UN DECRETINO SULLE INTERCETTAZIONI - IL PM CASCINI: ‘NELLA NORMA CI SONO OVVIETÀ PERICOLOSE: CHE VUOL DIRE ‘SOLO I BRANI ESSENZIALI, NECESSARI’? BASTA IL BUON SENSO E LA NORMALE PROFESSIONALITÀ DEL MAGISTRATO, NEL CODICE PUÒ FAR PARTIRE LUNGHI CONTENZIOSI’ - LE CONVERSAZIONI TRA AVVOCATO E INDAGATO NON POTRANNO MAI ESSERE TRASCRITTE, E NASCE L'ARCHIVIO RISERVATO DEL PM, I CUI ATTI NON SONO MAI PUBBLICABILI

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1 - CASCINI: "NEL DECRETO INTERCETTAZIONI OVVIETÀ CHE POSSONO ESSERE PERICOLOSE"

Liana Milella per “la Repubblica

 

Nelle ordinanze solo i brani "essenziali"? «Un' ovvietà che può rivelarsi pericolosa». Dice così Giuseppe Cascini, procuratore aggiunto a Roma, uno dei tre pm di Mafia Capitale, ex segretario dell' Anm ai tempi della contrapposizione dura con Berlusconi sulla giustizia, a Siena per seguire il congresso dell' Anm.

GIUSEPPE CASCINI GIUSEPPE CASCINI

 

Che ne pensa del nuovo decreto sulle intercettazioni?

«Premesso che una valutazione compiuta potrà essere fatta solo dopo che saranno resi noti i testi della riforma, mi sembra che siano stati fatti passi avanti rispetto alle ipotesi circolate all' inizio nella ricerca di un difficile punto di equilibrio tra i molteplici valori in gioco: l' esigenza investigative, diritto di difesa, tutela della riservatezza, diritto all' informazione. Alcuni nodi però mi sembra rimangano irrisolti ».

 

Pensa al rapporto, che lei aveva già segnalato, tra pm e polizia giudiziaria nel maneggiare le intercettazioni?

«Mi pare che affidare in via esclusiva alla polizia il compito di selezionare, al momento del primo ascolto, il materiale intercettato riduca il controllo del pm sull' operato della stessa polizia e comprima la possibilità per la difesa di accedere a informazioni che potrebbero rivelarsi utili per l' indagato. Il sistema attuale, che prevede sempre la sommaria indicazione nei verbali dei contenuti di un' intercettazione, fornisce maggiori garanzie sia per la completezza delle indagini che per la difesa».

 

Lei teme che con il nuovo sistema sul tavolo del pm possa non arrivare il quadro completo delle conversazioni che magari contiene notizie importanti?

ANDREA ORLANDO E LA CORRENTE DEMS ANDREA ORLANDO E LA CORRENTE DEMS

«Non penso solo a situazioni patologiche, con le quali pure in astratto bisogna fare i conti, di volontario occultamento di prove contro o a favore di qualcuno, ma alle normali situazioni in cui la rilevanza probatoria di una conversazione o anche la sua decisività, può emergere solo in un secondo momento, e alla luce di ulteriori acquisizioni, mentre potrebbe andare dispersa con le nuove disposizioni».

 

Col decreto i pm potranno utilizzare nei provvedimenti solo i brani integrali delle intercettazioni necessarie ed essenziali. Un bene o un male?

«Innanzitutto sono contrario a questa escalation di aggettivi, rilevante, necessario, essenziale, che disorienta l' interprete ed è ampiamente opinabile. Trovo che sia sbagliato inserire in un testo di legge un' affermazione apparentemente ovvia e banale, come quella che la motivazione deve contenere solo gli elementi "necessari" per la decisione.

 

Si tratta di una scelta di buon senso e che attiene alla normale professionalità del magistrato, ma che, se inserita nel codice di procedura penale, può dare adito a defatiganti contenziosi sulla necessità o essenzialità di un testo. Sempre che non si pensi poi, come accade sempre più spesso, di utilizzare in chiave disciplinare le presunte violazioni di tale precetto».

andrea orlando andrea orlando

 

Non saranno più segreti gli atti messi nel fascicolo del pm, mentre lo saranno quelli dell' archivio riservato?

«La creazione di un archivio riservato accessibile alle parti, ma comunque segreto, è un buona soluzione. Certo il legislatore dovrebbe anche chiedersi come regolare il caso in cui i documenti contenuti nell' archivio riservato vengano diffusi e pubblicati».

 

Significa però che gli atti che non stanno nell' archivio riservato potranno essere pubblicati liberamente?

«No, perché non mi pare che il divieto di pubblicare gli atti del procedimento, anche se non più coperti da segreto, sia stato modificato, anche se la sua violazione prevede una sanzione monetaria puramente simbolica».

 

 

2 - INTERCETTAZIONI ECCO IL DECRETO "PUBBLICARE SOLO I BRANI ESSENZIALI"

Liana Milella per “la Repubblica

 

RIFORMA INTERCETTAZIONI RIFORMA INTERCETTAZIONI

«Solo i brani essenziali» delle intercettazioni, e solo «quando è necessario» utilizzarle. Sono queste le due regole più importanti che i magistrati dovranno seguire nei loro provvedimenti per l' uso delle telefonate registrate. Sono scomparsi i riassunti obbligatori previsti nella bozza di un mese fa, e il bavaglio non c' è più.

 

Nel testo finale del decreto legislativo che il Guardasigilli Andrea Orlando ha inviato venerdì a palazzo Chigi, poco prima di arrivare qui a Siena per il congresso dell' Anm, c' è però l' ordine esplicito di usare gli ascolti quando sono davvero indispensabili. Una decina di articoli che Orlando porterà al primo consiglio dei ministri, già nella settimana che si apre, per esercitare la delega in tempo in vista della scadenza del 3 novembre.

 

Il decreto, che Repubblica anticipa, contiene novità già promosse dall' Anm e che ripercorrono le circolari dei più importanti procuratori italiani.

 

INTERCETTAZIONI INTERCETTAZIONI

LA STRETTA CI SARÀ

Dunque sta per finire l' epoca del "copia e incolla" delle intercettazioni. Non potrà più accadere, come pure è avvenuto per anni, che il pm copi integralmente i testi delle telefonate elencati nelle informative della polizia. Il pm e il gip dovranno invece selezionare le conversazioni perché i futuri articoli 291 e 292 del codice di procedura penale recitano: "Quando è necessario, nella richiesta e per l' esposizione delle esigenze cautelari e degli indizi, sono riprodotti soltanto i brani essenziali delle comunicazioni e conversazioni intercettate".

 

Scompare definitivamente, come del resto lo stesso Orlando aveva garantito subito dopo l' uscita della prima bozza, quel "divieto di riproduzione integrale" che aveva fatto gridare al bavaglio. A questo punto toccherà al pm e al gip selezionare attentamente i passaggi delle intercettazioni effettivamente necessari ai fini della prova.

 

STOP ALLE TRASCRIZIONI

Resta ampio il capitolo dei divieti su quali conversazioni, registrate sul telefono, dalle microspie tradizionali e dai nuovi Trojan Horse, potranno essere sbobinate e quali, invece, non dovranno essere neppure trascritte dalla polizia giudiziaria e dovranno finire per sempre nell' archivio riservato controllato dal pm. «Non può essere trascritto, neanche sommariamente» il colloquio tra imputato e difensore.

 

INTERCETTAZIONI INTERCETTAZIONI

Stessa formula, e sarà una novità, per le intercettazioni «irrilevanti ai fini delle indagini, sia per l' oggetto che per i soggetti coinvolti, nonché di quelle, parimenti non rilevanti, che riguardano dati personali definiti sensibili dalla legge ». Dice ancora il decreto: «In tali casi il verbale indica solo la data, l' ora e il dispositivo su cui è avvenuta la registrazione". Il pm "con decreto motivato" può disporre la trascrizione solo "quando ne valuta la rilevanza per i fatti oggetto di prova».

 

IL NUOVO "ELENCO" DEL PM

Completamente riscritto il capitolo del confronto tra pm, gip e difensori per sottoporre a questi ultimi tutte le intercettazioni, anche quelle non trascritte, e decidere con loro che cosa alla fine entra nel fascicolo. Le novità sono molte, e di rilievo, soprattutto in una fase delicata del confronto tra accusa e difesa, di cui si è sempre favoleggiato. Innanzitutto il pm avrà una nuova responsabilità, e non da poco. Entro 5 giorni dalla fine delle intercettazioni, dovrà "formare l' elenco delle comunicazioni, delle conversazioni e dei flussi di comunicazioni informatiche e telematiche rilevanti a fini di prova". Su via libera del gip potrà "ritardare" il deposito solo se c' è "un grave pregiudizio per le indagini", ma non potrà andare "oltre la loro chiusura".

 

L' UDIENZA STRALCIO

magistrati magistrati

Non sarà sempre obbligatorio che magistrati e difensori s' incontrino per scegliere le intercettazioni. Lo faranno solo "quando è necessario". Ad esempio non ci sarà alcuna udienza dopo un arresto, e quando nell' ordinanza di custodia cautelare sono già comprese le intercettazioni, quelle "necessarie". In quel caso, il pm e il giudice depositeranno tutto il materiale trascritto, tenendo conto che anche nelle informative della polizia andranno rispettate le regole "dell' essenzialità".

 

I difensori potranno copiare le intercettazioni «su supporto informatico ». A sovrintendere a tutte le operazioni dovrà essere «il gip che ha autorizzato, convalidato e prorogato le intercettazioni». Ovviamente l' udienza si terrà quando, scaduta l' autorizzazione per le intercettazioni, i difensori dovranno valutare tutte le conversazioni e decidere di quali chiedere la trascrizione. Se, in una fase più avanzata del processo, la difesa dovesse accorgersi che ha bisogno di altre Intercettazioni, potrà chiederlo e si procederà a una nuova udienza "a porte chiuse".

 

TELEFONATE SEGRETE E NON

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Il pubblico ministero sarà il nuovo dominus dell' archivio riservato. Tutte le intercettazioni che finiranno lì dentro saranno coperte dal segreto, e quindi scatteranno sanzioni gravi qualora i testi vengano pubblicati. «Non sono coperti da segreto» - come specifica il decreto legislativo di Orlando «i verbali e le registrazioni» che invece finiscono nel fascicolo processuale, e che quindi potranno essere liberamente pubblicate.

Sono scomparsi i riassunti obbligatori previsti nella bozza di un mese fa.

 

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