' una; qualche rata mi è stata certamente pagata, ma non so dire a oggi a che punto sia la restituzione».

matteo renzi marco agnoletti matteo renzi marco agnoletti

 

Dunque nel 2012 Tiziano, facendo sponda con Cuneo, invia a Donnini i soldi necessari a evitargli il fallimento e la consegna dei libri mastri in tribunale. Carte che avrebbero portato i magistrati a scartabellare tra i conti e gli inserzionisti delle ditte coinvolte nelle raccolte fondi renziane. Due mesi dopo aver ricevuto il prezioso finanziamento, Donnini chiude la sua creatura dichiarando di non avere «debiti da estinguere», mentre Provenzano, a fine anno, iscrive a bilancio un credito che in realtà non era più esigibile. Stranezze e incongruenze a parte, quel che pare certo è che i Renzi, in uno degli anni più difficili per la loro attività imprenditoriale (nel 2012 cedettero ai figli la casa avita e ottennero nuovi mutui) investirono circa 360.000 euro per salvare l' uomo delle campagne elettorali del figlio e schermarono l' operazione con le società di due presunti bancarottieri.

 

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