dagospia.com

E “LA REPUBBLICA” RESTÒ SOLA - ORA ANCHE IL CORRIERE DI FLEBUCCIO SPARA PAGINATE SUL PASTICCIACCIO DI MONTECARLO E RIVOLGE TRE DOMANDE A FINI CHIEDENDO: “UN GESTO DI CHIAREZZA È SEMPRE PIÙ NECESSARIO” – INTANTO IL LEGALE DI GIANCARLO TULLIANI RIVELA: “PAGA UN AFFITTO DI OLTRE 1.500 EURO” (E DOVE ABITA IN UNA ROULOTTE?) – PER GIAN-FIASCO “COMMESSE SOLO LEGGEREZZE”…

1 - AN, FINI E LA VICENDA DELLA CASA DI MONTECARLO. UN GESTO DI CHIAREZZA È SEMPRE PIÙ NECESSARIO

l. fo. per Corriere della sera

Un'inchiesta della magistratura accerterà se sulla vicenda della casa di Montecarlo, lasciata in eredità ad Alleanza nazionale dalla contessa Anna Maria Colleoni e finita a Giancarlo Tulliani (fratello della compagna di Gianfranco Fini), sono state commesse irregolarità o violazioni della legge.

Ma la rilevanza che il caso ha assunto dovrebbe spingere il presidente della Camera e gli amministratori del partito a chiarire in tempi rapidi (non aspettando interrogatori e complicate rogatorie internazionali) alcuni punti oscuri, difficilmente comprensibili da parte dell'opinione pubblica.

fini montecarlofini montecarlo de bortolide bortoli

In particolare ci sono tre interrogativi che meritano una risposta.
1) A chi è stato venduto l'appartamento di Montecarlo ereditato dalla convinta sostenitrice della destra? Gli atti parlano di società offshore, la «Printemps Ltd», la «Janson Directors Ltd» e la «Timara Ltd» con sede nelle Piccole Antille, dietro cui si nasconde un misterioso compratore che almeno Francesco Pontone, delegato da Fini alla firma dell'atto di vendita, dovrebbe conoscere.

2) Perché Alleanza nazionale ha accettato un prezzo, 300.000 euro, che, anche tenendo conto delle spese di ristrutturazione, è sensibilmente inferiore a quello che tutti gli esperti di mercato nel Principato ritengono giusto?

3) Come si è verificata l'«inspiegabile coincidenza» (il copyright è sempre di Francesco Pontone, uno degli amministratori dei beni di Alleanza nazionale) dell'appartamento di Boulevard Princesse Charlotte abitato, alla fine della girandola delle società offshore, dal fratello della compagna dell'onorevole Fini, Giancarlo Tulliani?

FiNI-TULLIANIFiNI-TULLIANI

Il presidente della Camera non ha ritenuto finora di chiarire la situazione perché si considera bersaglio di una campagna, alimentata dai giornali legati al premier, determinata dalla sua rottura con Berlusconi. Uno stato d'animo comprensibile alla luce di alcuni paragoni minacciosi, avanzati da esponenti del Pdl, con il trattamento riservato all'ex direttore dell'Avvenire, Dino Boffo. Ma in politica i doveri verso gli elettori e i cittadini contano più degli stati d'animo e delle reazioni all'ostilità degli ex alleati. Un gesto di chiarezza è sempre più necessario.

2 - IL LEGALE DI TULLIANI: «PAGA UN AFFITTO DI OLTRE 1.500 EURO» - L'«INQUILINO» VA IN VACANZA: NON NE POSSO PIÙ
Giusi Fasano per Corriere Della Sera

FINI, ELI, GIANCARLO TULLIANI, LABOCETTA,FINI, ELI, GIANCARLO TULLIANI, LABOCETTA,

Una pazienza infinita, domande su domande. E risposte che scivolano via come acqua sull'impermeabile. Mezz'ora al telefono e non c'è una sola goccia che si fermi. Ci dica almeno questo, avvocato: per l'affitto dell'appartamento a Montecarlo quanto paga il signor Tulliani? Di più o di meno di 1.500 euro al mese? «Direi proprio di più» si lascia sfuggire Michele Giordano, uno dei legali di Giancarlo Tulliani.

Fini Berlusconi finita - Nonleggerlo for DagoFini Berlusconi finita - Nonleggerlo for Dago

Ecco la goccia. Quella «cifra congrua» annunciata nei giorni scorsi e mai rivelata nel dettaglio. Giancarlo Tulliani, il fratello di Elisabetta - la donna che divide la sua vita con il presidente della Camera Gianfranco Fini - per il suo appartamento monegasco sborsa ogni mese «più di 1.500 euro» oltre alle spese che «non sono alte perché qui da noi non c'è portineria», dice Annie Bessero, la signora del piano di sopra.

Palais Milton è al numero 14 di Boulevard Princess Charlotte. L'appartamento «dello scandalo», come ormai lo definiscono gli altri condomini, è al piano rialzato. Sono fra i 60 e 70 metri quadrati ristrutturati e in una zona (vicino alla stazione) dove a parità di metri e di stabile le agenzie immobiliari firmano contratti che partono da un minimo di 2.500 (più spese) a un massimo che varia molto a seconda che la casa sia nuova o no e che ci sia, oppure no, la terrazza, la piscina, il giardino, la portineria o tutte queste cose assieme.

Gianfri finiGianfri fini

Ora: si tratta di capire cosa significa «più di 1.500 euro» prima di ipotizzare un eventuale prezzo di favore. Certo è che la cifra non ha niente a che vedere con le chiacchiere di condominio che parlavano di 1.000, qualcuno anche di 300 euro mensili.

Casa Tulliani ha come «benefit» soltanto un piccolo balcone che si affaccia sulla parte interna del palazzo e che da ieri ha le tapparelle perennemente abbassate. «Non ne posso più di questa pressione assurda, è uno stress continuo» ha confessato lui ai pochi che gli hanno parlato in questi ultimi giorni. E ha fatto le valigie. Ha lasciato Palais Milton per un periodo di vacanza.

oggioggi

Insomma: via da questa casa, dai giornalisti che suonano giorno e notte al suo citofono, dai vicini che lo guardano con sospetto e, soprattutto, via da una storia che ha sempre più l'aspetto delle sabbie mobili. Non sa bene nemmeno lui, Tulliani, se essere più arrabbiato o più dispiaciuto per quello che sta succedendo. È infuriato perché non ha più pace. Né lui né la ragazza (fidanzata?) che rispondeva al citofono fino a due giorni fa con un italianissimo «sì, chi è?» e alla parola giornalista replicava in francese: «Non parlo italiano, buongiorno» («Il suo diritto alla privacy è stato calpestato» lamenta Giordano). Ma di sicuro Tulliani non è meno irritato se pensa al fronte politico aperto in Italia a partire dalla vendita dell'appartamento.

Alleanza nazionale che lo cede alla «Printemps Ltd», la Printemps che lo vende alla «Timara Ltd» e Giancarlo Tulliani che alla fine ci vive in affitto e segue i lavori di ristrutturazione. «Tutto regolare e lo dimostreremo» giurano i legali del ragazzo. Che però ha scelto la consegna del silenzio e da quando è scoppiato il caso è uscito dall'appartamento soltanto se aveva la certezza certissima che fuori non ci fossero giornalisti.

La polizia è di casa, ormai, a Palais Milton: la chiamava lui finché c'era, l'hanno chiamata altri condomini ieri. «Non si può filmare», «non si può fotografare», «non si può oltrepassare quel punto lì», «non si possono suonare i citofoni». All'ultimo divieto non crede nemmeno l'agente che lo annuncia: «Vietato stare fermi sul marciapiede, diritto che spetta solo ai monegaschi». Tocca fare avanti-indietro.

GIANCARLO TULLIANIGIANCARLO TULLIANI

3 - "FORSE COMMESSE ALCUNE LEGGEREZZE" - LA LINEA DEL PRESIDENTE RIBADISCE DI NON ESSERSI MAI OCCUPATO DELLA VICENDA E DI AVERE DELEGATO TUTTO SULLA GESTIONE DI AN
Andrea Garibaldi per Corriere Della Sera

Fini Berlusconi - Nonleggerlo BaraldiFini Berlusconi - Nonleggerlo Baraldi

«Non mi sono mai occupato di questa vicenda. Ho delegato ogni questione che riguardasse la gestione del patrimonio di An». Sulla casa di Montecarlo la linea che il presidente della Camera Fini ha spiegato agli uomini più fidati è questa. Ed è questo il sunto di ciò che potrebbe dire eventualmente ai magistrati di Roma, se volessero ascoltarlo. Negli ambienti vicini al presidente della Camera la versione più accreditata è che qualche collaboratore, che godeva di piena fiducia, abbia commesso alcune leggerezze.

La casa è quella di boulevard Princesse Charlotte 14, a Montecarlo, lasciata in eredità ad An dalla contessa Colleoni nel 1999, venduta nel 2008 dal tesoriere del partito Francesco Pontone alla società Printemps con sede a Santa Lucia nei Caraibi, passata poi a un'altra società di Santa Lucia (Timara ltd) e finita in affitto a Giancarlo Tulliani, fratello della compagna di Fini.

Pontone ha venduto in virtù di una delega «a disporre dei beni sociali» conferitagli da Gianfranco Fini nel dicembre 2004 in quanto presidente di An. Ma quella procura, ha ribadito Fini in questi giorni a chi chiedeva spiegazioni, era generale: Pontone gestiva i beni del partito, aveva la sua piena fiducia e non doveva riferire tutto quello che faceva.

Uno dei lati mai chiariti di questa vicenda, sollevata dal Giornale dieci giorni fa, riguarda Tulliani: come ha fatto a diventare inquilino proprio di quella casa donata ad An? Pontone al Corriere ha dichiarato: «La coincidenza è inspiegabile anche per me». Fini, in colloqui riservati, ha ipotizzato che Tulliani abbia potuto mettere sotto pressione qualcuno all'interno di An. Un altro aspetto da accertare è il prezzo pagato ad An, 300 mila euro, lontano dal valore di mercato. La Procura di Roma indaga per truffa aggravata, su denuncia di due esponenti della Destra di Storace, ex militanti di An.

fratelli_tulliani - ELISABETTA E GIANCARLOfratelli_tulliani - ELISABETTA E GIANCARLO

I FINIANI
Fini finora in sedi ufficiali ha taciuto. L'unica dichiarazione alle agenzie è stata: «Ben vengano le indagini». Venerdì il presidente della Camera ha visto la deputata finiana e avvocato Giulia Bongiorno, alla quale aveva già affidato l'incarico di querelare Il Giornale. Fini è convinto che dietro le inchieste giornalistiche ci siano i suoi ex «colonnelli», quelli che sono stati al suo fianco per anni e che ora hanno deciso di restare al fianco di Berlusconi, nel governo o in Parlamento.

Pensò la stessa cosa quando, meno di un anno fa, sempre sul Giornale, si parlò di un'inchiesta giudiziaria con «dossier a luci rosse» che chiamava in causa il suo ex segretario, ora deputato, Francesco Proietti Cosimi, detto Checchino. Insomma, per il presidente della Camera si tratta di battaglie politiche a colpi di dossier, dovute alla sua progressiva presa di distanza dal Pdl, che ha portato alla fine alla separazione non consensuale in Parlamento.

Da ieri Fini è ad Ansedonia, nella Bassa Maremma, dove ha preso una villa in affitto fino a metà settembre. Con lui Elisabetta Tulliani, le loro due bimbe, i genitori di lei. Ieri si è immerso nelle acque dell'isola di Giannutri. Fini è certo che sarà «un'estate di fuoco», arriveranno «altri attacchi». Ma sul fronte politico, mostra molta soddisfazione. Per la creazione dei nuovi gruppi alla Camera e al Senato e per la tenuta che i gruppi hanno mostrato durante il voto sul sottosegretario Caliendo.

Il futuro? Fini ha confidato di non credere troppo all'ipotesi elezioni anticipate, anche perché troppi parlamentari hanno paura di perdere lo scranno. Oggi è in programma un'altra immersione subacquea a Giannutri.

 

 

 
[08-08-2010]