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CON LA VOCE DI CHI è GIà PRONTO PER GUANTANAMO, TRAGIK SHOW DI EZIOLO MAURO ALLA RADIO DEL 'COMPAGNO' SARKO - ALLA DOMANDA "Ma 'Repubblica' è minacciata?", CASCA L'ASINO: “No, non credo perché è un giornale autonomo” - (QUELLA DEL TRUCE DUCE è UNA QUERELA O UN ORDINE DI ARRESTO?)...

Silvio Berlusconi - copyright PizziSilvio Berlusconi - copyright Pizzi

Da "Il Foglio"

L'occasione, per il direttore di Repubblica, era di quelle d'oro. Ieri Ezio Mauro aveva davanti a sé i microfoni di France Inter, la radio pubblica francese del network Radio France. Non sarà stata l'autorevole Radio Londra, ma nessuno potrà negare che Mauro avesse la possibilità di informare anche un buon numero di cittadini d'Oltralpe dello stato di salute della resistenza al Cav.

EZIO MAURO - Copyright PizziEZIO MAURO - Copyright Pizzi

In studio erano pronti, come testimonia anche la prima domanda del conduttore - non di quelle che rimarranno nei manuali di giornalismo per il tasso di incisività: "Dopo mesi di rivelazioni della stampa, in Italia tutto è bloccato.

Perché?". "Beh, c'est bloquée parce que... - esordisce in italo-francese Mauro, come per corrispondere all'attenzione democratica degli ospitanti, ma due parole in più e subito si ferma - je parle en italien".

sarkozy NYPDsarkozy NYPD

Il conduttore acconsente, purché si arrivi al dunque. Il direttore di Rep. inizia dalla questione escort, ma le radio libere, la storia insegna, più che alle presunte scappatelle sono interessate al tasso di autoritarismo dei "regimi" avversari: "Insomma - incalza il conduttore - c'è un vero problema di informazione in Italia?". "Sì, io credo ci sia un problema - e questo sarà forse l'affondo più deciso di tutta la trasmissione - confermato dalla decisione di Berlusconi di querelare le domande di Repubblica".

Perché il giornale di Largo Fochetti, come ricorda il direttore ai francesi, al premier "ha rivolto 10 domande da tre mesi [...] Ma lui non ha mai risposto". Il giornalista, per far capire i francesi: "E voi continuate a pubblicare queste 10 domande tutti i giorni?". "Sì, le pubblichiamo perché lui non ha risposto".

Subito dopo, come a giustificare una resistenza che potrebbe apparire non abbastanza tosta, aggiunge: "Sono convinto che la situazione abbia aperto una fessura". Poi si ricorda della fatica domenicale di Eugenio Scalfari e si corregge: "Una crepa, ha aperto una crepa nel mondo di porcellana di Berlusconi". Chiude con ottimismo: "La situazione non è immobile".

Abbastanza per far scatenare Michela Marzano, filosofa e ricercatrice al Cnrs di Parigi, che dagli studi situati in territorio libero parte in quinta: "La situazione è molto complessa, allo stesso tempo sintomatica del clima morale, politico e intellettuale che l'Italia vive da anni". Cita gli attacchi del premier alla stampa - ultimo ad averla impressionata quello di due giorni fa alla festa dei giovani del Pdl: "Non leggete i giornali" - e in due minuti arriva ai mostri sacri dell'antitotalitarismo: "Siamo all'incubo che Orwell descriveva in 1984".

Andrea CamilleriAndrea Camilleri

E' il momento di Andrea Camilleri, in collegamento telefonico, presentato come "uno dei 260 mila firmatari in favore della libertà di stampa". (Ma nel frattempo sono arrivati a 310 mila). Momenti di incomprensione (del francese). E allora prende la parola il traduttore: "E' la stessa domanda fatta agli altri: vogliono sapere cosa pensa degli attacchi di Berlusconi a Repubblica!".

E lo scrittore siciliano: "Veramente sono due i giornali minacciati di querela...". Troppo morbido, e la parola gli è presto tolta e riconsegnata agli ascoltatori: "Ma Repubblica è minacciata?". "No, non credo che Rep. sia minacciata - risponde a sorpresa Mauro - perché è un giornale autonomo".

Certo resta la "gravità" degli attacchi, ma il pathos scenderebbe a zero se in studio non ci fosse Bernard Guetta, editorialista dell'Express, che ricorda la "battaglia assolutamente degna di nota che Repubblica conduce da sola - scandisce due volte - so-la!". Ancora gli ascoltatori che lamentano: nei "bistrot" italiani si trovano solo giornali vicini a Berlusconi. Mauro (forse) perplesso: "Diciamo che tutti i giornali del mondo hanno tagliato le distribuzioni gratuite per via della crisi. Quindi ci sono meno copie per aerei, alberghi e bistrot (ritorna al francese il direttore di Rep.)".

Per fortuna c'è la Marzano, che cita il fascismo, ribadisce che la "lezione della storia va ricordata", fa due più due e avverte: "Anche in Francia bisogna fare attenzione". L'Italia è già data per persa? Guetta interviene: "Ma Sarkozy non è l'uomo più ricco del paese e questa è una differenza fondamentale!". Voce da fuori campo, ironica, in francese con accento italiano: "Ma ha degli amici ricchi!". La Repubblica, penseranno gli ascoltatori francesi, è persa.

 

 
[11-09-2009]