ECCO COME AL SISI COLLABORA SUL CASO REGENI - ARRESTATO IL LEGALE EGIZIANO DELLA FAMIGLIA: E’ ACCUSATO DI AVER COLLABORATO CON ORGANI STRANIERI PER ROVESCIARE L’ORDINE IN EGITTO - AMNESTY: "SONO ACCUSE ASSURDE" - E DOMANI AL CAIRO SI INSEDIA L’AMBASCIATORE ITALIANO

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Giuliano Foschini per la Repubblica

regeni regeni

 

QUARANTOTTO ore dopo essere sparito nel nulla, l' avvocato egiziano Ibrahim Metwally, uno dei consulenti della famiglia Regeni, è riapparso. Ma non da uomo libero. «Era in stato di fermo negli uffici della procura per la sicurezza dello Stato di Al Tagammò el Khames, fuori Cairo», fanno sapere gli attivisti della sua associazione, la Ecrf (la Egypian Commission for right and freedom).

 

A lui, denunciano, sono state mosse accuse che Amnesty international definisce «assurde »: si va dalla sovversione, alla collaborazione con organi stranieri per rovesciare l' ordine in Egitto all' aver creato associazioni per minare il governo di Al Sisi. Il riferimento probabilmente è al Movimento famiglie degli scomparsi in Egitto di cui Metwally faceva parte.

 

«L' 8 luglio del 2013 - aveva raccontato in un' intervista a PresaDiretta il legale egiziano - mio figlio è stato arrestato. E da allora ho perso le sue tracce.

 

Un anno fa mi hanno detto che era in un carcere: preferirei saperlo morto piuttosto che torturato ogni giorno. Che mi arrestino o che mi ammazzino non mi importa, io voglio ottenere giustizia per il mio paese ». Parole che assomigliano a una profezia. Metwally è stato fermato domenica sera mentre saliva su un aereo per Ginevra. Era stato invitato alle Nazioni Unite per presentare il rapporto che lui, con la Ecrf, avevano preparato sulle sparizioni forzate in Egitto.

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Ne avevano censite 378 negli ultimi 12 mesi, documentando i metodi del regime di Sisi. A Ginevra avrebbe parlato anche della storia di Giulio Regeni, che aveva seguito sin dal principio insieme con i suoi colleghi dell' Ecrf che ora stanno denunciando quello che gli è accaduto. «Non abbiamo buone sensazioni », dicono dal Cairo dove tutti coloro che stanno collaborando con la famiglia di Giulio e il loro avvocato, Alessandra Ballerini, temono di poter subire ritorsioni dal governo. Che ancora ieri, attraverso una fonte del ministero degli Interni, smentiva all' Ansa che Metwally fosse nella lista nera delle persone da arrestare all' aeroporto.

 

MAMMA REGENI MAMMA REGENI

«La vicenda dell' avvocato Metwally è seguita attentamente anche dalla nostra intelligence », ha detto ieri il senatore Felice Casson, membro del Copasir che ieri ha ascoltato il presidente del consiglio, Paolo Gentiloni, proprio sulla vicenda Regeni. «Purtroppo - ha continuato Casson- non ci sono fatti certi ma, se confermata, la notizia sarebbe molto preoccupante».

 

Gentiloni era stato chiamato dal Comitato parlamentare per la sicurezza proprio per relazionare sul caso Regeni. Il presidente del Consiglio ha provato a spiegare le ragioni per cui è stato deciso di rimandare l' ambasciatore, Gianpaolo Cantini, in Egitto dove è atteso nelle prossime ore, tra giovedì e venerdì. Mentre domani, a Londra, il ministro Angelino Alfano incontrerà il suo collega egiziano Sameh Shoukry.

 

AL SISI AL SISI

«La ragion di Stato non può prevalere sulla ricerca della verità », ha detto Gentiloni. «E sapere cosa è accaduto a Giulio è un dovere di Stato», ha spiegato Gentiloni. Il premier ha anche dato conto dell' informativa che gli Stati Uniti - così come aveva rivelato il New York Times - inviò, subito dopo la sparizione di Giulio al governo Renzi con all' interno «prove esplosive». Secondo il presidente del Consiglio si trattava invece di un dossier abbastanza generico e che non conteneva elementi di novità significativi rispetto a quanto già noto ai nostri 007. Gentiloni ha poi spiegato che il dossier, così come previsto dalla legge, sarebbe stato sarebbe stato girato ai magistrati italiani perché ne traessero eventuali informazioni utili per le indagini.

 

REGENI REGENI

 

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