COME NELLE BARZELLETTE DEI MATTI: IO NERONE, TU NAPOLEONE E SILVIO SARÀ CESARE - "MI HA CHIAMATO MIO NIPOTE CESARE". "CERCA DI CAPIRE, CHIAMIAMOLO COSÌ: CESARE". "E DIGLIELO AL CESARE!". "MIO CUGINO CESARE". «È RIMASTO CONTENTO CESARE?". - CARRAMBA, CHE SORPRESA! CESARE È LO PSEUDONIMO PER RIFERIRSI A BERLUSCONI - (L’INDAGINE SULLA P3 È OPERA DEI CARABINIERI. CIOÈ, L’ARMA CHE POI VIENE SBATTUTA ALL’INFERNO CON QUELLE PAZZESCE ACCUSE PER SPACCIO DROGA AL GENERALE GANZER?) - LA GRANDE PAURA: "SE CARBONI INIZIA VERAMENTE A DIRE LA VERITÀ SONO CAZZI DI TROPPI..." -
1 - "CHIAMIAMOLO COSÌ: CESARE"
Niccolò Zancan per La Stampa
C'è Cesare Mirabelli, l'ex presidente della Corte Costituzionale: «Buongiorno, presidente, sono Pasqualino Lombardi, che piacere sentire la sua voce. Finalmente sono riuscito ad avere il suo telefonino, perché più di una volta stiamo facendo dei convegni, congressi...». C'è un riferimento che sembra rivolto a Cesare Previti: «Pre... Cesare». E poi c'è lui, «il Cesare». «Bisogna vedere se c'è Cesare». «E diglielo al Cesare!». «Mio cugino Cesare». «È rimasto contento Cesare?». «Cesare è ancora in Sicilia». «Mi ha chiamato mio nipote Cesare». «Cerca di capire, chiamiamolo così: Cesare».
carboni in autogrill
Flavio Carboni
Secondo i carabinieri che indagano sulla nuova massoneria il linguaggio è criptato, come deve essere quello di un'associazione segreta che aspira a condizionare i poteri dello Stato, ma non troppo. Non abbastanza. E a pagina 950 di uno dei 14 faldoni d'inchiesta, in fondo, alla nota 15, c'è scritto: «È lo pseudonimo utilizzato dai soggetti per riferirsi al presidente del Consiglio».
Cesare al posto di Silvio Berlusconi. Fra le tantissime volte in cui lo pseudonimo rimbalza sulla bocca di Flavio Carboni, Arcangelo Martino e Pasquale Lombardi - tutti in carcere per corruzione e violazione della legge anti P2 - una in particolare ha attirato l'attenzione degli investigatori. È una telefonata del 2 ottobre 2009, tra l'ormai ex sottosegretario all'Economia Nicola Cosentino e il geometra che si spacciava per giudice tributario Pasquale Lombardi.
carboni big
dellutri carboni pasquale lombardi e arcangelo martino allhotel eden a roma
Cosentino sembra di buon umore: «Io la prossima settimana mi incontro con Cesare. Lui è rimasto contento per quello che gli stiamo facendo per il 6». Il 6 è il giorno in cui era prevista l'udienza della Corte Costituzionale sul Lodo Alfano. Stavano cercando di avvicinare i giudici, perché avrebbero voluto indirizzare il verdetto. Agli investigatori questa scoperta sembra interessante per due motivi.
arcangelo martino incontro carboni in un autogrill
Primo: Cosentino era parte integrante dell'associazione, anche lui lavorava per la causa. E infatti è iscritto nel registro degli indagati. Secondo: se Cesare è davvero Berlusconi e se davvero si rallegrava, allora si può ipotizzare che anche il presidente del Consiglio fosse a conoscenza del piano. Ipotesi, appunto. Che l'avvocato del premier, Niccolò Ghedini, liquida così: «È un'interpretazione, oltre che inveritiera, ridicola. Come risulta proprio dagli stessi atti, mai per queste vicende, nessun contatto, diretto o indiretto, vi è stato fra il presidente Berlusconi e i soggetti indicati».
carboni martino lombardi sulla soglia di ingresso di casa verdini
Ci sono riferimenti a un incontro a casa Verdini a cui deve partecipare anche Cesare. Continui rimandi di Flavio Carboni al fatto che deve sentire Cesare. Lombardi: «Abbiamo fissato che ogni giorno, ogni settimana bisogna che ci incontriamo per discutere fra noi e vedere andò sta 'o buono e andò sta 'o malamente. E poi ammo vede' Cesare quanto prima».
In una telefonata Carboni spiega che Berlusconi non sarà a casa Verdini: «No è al Grazioli, eh!». Nessuna controprova. Ma nel corso della telefonata giudicata più significativa - sempre quella del 2 ottobre 2009 - Lombardi risponde a Cosentino così: «Se lui è rimasto contento, lui ci deve dare qualche cosa e ci deve dare te e non adda scassà o cazz».
Annotano i carabinieri: «Appare evidente che con queste parole il Lombardi vorrebbe far intendere al Cosentino che la sua candidatura a presidente della Regione Campania è stata da loro richiesta nel corso della riunione, quale contropartita per l'operazione Lodo Alfano».
2 - "SE CARBONI INIZIA A PARLARE..."
Niccolò Zancan per La Stampa
Quello che già si vede e quello che ancora è nell'ombra. «Se Carboni inizia veramente a dire la verità sono cazzi di troppi, quindi sai... A questo punto, per la prima volta, gli prudono veramente le mani e la bocca... Nonché il ruolo di Martino.. Io e te sappiamo molto di più... Cioè: vadano a vedere le cose vere, mica le cagate, il convegno dei magistrati, ordire delle trame... Possiamo dirglielo noi cosa possono andare a cercare con Martino... Voglio dire, sappiamo che figura è, ma soprattutto di chi è veramente...».
francesco perone arcibaldo miller pasquale lombardi e il deputato abrignani in un ristorante romano
Rapporti inconfessabili, ricatti incrociati, lo spettro della camorra che aleggia sulla P3. È questo il filone - in gran parte coperto dal segreto - di cui si stanno occupando i carabinieri del nucleo operativo di Roma, coordinati dal procuratore aggiunto Giancarlo Capaldo.
berlusca02 silvio berlusconi
La conversazione in questione è datata 14 aprile 2010. È una delle ultime trascritte. Riguarda due soci d'affari di Flavio Carboni. Nella richiesta di proroga per le intercettazioni, gli investigatori spiegano: «Si riferiscono non soltanto alle notizie diffuse dai giornali sulla presente indagine, ma anche ad informazioni riservate in possesso di Carboni, a loro note, che potrebbero pregiudicare la posizione di molti». Cosa sa il «pensionato» Carboni? Chi può ricattare?
FERROVIENORD E EDILNORD
Non soltanto l'eolico. Flavio Carboni stava cercando di entrare nel progetto per la riqualificazione delle stazioni di Ferrovienord, società quotata in borsa, con azionista di riferimento la Regione Lombardia.
COSENTINO CALDORO jpeg
Carboni lo faceva attraverso una società che si chiama HGP. Ma era molto preoccupato per la leggerezza commessa da un suo collaboratore. Colpa di un fax che non doveva spedire. Un fax in cui si fa esplicito riferimento a 30 mila euro «a riprova degli impegni assunti da HGP, anche nella fase propedeutica alla stipula dell'accordo».
cosentino berlusconi
Ed ecco Carboni che si sfoga con il socio Riccardo Piana, in quella che sembra quasi una confessione in diretta: «Ma io non l'ho letto, se l'avessi letto non l'avrei... Non sarebbe partito! Se si parla di soldi, di cose così, è un errore grosso. Bisognava rispondere! Ma non minacciando! Si parla anche di cose date?». Piana: «Si parla di tutto». Carboni: «Eh.. Ho capito, quello è un reato, scusami eh...».
NICCOLO GHEDINI
Piana cerca di rassicurarlo: «Bisogna distruggere tutte le copie, soprattutto non le devi avere neanche tu». Scrivono gli investigatori: «Emerge un quadro indiziario grave, circa l'esistenza di un probabile ulteriore fatto corruttivo...». Sempre Carboni, a proposito di un altro affare, mentre parla al telefono con Arcangelo Martino: «Sto lavorando.. Stiamo chiamando... Piuttosto mi hanno comunicato.. Dice che l'accordo con Edilnord è saltato».
PAOLO BERLUSCONI
L'EDILNORD È LA SOCIETÀ DI PAOLO BERLUSCONI.
Ho dato a Denis... Capito?
Il 1° ottobre 2009 un milione di euro passano da un conto acceso in un banca dell'Emilia Romagna a un conto intestato alla moglie di Carboni. Parte di quella somma risulta utilizzata per l'emissione di alcuni assegni circolari a nome di Giuseppe Tommasetti, negoziati presso il Credito Cooperativo Fiorentino di Campi Bisenzio. È la banca di Denis Verdini.
verdini p3
Quei soldi sono vitali per mandare avanti il progetto, servono per oliare i meccanismi e organizzare convegni. Così Carboni a Tomasetti dopo l'operazione bancaria: «Ho dato cose tue... Ho dato a Denis, capito? Ti ringrazia, ti vuole conoscere, l'onorevole...». Flavio Carboni tiene i rapporti con la politica. Definisce Marcello Dell'Utri: «L'amico nostro Marcello». È lui che muove i soldi. Ed è sempre lui che intrattiene rapporti d'affari con Pasquale De Martino.
Dell Utri in Aula - Depone Spatuzza - Da Repubblica 12
A proposito del quale, gli investigatori scrivono: «Sono emersi indizi consistenti in ordine all'esistenza di interessi comuni fra appartenenti alla criminalità organizzata di origine campana (con particolare riferimento al clan Sarno) e alcuni personaggi romani fra i quali De Martino Pasquale». Si occupa di scommesse on-line. Ed è l'uomo che, in una telefonata, dice: «Dobbiamo far finta che Flavio ha avuto un prestito». E qui la camorra non sembra più soltanto uno spettro.







