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COSE MAI VISTE - BELPIETRO SMENTISCE LA RICOSTRUZIONE DEL SUO EX “GIORNALE” SUL SUO ATTENTATO: “IL MIO CAPOSCORTA È ANCORA IN SERVIZIO” - INTANTO GIAN-BECCHINO DECIDE DI QUERELARE SIA FELPIETRO CHE SALLUSTIONI - IL DIRETTORE DI “LIBERO” DAI PM: “NON HO RIVELATO LA MIA FONTE” (COPIA DELLA DEPOSIZIONE DA MILANO A BARI) - ITALO GIÀ BOCCHINO PRETENDE LE SCUSE…

LA SMORFIA DI GIANFRANCO FINILA SMORFIA DI GIANFRANCO FINI

1. BELPIETRO: RICOSTRUZIONE 'GIORNALE' NON CORRISPONDE AL VERO...
(ANSA)
- "Non corrisponde al vero" la ricostruzione del 'Giornale' sul presunto attentato al direttore di Libero, Maurizio Belpietro, avvenuto alla fine dello scorso mese di ottobre a Milano, quando il suo caposcorta Alessandro M. esplose tre colpi di pistola nel condominio del giornalista in via Monti di Pietà. Lo ha detto all'ANSA lo stesso Belpietro precisando che Alessandro M., il poliziotto assegnato alla sua tutela, è "ancora in servizio come caposcorta". "Per quello che risulta a me - ha detto Belpietro - non corrisponde al vero. Insomma non solo non mi risulta che ricorra quello che viene detto e tutto il resto, ma non è vero, ripeto il suo trasferimento. Lui è ancora in servizio come caposcorta: ci sono tre turni di tutela e in questi turni si avvicendano una serie di persone. A tutt'ora lui è in servizio, non oggi, ma lo era ieri".

BelpietroBelpietro

2. FINI: PRESIDENTE CAMERA,VIE LEGALI CONTRO GIORNALE-LIBERO...
(ANSA)
- "In relazione a quanto pubblicato ieri ed oggi dai quotidiani Giornale e Libero, il presidente della Camera Gianfranco Fini ha dato mandato di adire le vie legali a tutela della propria onorabilità". E' quanto dichiara Fabrizio Alfano, portavoce del Presidente della Camera, Gianfranco Fini. Ieri Libero aveva parlato del 'Finto attentato' al presidente della Camera. Oggi il Giornale titola in prima pagina: "L'intervista a luci rosse che getta fango su Fini", con riferimento alle affermazioni di una "Escort che sostiene di aver incontrato" il leader di Fli.

La scorta sotto casa di BelpietroLa scorta sotto casa di Belpietro

3. BELPIETRO, A PM NON HO RIVELATO NOME DELLA MIA FONTE...
(ANSA)
- Il direttore di "Libero" Maurizio Belpietro non ha rivelato il nome della sua fonte al procuratore aggiunto di Milano Armando Spataro che ieri lo ha sentito in qualità di persona informata sui fatti, in merito al "fondo" in cui lo stesso Belpietro ha raccontato di un presunto, "finto", attentato che avrebbe dovuto avere come obiettivo il presidente della Camera Gianfranco Fini. Attentato, da organizzare in Puglia ad aprile prossimo, la cui responsabilità, secondo Belpietro e la sua fonte, doveva ricadere su Silvio Berlusconi. "Ho parlato di una cosa vera - spiega Belpietro all'ANSA - che aveva come obiettivo Fini, ma l'obiettivo era anche far ricadere la responsabilità della vicenda sul presidente del Consiglio. Questo è ciò che mi è stato raccontato e che ho riferito ai magistrati ieri. Se poi i giornali per esigenze di copione devono raccontare balle, questo è un altro fatto: si sono scritte oggi cose che non stanno né in cielo né in terra".

ALESSANDRO SALLUSTIALESSANDRO SALLUSTI

"Non ho rivelato il nome della mia fonte ai magistrati - spiega Belpietro - ho detto semplicemente a loro che questa persona si era rivolta a me e ho dato loro tutti gli elementi in mio possesso tranne il nome perché questa persona non mi aveva autorizzato a rivelare la sua identità. Certo il procuratore Spataro mi ha chiesto chi fosse, è ovvio, e io ho eccepito il segreto professionale. Era una fonte, mi ha raccontato dei fatti, io ho spiegato tutto in procura e tocca a loro verificare, io non faccio lo Sherlock Holmes".

Belpietro ha poi commentato anche l'esistenza di un filmato, come riporta oggi il Giornale, in cui una escort racconta di un presunto incontro a "luci rosse" con Gianfranco Fini, incontro di cui aveva parlato lo stesso Belpietro nel fondo di ieri. "Non so se esiste un filmato a me non risultava di un filmato - spiega Belpietro - ho detto che c'era una persona che girava in alcune redazioni che raccontava questi fatti: se sia vero o no, ciò tocca a qualcun altro accertarlo. Se Fini si ritiene diffamato o calunniato faccia una denuncia".

4. PM MILANO TRASMETTE COPIA DEPOSIZIONE BELPIETRO A BARI...
(ANSA)
- Il procuratore aggiunto di Milano, Armando Spataro, ha trasmesso alla Procura di Bari una copia della deposizione resa ieri dal direttore di Libero, Maurizio Belpietro, che ieri è stato ascoltato dallo stesso procuratore Spataro nell'ambito di un fascicolo di inchiesta aperto sull'editoriale scritto dal giornalista che faceva riferimento a un progetto di attentato al presidente della Camera, Gianfranco Fini.

Armando SpataroArmando Spataro

Ieri pomeriggio Belpietro era stato sentito per circa due ore da Spataro, dopo essere stato convocato in Procura, per riferire dell'editoriale pubblicato ieri su Libero. Il procuratore Spataro ha aperto una inchiesta che al momento è senza ipotesi di reato, né indagati. Nel suo editoriale, Belpietro aveva fatto riferimento a un progetto di attentato da compiersi ad Andria, in provincia di Barletta-Andria-Trani, in occasione di una visita istituzionale del presidente della Camera. Nell'articolo, inoltre, si parlava della possibilità di un progetto che comprendeva anche "l'impegno di attribuire l'organizzazione dell'agguato ad ambienti vicini a Berlusconi, così da far ricadere la colpa sul presidente del Consiglio".

Ieri la stessa Procura di Trani aveva aperto un fascicolo conoscitivo sulla vicenda e poi era intervenuta la Procura di Bari, perché la competenza per questi fatti è della Procura distrettuale Antimafia che indaga nel caso di possibili attentati ad alte cariche dello Stato. Così il pm Spataro ha trasmesso copia della testimonianza di Belpietro ai colleghi baresi

BocchinoBocchino

5. BOCCHINO, DA BELPIETRO FANDONIE, CHIEDA SCUSA...
(ANSA)
- Il direttore di Libero Maurizio Belpietro "prima di scrivere del presunto attentato doveva chiamare il portavoce di Fini per chiedere se era prevista una visita ad Andria a marzo, doveva verificare la notizia con il ministro dell'Interno e chiedere lumi alla parte interessata". E' quanto sostiene il capogruppo di Fli alla Camera, Italo Bocchino. " Prima di sparare fandonie sulla escort modenese - sottolinea - Belpietro doveva verificare attraverso la prefettura di Modena se Fini era stato lì nei periodi indicati da chi l'accusa. Questo è il giornalismo che ci hanno spiegato quando ci siamo iscritti all'ordine e così andrebbe fatto.

Belpietro invece aveva l'ansia di tirar fuori queste fandonie e temeva che prima di lui lo facesse il Giornale (una gara tra titani). E così ha fatto la frittata che è sotto gli occhi di tutti". "A ogni modo, sono abituato a pensare in maniera positiva, senza odio: chi ha conosciuto Belpietro quando era libero dalle attuali ossessioni spera sempre che si ravveda e che cominci a farlo chiedendo scusa a Gianfranco Fini per la cattiveria con cui ogni giorno lo accusa", conclude Bocchino.

 

 
[28-12-2010]