FINI-TULLIANI? ABBIAMO SCHERZATO! NAPOLITANO BENEDICE L’ACCORDO TRA I DUE BIRBANTI: "si va verso una evoluzione più benigna" - E GIORGINO PRENDE PER IL CULO IL BANANA: "SAPOETE CHE FINE HA FATTO il ddl intercettazioni?" - SCOPELLITI: LASCIO FINI PER BERLUSCONI - IL DISGELO, PARLA Consolo: "Sono finiano ma non mi sono bevuto il cervello: fare un nostro partito è una solenne sciocchezza"....
fini berlusconi 1 - NAPOLITANO, SI VA VERSO EVOLUZIONE PIU' BENIGNA...
(ANSA) - Per il presidente della Repubblica Giorgio Napolitano, che oggi a Venezia ha parlato dell'attuale situazione politica, "c'é una grande molteplicità di idee, sovrapposizioni di ipotesi su cosa succederà". Per il responsabile del Colle, però, "si va verso una evoluzione più benigna", anche se "siamo nella febbre politica".
2 - NAPOLITANO: TRATTATIVE COLLE? GUARDATE DDL INTERCETTAZIONI...
(ANSA) - 'Su queste cose ho gia' detto tante volte mentre si discuteva della legge sulle intercettazioni. Sapete che fine ha fatto quella legge?" Così Giorgio Napolitano, presidente della Repubblica, risponde ai cronisti che lo sollecitano sulle indiscrezioni di tentativi in atto da parte del Governo di coinvolgere il Quirinale nella stesura di leggi in gestazione. "Siete informati" su quale fine abbia il ddl intercettazioni?", ha chiesto rivolgendosi ai giornalisti. Alla replica di un giornalista: "Un binario morto?", il presidente ha concluso: "Ecco...".
Giorgio Napolitano con la bandiera italiana 3 - SCOPELLITI, LASCIO FINI PER BERLUSCONI E' LA MIA CASA...
(ANSA) - "Nonostante tutta la mia storia, chi oggi possa rappresentare fino in fondo le mie idee, il mio sogno di Paese è Berlusconi, è il Pdl". A parlare è il presidente della Regione Calabria Giuseppe Scopelliti in un'intervista al Giornale, in cui prende le distanze dal co-fondatore del Pdl, Gianfranco Fini. "Eravamo gente che non aveva diritto alla parola - aggiunge riferendosi oltre che a sé anche ad Alemanno, Gasparri, La Russa, Fini - non avevamo il diritto di esistere. Dobbiamo essere orgogliosi. Ma la battaglia è di prospettiva" e, in particolare nel Mezzogiorno, secondo il presidente della regione, "con Berlusconi si è passati dalla logica delle parole alla cultura dei fatti". La scelta di restare nel Pdl, per Scopelliti "é stata automatica - aggiunge - nel momento in cui si è creato questo momento di conflitto. Il Pdl è la mia casa".
SCOPELLITI
4 - NIENTE PARTITO E MODIFICHE ALLO «SCUDO» NELLA SQUADRA FINIANA VINCONO LE COLOMBE
Ernesto Menicucci per il "Corriere della Sera"
Partito sì o no, il nodo del processo breve. Le vacanze di Gianfranco Fini ad Ansedonia non sono ancora finite, ma nel gruppo di «Futuro e Libertà» alla Camera il dibattito - in vista dell'appuntamento di Mirabello - si accende. Il Corriere ha rintracciato 22 dei 33 deputati di Fli: anime (e sensibilità politiche) diverse a confronto. Anche se in questo momento le colombe sembrano prevalere: tra gli interpellati, la maggioranza frena sull'ipotesi traumatica di un nuovo partito che rompa definitivamente con il Pdl.
GIANNI ALEMANNO
Il capogruppo Italo Bocchino è cauto: «Fare un partito non dipende da noi, ma da Berlusconi. Se permane l'incompatibilità di Fini col Pdl la nascita di un nuovo soggetto sarà un dato di fatto. E sul processo breve va bene lo scudo al premier, ma il testo così com'è non può essere votato».
Più netto Fabio Granata, ritenuto uno dei «falchi» finiani: «Un nuovo partito è la soluzione più auspicabile. Potremmo fare un grande movimento, che guarda anche ai delusi del centrosinistra. E il processo breve non è nel programma: le priorità sulla giustizia sono altre».
GASPARRI
Secco Carmelo Briguglio: «Sì al partito, ma l'ultima parola spetta a Fini. No a questo processo breve: così è un'amnistia mascherata». Adolfo Urso, viceministro allo Sviluppo Economico, è chiaro: «Noi stiamo con Fini: se sta dentro il Pdl stiamo dentro, se sta fuori andiamo fuori». E l'altro nodo? «Tuteliamo la vittima politica Berlusconi, senza mandare al macero i processi».
lain04 la russa
Qualcuno tace, come Giulia Bongiorno, presidente della commissione Giustizia, e come il ministro alle Politiche comunitarie Andrea Ronchi, impegnato in una difficile opera di mediazione tra Fini e Berlusconi. Gli altri si sbilanciano. Angela
Napoli si dice «favorevolissima al nuovo partito: non mi sento più parte integrante del Pdl, meglio identificarci in un nuovo soggetto».
E il processo breve? «Sono contraria sui tempi e sulla norma transitoria. Non lo voterei». Dello stesso avviso Antonino Lo Presti: «Rientrando nel Pdl, quali garanzie avremmo di non subire rappresaglie politiche? Va bene invece il processo breve: non sono contrario alle leggi ad personam».
Fini
Ma intorno a Fini, si fanno sentire sempre di più le colombe. Una di queste è Giuseppe Consolo: «Sono finiano ma non mi sono bevuto il cervello: fare un nostro partito è una solenne sciocchezza. Sono coerente: al Senato abbiamo votato il processo breve e nessuno era contro, lo faremo anche alla Camera. Che il centrosinistra attacchi Berlusconi è fisiologico, che lo faccia una parte del centrodestra no».
bocchino, briguglio, granataVa giù duro Donato Lamorte, fedelissimo di Fini: «Sono nel Pdl e ci voglio restare. Briguglio e Granata, per me, parlano a titolo personale. Sul processo breve ragioniamo seriamente, e non in base al fatto che favorisca mio fratello o mio cugino». Sulla stessa linea Catia Polidori: «La nostra casa è il Pdl, siamo ancora tutti iscritti lì. Lavoriamo per rafforzare il centrodestra, non per indebolirlo. La norma sul processo breve va migliorata, ma io la voterei». Souad Sbai, appena tornata dalle vacanze, insiste: «Uscire dal Pdl è un errore: non era questo il nostro intento. Appoggiamo un governo che ha vinto le elezioni, voterò le proposte di questo governo». Luca Barbareschi è il più deciso, sui temi della giustizia: «Il processo breve? La legge è uguale per tutti, soprattutto per il premier. Se non ha fatto nulla, cosa ha da temere? E sul partito dico una cosa: prima dovrebbe nascere il Pdl che ancora non ha fatto un congresso...».
barbareschiEnzo Raisi, coordinatore provinciale di Bologna, sembra possibilista: «Pronto a rientrare, se c'è una retromarcia nel Pdl. E sulla giustizia, partirei prima dal processo civile». Per Claudio Barbaro, invece, «un nuovo partito è la soluzione migliore, se la congiuntura lo consente. Sulla giustizia, no alle amnistie mascherate». Battagliera Flavia Peri
na, direttrice de Il Secolo: «Il nuovo partito? Beh, ci hanno cacciato... E niente prove di forza sulla giustizia». Parere opposto da Aldo Di Biagio: «Un nostro partito è prematuro. Ma se vogliono imporci la norma sul processo breve così com'è diremo no». Toni diversi da Benedetto Della Vedova: «Non siamo nati per fare il circolo degli amici di Fini e credo che la ricomposizione nel Pdl sia molto difficile. Abbiamo votato il lodo Alfano e il legittimo impedimento, ma lo scudo al premier non può passare ad ogni costo».
GIUSEPPE CONSOLO Gianfranco Paglia aggiunge: «Siamo partiti nel Pdl, non è corretto buttare tutto a mare: troppa gente ha lavorato per portare lo scontro a livelli bassi. Sul processo breve mettiamo da parte le idee controverse su chi lo propone ed entriamo nel merito». Silvano Moffa è sul fronte dei moderati: «Fare un partito adesso non ha senso. E serve una riforma della giustizia: con qualche aggiustamento, il processo breve può andare». Giorgio Conte dice «sì alla norma sulla giustizia, ma evitiamo che passi come una legge ad personam» e «sì al nuovo partito, se fallissero i tentativi di ricomposizione». Chiude Luca Bellotti, coordinatore provinciale di Rovigo: «Avanti per la nostra strada, se non ci riconoscono pari dignità politica. Sulla giustizia Berlusconi parla bene, ma come si dice il diavolo è nei dettagli...».







