Finis Walter – L’ultimo vezzo imperiale: niente domande dalla stampa (l’Ordine protesterà?) – I PRODIANI LO ACCUSANO DI VIGLIACCHERIA: UN COMANDANTE NON ABBANDONA A TRE MESI DA ELEZIONI - Il Pdci APPALUDE- An a Bologna: “Walter non mollare”…
1 - PD: L'ADDIO DI VELTRONI AI FEDELISSIMI MA SENZA CITARE I BIG. ALLA STAMPA NON E' CONSENTITO FARE DOMANDE...
(AGI) - Veltroni dice addio al partito, non sara' piu' il segretario ma il progetto deve andare avanti. E lo fa con una conferenza stampa che in realta' e' un lungo discorso (non vuole domande dai giornalisti) durato circa un'ora, nel tempio di Adriano. Luogo scelto gia' in altri momenti cruciali del Pd, come all'indomani della sconfitta alle elezioni politiche, ma che spesso e' stato utilizzato per lanciare iniziative e mobilitazioni.
Walter Veltroni
Il segretario dimissionario parla in piedi davanti ad una sala gremita. Numerosi giornalisti, fotografi e cameramen, ma ci sono anche tanti fedelissimi: da Dario Franceschini, a cui Veltroni da' un tributo per la lealta' "rara virtu'" dimostrata, a Goffredo Bettini, dai capigruppo di Camera e Senato, Antonello Soro e Anna Finocchiaro, a ministri ombra e parlamentari. C'e' anche Pier Luigi Bersani, che lo ascolta in piedi in prima fila, lui ultimo sfidante alla leadership.
Ma a spiccare sono le assenze. Non c'e' Massimo D'Alema, e neppure Francesco Rutelli ne' Franco Marini. E Veltroni, che alla fine del suo intervento ringrazia colleghi di partito e rappresentanti istituzionali, non cita gran parte del gruppo dirigente del Pd.
C'e' chi si commuove per le parole di Veltroni, quando ad esempio chiede "piu' solidarieta' nel partito". E chi applaude con trasporto quando sottolinea che il Pd e' un grande partito con posizioni diverse "perche' non e' una caserma".
2 - PD. VELTRONI SI DIMETTE, A COMITATO PDCI SCROSCIANO APPLAUSI...
(DIRE) - Alla notizia delle dimissioni di Walter Veltroni dalla segreteria del Pd, "al comitato del Pdci del Lazio e' scoppiato un clamoroso e fragoroso applauso durato quattro minuti, tanto che il compagno che stava intervenendo non riusciva a riprendere la parola. Per noi queste dimissioni sono una grande soddisfazione". A raccontarlo e' Mario Michelangeli, ex assessore della Regione Lazio, che oggi ha ufficializzato il passaggio del Pdci all'opposizione della giunta guidata da Piero Marrazzo.
Francesco Cossiga
Michelangeli, nel corso di una conferenza stampa, fa sapere che l'obiettivo dei Comunisti italiani nel Lazio e' ora di "battere il gruppo dirigente veltroniano, anche se la battaglia mi pare che sia gia' finita visto che Veltroni si e' dimesso". Il riferimento e' in particolare al segretario del Pd del Lazio, Roberto Morassut, definito "arrogante e maleducato" per il suo comportamento nella vicenda del rimpasto della giunta Marrazzo che ha portato all'uscita di Michelangeli dall'esecutivo regionale.
3 - PD: GIRO (FI), SCONFITTA POLITICA DI VELTRONI NASCE A ROMA...
(Adnkronos) - "La sconfitta politica di Veltroni e' nata a Roma, nella sua citta'. Oggi lui non e' una vittima e neppure un capro espiatorio, ma l'artefice del proprio destino. In politica gli errori sono sempre possibili ma Veltroni ne ha fatti troppi. Il piu' clamoroso e' stato quello di candidarsi per il secondo mandato come sindaco di Roma nel giugno 2006 e decidere un anno dopo nel giugno 2007 di mollare tutto per imbarcari nella competizione nazionale. I romani e gli italiani non sono sciocchi e non hanno gradito'. Lo sottolinea Francesco Giro (Fi), sottosegretario di stato ai beni e alle attivita' culturali.
'Il secondo errore -aggiunge- e' stato quello di non riuscire o addiritura di non volere neppure indicare un suo successore al Campidoglio che avesse partecipato pienamente alla sua esperienza amministrativa. Al contrario ha richiamato in servizio un ex sindaco, Francesco Rutelli, che non era ne' pronto ne' convinto. E ha candidato alla Camera e al Senato tutti, o quasi tutti, i suoi assessori (Coscia, Morassut, Touadi', Causi, Garavaglia...).
Di fatto ha abbandonato Roma, e' fuggito via, ammettendo con questa scelta spregiudicata che a Roma non esisteva alcun modello Veltroni, tutt'altro. Solo un fallimento amministrativo da quale era bene allontanarsi in fretta. Un fallimento fatto di degrado urbano, violenza, poverta' e insicurezza e lo stesso Berlusconi lo denuncio' nel suo celebre discorso sui mali di Roma nel febbraio 2007 e Veltroni ancora una volta nego' l'evidenza e li' commise un altro ennesimo errore'.
Goffredo Bettini
'Terzo errore -prosegue Giro- e' stato quello di pretendere ancora una volta di ingannare tutti, e passare dall'imbroglio Roma all'imbroglio Pd, e sperare in un pareggio alle elezioni politiche con un voto favorevole al Senato, con l'obiettivo di bloccare il Parlamento, di bloccare Berlusconi, di bloccare il cambiamento in Italia dopo venti mesi litigiosi e confusionari di governo Prodi'.
4 - PD: MANTINI, E' FINITA LA POLITICA DEL 'MA ANCHE'...
(Adnkronos) - "Veltroni ha la nostra stima, i suoi sentimenti sono i nostri ma la politica non e' retorica. Con le sue dimissioni finisce il tempo del 'ma anche''. Lo sottolinea il deputato del Pd, Pierluigi Mantini, che aggiunge: "il Paese ha bisogno di scelte forti e impegnative e il Pd deve fare la sua parte, con una seria opposizione di governo. E' sulla base di scelte politiche chiare e ineludibili che si valutera' nelle prossime settimane la reale tenuta del progetto del Pd".
"Quello che non e' stato fatto deve essere fatto. La convocazione ad horas dell'assemblea costituente, organismo frettolosamente sciolto per interessi di corrente, potrebbe non essere sufficiente a risolvere i molti nodi lasciati sul tappeto.
Personalmente chiedo, con i molti amici che da tempo non condividono l'attuale confusa linea del Pd, un confronto vero e risposte nette sulle scelte politiche come condizione per la stessa permanenza in un partito che appare ben distante dal progetto fondativo. Ogni ulteriore curvatura a sinistra sarebbe certo inaccettabile per i liberaldemocratici e i cattolici democratici".
5 - PD: DELBONO, COMANDANTE NON ABBANDONA A TRE MESI DA ELEZIONI...
(ANSA) - 'La sconfitta in Sardegna da' fastidio, ma a tre mesi dalle elezioni credo che il comandante abbia l'obbligo di tenere le truppe unite. Mettendomi nei suoi panni, non avrei assolutamente abbandonato in questo momento'. Cosi' ha commentato le dimissioni di Walter Veltroni, il candidato sindaco di Bologna del Pd Flavio Delbono, in una intervista all' emittente Radio Bruno, che ne ha diffuso una sintesi. 'Da una parte, umanamente mi dispiace perche' dimissioni fatte in questo modo non possono che dispiacere.
Devo pero' dire che io non avrei abbandonato il partito in questo momento', ha ribadito Delbono. Alla domanda sul possibile successore di Veltroni, il candidato sindaco ha risposto che 'non mi appassiona il totosegretario. C'e' da tenere la barra ben salda e occorre rimettere in sesto le fondamenta del Partito Democratico, questa e' la priorita', insieme a linee guida concrete'.
Flavio Delbono
Cioe' - ha spiegato - 'c'e' da affrontare seriamente il tema della sicurezza e la questione economica, che sta mettendo in grave difficolta' anche realta' storicamente ricche come l'Emilia- Romagna. In tema di sicurezza, non dimentichiamo che continuiamo a pagare lo scotto della legge Bossi-Fini che e' evidentemente inadeguata. Altro tema centrale, la certezza della pena: prima degli eserciti in strada, occorrono garanzie sui processi'.
6 - PD: COSSIGA, DA VELTRONI PIU' CHE UN ADDIO UN ARRIVEDERCI...
(ANSA) - 'Ho ascoltato il discorso di Walter Veltroni: piu' che un discorso d'addio mi e' sembrato un discorso di 'arrivederci' e di avvertimento: 'Vediamo se saprete fare meglio!''. Lo afferma il senatore a vita Francesco Cossiga.
7 - PD. STRISCIONE AN DAVANTI A SEDE BOLOGNA: WALTER NON MOLLARE... (DIRE) - I militanti di Azione giovani e Azione universitaria di Bologna irridono il Pd per le dimissioni di Walter Veltroni: di fronte alla sede dei democratici di via Rivani hanno appeso uno striscione con la scritta "Walter non mollare". Almeno fino al 7 giugno data delle elezioni amministrative. Il motivo e' semplice: se con Veltroni alla guida il Pd ha perso le elezioni a Roma, in Abruzzo e in Sardegna, se il segretario non si dimette forse lo stesso si ripetera' anche a Bologna.
"Chiediamo al dimissionario segretario del Pd di tenere duro di fronte alle critiche dei suoi compagni di partito. Noi confidiamo nel fatto che abbia ancora davanti a se' una carriera ricca di soddisfazioni. Infatti- scrive in una nota Mattia Kolletzek, presidente provinciale di Azione universitaria- dopo aver eliminato i comunisti dal Parlamento, aver portato la sinistra al minimo storico nei consensi elettorali, dopo aver riconsegnato Roma ad Alemanno ed al centrodestra, dopo aver perso in Abruzzo e Sardegna, con proporzioni storiche, siamo convinti che non debba lasciare proprio ora la guida del Pd, proprio nel momento in cui Bologna ha piu' bisogno di un cambiamento".
8 - APC-PD/ VELTRONI: L'AFRICA? ORA POTRO' SCOPRIRLA...
(Apcom) - Non poteva mancare una citazione dell'Africa nella conferenza stampa di dimissioni di Walter Veltroni da segretario del Pd. Sul finale Veltroni fa riferimento ai commenti e alle interpretazioni, talvolta sarcastiche, sulla sua 'dipartita' per l'Africa. "Spesso - dice - ci si è chiesti quando andrò in Africa. Quello è un luogo naturale per chi ha una coscienza civile e ora ho la possibilità di scoprirlo e verificarlo". Un luogo, dunque, indispensabile per chi crede che "la politica sia lotta alle diseguaglianze" che "in nessun posto" come l'Africa "sono così evidenti".
9 - PD, DESIDERI: VELTRONI RESTA CAPO TRIBU' DI BALAKA...
(Velino) - "La parabola di Veltroni non si e' conclusa. Non e' ancora un signor nessuno come si augura chi lo conosce bene: per esempio i cittadini romani che, durante il suo mandato al Campidoglio, hanno assistito alle piu' copiose colate di cemento dal dopoguerra a oggi, allo sgretolamento delle strade e alla polverizzazione del trasporto pubblico. All'inventore del 'ma anche', non piu' sindaco e non piu' leader del Pd, resta la carica di capo tribu' di Balaka, assegnatagli nel corso del viaggio in Malawi datato maggio 2007. Supponiamo ancora per poco.
Perche', parafrasando Lincoln, si possono prendere in giro delle persone per un po' di tempo, ma non tutte le persone per tutto il tempo. Quando impareranno a conoscerlo, e' indubbio che a Veltroni l'africano toglieranno pure l'ultima poltrona rimastagli, lo scranno di capo tribu'. Sara' un grande giorno, per gli abitanti di quel continente. Alla pari di quello vissuto dai romani al momento delle dimissioni da sindaco". Lo ha affermato Fabio Desideri, vicepresidente nazionale dei Cristiano popolari verso il Pdl.









