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DIARI DI CLARETTA /2 – AL DUCE TRUCE STAVANO SUL CAZZO TUTTI - “FRANCO È UN IDIOTA” - “IL CANCELLIERE AUSTRIACO È DEBOLE E SCIOCCO” - “IL FANATISMO PER HITLER È SCONCERTANTE” – “EDDA SI È IMBORGHESITA, E NON MI APPROVA” – “LA ROMANIA È STATA FATTA DA LEGIONARI ROMANI E PUTTANE SLAVE” - “Gli spagnoli sono come gli arabi” - "I cinesi mi fanno pena, sono così fini"...

Le frasi qui riportate provengono dal volume "Mussolini segreto" (Rizzoli) nel quale Mauro Suttora ha raccolto una sintesi dei diari di Claretta dal 1932 al 1938.

Claretta Petacci, amante del Duce Mussolini - in costume al mareClaretta Petacci, amante del Duce Mussolini - in costume al mare

SPAGNOLI
2.12.37: "Gli spagnoli sono come gli arabi"
"Franco è soddisfatto del riconoscimento del Giappone. Ma non basta, perché si annullerebbe nel momento di una sconfitta. Gli spagnoli non hanno la sensazione del tempo, sono come gli arabi: oggi, domani, fra un mese, un anno..."

22.12.37: "Franco è un idiota"
"Questo Franco è un idiota. Hanno preso una legnata a Turnel. Per forza. Lui crede di aver vinto la guerra perché ha una vittoria diplomatica, è riconosciuto, ma è ridicolo perché ha il nemico in casa. Bastano due-tre colpi di questi, e se le sorti girano cade lo stesso riconoscimento.

claretta petacciclaretta petacci

Sono quattro mesi che potevano aver vinto la guerra. Avessero la metà del mordente dei giapponesi, gli spagnoli, a quest'ora era finito tutto. Sono indolenti, inerti, hanno molto degli arabi. Fino al 1480 in Spagna hanno dominato gli arabi, otto secoli di dominazione musulmana. Ecco perché gli spagnoli hanno questa natura, mangiano e dormono tanto".

30.10.38: "Le salme dei caduti in Spagna sono un'ipoteca"
"Una vedova di guerra mi ha chiesto il ritorno a Roma della salma del figlio caduto in Spagna. Ma io non ho fatto tornare nessuna salma. Il soldato che cade sul campo consacra con il suo corpo la terra che ha difeso. Lascia un segno indelebile dell'ideale per cui è caduto. E in particolar modo nessuno dalla Spagna, perché ogni pezzo di terra che ricopre un soldato è un'ipoteca, un segno del valore. Se noi togliessimo dalla Spagna i tremila caduti per la causa fascista, domani potrebbero anche negarci questo sacrificio".

claretta petacciclaretta petacci

AUSTRIACI
Anschluss, 13.3.38 "Il cancelliere austriaco è debole e sciocco"
"Lo sapevo, lo prevedevo. Ero sicuro che doveva accadere. Avevo avvertito Schuschnigg [il cancelliere austriaco], gli ho mandato apposta un colonnello per dirgli di non fare il plebiscito [pretesto usato da Hitler per invadere l'Austria]: ‘Vi scoppierà una bomba nelle mani'. Nulla, lo ha fatto lo stesso.

CLARETTA PETACCICLARETTA PETACCI

Io per quel che ho potuto ho cercato di evitarlo. Ma non mi ha ascoltato, ha agito di testa sua. Tanto che penso che forse erano d'accordo di farlo, di provocarlo. Sì, [il cancelliere austriaco è] un debole e uno sciocco. Mancava l'uomo. D'altronde come vedi gli austriaci sono contenti, entusiasti. E non avevano mai chiesto la nostra protezione. Direi che gli austriaci desideravano essere con il Fuhrer".

"Le scene di fanatismo per Hitler sono sconcertanti"
"Le scene di fanatismo per Hitler [in Austria] sono state tali da sconcertare. Neanche noi meridionali arriviamo a tanto. E si parla della freddezza dei nordici. A Graz le donne si sono inginocchiate dinanzi alle prime vetrine che hanno esposto il ritratto del Fuhrer. Inginocchiate con le mani giunte e gli occhi luminosi. Senza parlare delle grida di entusiasmo e delle fotografie baciate. Perché le tenevano nascoste, non potevano esporle. Questo ti dice l'animo di quella gente.

claretta petacciclaretta petacci

Non avrebbero mai alzato arma contro i tedeschi. Quindi doveva accadere così. Si ribellano [solo gli austriaci] dai 50 anni in su, quelli che ricordano la monarchia e lo splendore imperiale".

16.3.38: "Hitler in Austria come i piemontesi a Roma il 20 settembre 1870"
"Molta gente dimentica che quel che è accaduto oggi [in Austria] lo hanno fatto i Piemontesi venendo a Roma il 20 settembre [1870]. Accaddero scene di fanatismo, strappavano le piume ai bersaglieri, ogni famiglia ne aveva in casa una".

Il Duce Segreto - Benny da Libero - Benito MussoliniIl Duce Segreto - Benny da Libero - Benito Mussolini

CECOSLOVACCHI
21.5.38: "La Cecoslovacchia è destinata a morire"
"I tre milioni di tedeschi [in Cecoslovacchia] vogliono ritornare con i loro. E [Hitler] dove li mette? Certo non se la prenderà tutta. Ma il pezzo dei tedeschi... Prende la roba sua. Del resto i piccoli stati sono destinati a morire. È finito il tempo, oggi vivono le grandi Nazioni. Non è ingiusto, perché la Cecoslovacchia è venuta fuori da vent'anni. È uno stato sbucato fuori così, non ha storia. Comunque non si può impedire ai tedeschi di tornare con i loro. Questa è un'idea sbagliatissima di tutti gli italiani".

Benito MussoliniBenito Mussolini


CINESI E GIAPPONESI
"I cinesi mi fanno pena, sono così fini. Ma i giapponesi sono tremendi"

27.10.37 Parlando del[l'ambasciatore] cinese che ha ricevuto dice: "Poveretti, sono patriottici, soffrono di questo. Capirai, un popolo che ha una civiltà di quattromila anni sulle spalle. Ha dato ciò che può dare. Mi domandava perché l'Italia non aiuta la Cina. Per il semplice motivo che l'Italia non è mai dove sono la Francia e l'Inghilterra. Se la Francia e l'Inghilterra fossero state con il Giappone, l'Italia sarebbe stata con la Cina.

Mi ha detto che sono molto dispiaciuti di non avere amica e protettrice l'Italia. Già, ma i giapponesi mettono un governatore cinese in ogni luogo che occupano in Cina: sotto la giurisdizione del Giappone e soggetti al Giappone, però cinese.

Benito MussoliniBenito Mussolini

Può un gregge resistere ad un branco di lupi? No. Così i cinesi. Poveretti, si difendono, si fanno ammazzare, ma non è facendosi ammazzare che si fa la guerra e si vince. Il cinese è intelligente, ma il giapponese è tremendo, pensa che crescono un milione l'anno. L'ambasciatore [giapponese] qui ha sette figli. Sono prolifici. Sono come le scimmie, imitano tutto. Sono bravi e apprendono con rapidità. Certo che io ho un c..o formidabile. Ho puntato sulla Spagna e vince, ho puntato sul Giappone, i giapponesi vincono, e fin troppo". Ride.

"I cinesi mi fanno pena. Sono così fini, così delicati. L'ambasciatore parlava un pessimo inglese, quindi c'era il traduttore, e anche Ciano. Un circuito di quattro voci, immagina la rapidità. Era tutto affannato, ansante, agitato. Il vinto ha sempre un'espressione di tristezza. Mi diceva che sono finiti, non gliela fanno più. D'altronde, quando non si forti..."


RUMENI
5.1.38: "La Romania è stata fatta da legionari romani e puttane slave"

"La Romania è l'unico Paese che abbia una somiglianza con il nome di Roma. Dicono poi, com'è stata fatta? Dai legionari romani: i colonizzatori e le puttane slave (ride). Sai, questo Goga [premier rumeno] è un poeta. Ora fa troppi telegrammi. Finchè li ha fatti a me, a Hitler, al Giappone, va bene, ma ora sta facendo un po' la p.....a".

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ITALIANI
28.8.38: "Italiani schifosi in Africa"

"Pensa che un italiano ha razziato in una tribù etiope quattro fanciulle negre e le ha portate a casa sua, ha fatto l'harem. Un giorno è dovuto partire e le ha lasciate lì. Sai cos'è accaduto? Tutta la tribù si è rovesciata nella casa, hanno liberato le ragazze e ucciso tutti i bianchi che erano lì.

Il governatore che ho dovuto destituire, Pirzio Biroli [Alessandro Pirzio Biroli (1877-1962), generale], si sceglieva le meglio e le teneva con sé. Dietro il suo esempio tutti facevano lo stesso, tanto che la tribù si è ribellata. Ciò dimostra che non ci rispettano più. È così che si distrugge un impero.

Benito MussoliniBenito Mussolini

Ci sono già quattro case di tolleranza dove si possono togliere il capriccio, mentre i negri non possono prendere le bianche. L'ho proibito adesso, perché fino a poco tempo fa lo permettevano. Queste cose il papa non le sa, ignora che nascono una percentuale di meticci cretini e malati, i quali hanno la ribellione nel sangue, non essendo di alcuna razza".

9.9.38: "Edda dice che rompo le scatole agli italiani. Cretini borghesi"
"L'Edda si è imborghesita, anche lei è diventata una contessa e non mi approva. Dice che scoccio le scatole agli italiani con troppa frequenza. Le risposi: ‘È questo il mio compito, rompere le scatole agli italiani fino all'impossibile'.

E lei: ‘Ci sei riuscito in pieno'. [opinione condivisa dal marito di Edda, Galeazzo Ciano: "Gli italiani perdonano chi fa loro del male, ma non chi li scoccia" (Diario, 9.12.38)]

Benito MussoliniBenito Mussolini

[Edda] si è abituata a stare bene, non vuole seccature. Come questa zavorra, il peso morto della borghesia che ci portiamo dietro: quella dei caffé e dei biliardi, il pubblico dello stesso tavolino per vent'anni, e guai se ci trova un altro, sarebbe capace di uccidere chi gli prende il posto cui è abituato. Ah! Questo cretino borghese che non vuole essere disturbato. Io lo capisco, ma lo detesto. È questa la zavorra che impedisce di rinnovarsi".

"Lo schifoso borghese non può soffrire il passo di parata, il ‘voi', le divise in ufficio"
"È il borghese, lo schifoso borghese che non può soffrire il passo di parata perché è un'innovazione, si lamenta di dover dare del voi, brontola per gli autobus, bestemmia per le divise in ufficio. Il solito cretino borghese. Non dovevamo avere il passo di parata, noi che siamo l'esercito della disfatta di Caporetto. Il nostro esercito doveva passeggiare, quando tutti gli eserciti del mondo hanno un loro passo.

Benito MussoliniBenito Mussolini

Il borghese che parlando dell'impresa dei Sorci verdi [trasvolata oceanica cui partecipò anche il figlio di Mussolini, Bruno], una delle più belle cose mai realizzate, dice: ‘Sì, bello. Ma quanta benzina hanno consumato tre apparecchi, tre motori l'uno, sai quanta spesa'. Pam! Un pugno in faccia al borghese porco.

E quello che dice quando un [principe] romano si uccide per volare. Io dico: ‘Bravo, era un coraggioso, un forte, ha rischiato per un'idea'. Il borghese dice: ‘Ma chi glielo ha fatto fare. Poteva farne a meno, era ricco'. Questo perché, invece di fare l'imbecille smidollato per via Veneto, aveva il coraggio di volare, di rischiare. Ah, questo popolo è ancora tutto da rifare. Ma ci riuscirò a modellarli come voglio, questi italiani".

 

 
[19-11-2009]