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E IL BELPAESE SCOPRE LA "DIRTY POLITICS": QUEL MISCUGLIO DI PETTEGOLEZZI, DI SOSPETTI, DI VELENI PER PRODURRE UN ”IMPEACHMENT” AI DANNI DEL CAVALIERE - CHI SVOLGE LA FUNZIONE DEL DRUDGE REPORT, IL SITO CHE CAVALCÒ L’AFFARE CLINTON? DAGOSPIA..

Mario Ajello per Il Messaggero

Chi è la Hillary Clinton del Noemi-gate? Sono tanti. Quasi tutti, a destra. Se la moglie di Bill fu la prima nel caso Lewinsky a gridare al «complotto!» ordito dai neo-con e dal giudice Kenneth Star ai danni del presidente americano, stavolta dentro e fuori da Palazzo Chigi è ormai un coro quello che denuncia congiure e trame eversive. E grida al «disegno di destabilizzazione politica» (copyright Cicchitto). E denuncia a tutto andare macchinazioni anti-Silvio e manine e manone all'opera per ribaltare «il verdetto elettorale» (copyright Berlusconi) con la scusa della «montatura» della vicenda della Vergine di Casoria.

Ecco, l'ala destra del Belpaese lamenta l'irruzione in terra italiana dell'americanissima "dirty politics", quel miscuglio di pettegolezzi, di sospetti, di veleni, di fatti privati messi scandalosamente alla berlina, di vero e falso frullati e in questo caso usati - lamentano i berluscones - per produrre un "impeachment" ai danni del Cavaliere. Chi svolge la funzione del «Drudge Report», il sito internet popolarissimo - ha surclassato il «New York Time» in numero di lettori - che cavalcò spietatamente l'affare Clinton?

PecorelliPecorelli

Ieri l'avvocato berlusconiano Niccolò Ghedini ha annunciato querele per «Dagospia», accusando il sito di Roberto D'Agostino dell'«ennesimo diffamatorio tentativo pre-elettorale per delegittimare il governo Berlusconi». La "dirty politics" rimproverata a «Dago» si riferisce alla notizia, pubblicata sul sito, secondo la quale una Procura della Repubblica avrebbe acquisito l'affermazione di Veronica secondo cui il marito «frequenta minorenni» e potrebbe emettere un «avviso di garanzia anche prima delle elezioni europee».

«Nessun intento malevolo», è la replica di «Dagospia» a Ghedini, «ma soltanto un'indiscrezione raccolta e riportata con tutte le cautele del caso. Il mio è stato una sorta di "avviso ai naviganti": attenti perchè potrebbe accadere qualcosa di simile a quello che successe con l'avviso di garanzia recapitato a Berlusconi nel 1994, in occasione del G7 a Napoli».

Addirittura una baruffa clamorosa fra un sito gossipparo e la massima istituzione di governo va in scena nell'Italia fino a ieri abituata a tacere dei fatti personali dei leader, specie quando li intravedeva come poco virtuosi, e diventata adesso più simile, nel bene e nel male, al modello americano. Chi sarà - visto che il premier considera «eversivi» molti pm nostrani - il Kenneth Star casereccio, se fosse vera l'indiscrezione di «Dagospia» sui movimenti nelle procure. Questo si vedrà.

Intanto, però, il ministro Gianfranco Rotondi, il simpatico democristiano non pentito che per primo ha avanzato sul Noemi-gate la teoria del complotto anti-berlusconiano, più che l'importazione della "dirty politics" d'Oltreoceano vede in atto qualcosa di peggiore: «Il caso Noemi non ricorda tanto l'America di Clinton quanto l'Italia di Mino Pecorelli». Ovvero il massimo della trama oscura, che portò all'omicidio del giornalista Pecorelli, direttore della rivista «Op» (Osservatorio Politico) e iscritto alla loggia P2, nel 1979.

Come tirarsi un po' su? Vedendo la Topolona - così on line viene soprannominata la graziosa Elvira Savino, neo-deputatessa berlusconiana - che a sua volta querela un quotidiano e un settimanale dai quali si sente maltrattata nei paraggi del Noemi-Gate. «E' in atto una campagna eversiva, volta a rovesciare il voto degli italiani», denuncia la Topolona. C'è davvero da preoccuparsi?

 

 
[30-05-2009]