LA GENEROSITÀ SPAGNOLA È DURATA SOLO UN MESE - NESSUNO VUOLE PRENDERSI L'AQUARIUS COI SUOI 141 MIGRANTI, TONINELLI: 'SE NE OCCUPI IL REGNO UNITO, LA BANDIERA E' DI GIBILTERRA' - SANCHEZ ORA PER ACCOGLIERE ALTRI PROFUGHI VUOLE PIÙ SOLDI DALL'EUROPA - COSE MAI VISTE: 11 TUNISINI IN MEZZO AL MARE RIFIUTANO IL SOCCORSO DI AQUARIUS: ''MEGLIO RISCHIARE UN NAUFRAGIO PER ARRIVARE A LAMPEDUSA'' PIUTTOSTO CHE SALIRE SU UNA NAVE ONG

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1. UNDICI TUNISINI RIFIUTANO IL SOCCORSO DI AQUARIUS. MEGLIO SBARCARE A LAMPEDUSA

Alessandra Ziniti per www.repubblica.it

 

aquarius valencia aquarius valencia

Erano in mare da due giorni, con pochissimo cibo e poca acqua, ma non hanno voluto essere salvati. Piuttosto che salire a bordo di una nave umanitaria, senza sapere dove e quando essere sbarcati, hanno preferito correre il rischio e continuare a navigare verso Lampedusa. E infatti ancora una volta l'Italia nega l'attracco all'Aquarius. Dice il ministro delle infrastrutture Toninelli in un tweet: "L'Ong #Aquarius è stata coordinata dalla Guardia Costiera libica in area di loro responsabilità. La nave è ora in acque maltesi e batte bandiera di Gibilterra. A questo punto il Regno Unito si assuma le sue responsabilità per la salvaguardia dei naufraghi".

 

 

L'Ong #Aquarius è stata coordinata dalla Guardia Costiera libica in area di loro responsabilità. La nave è ora in acque maltesi e batte bandiera di Gibilterra. A questo punto il Regno Unito si assuma le sue responsabilità per la salvaguardia dei naufraghi.

 

 

aquarius valencia aquarius valencia

I fatti: nove uomini e due ragazzini individuati ieri pomeriggio dalla Aquarius cosi' hanno risposto ai soccorritori."No grazie, andiamo a Lampedusa". Da bordo hanno distribuito i salvagente che non avevano, dato acqua e cibo, verificato che non ci fossero emergenze mediche e li hanno lasciati andare. Evidentemente in Tunisia sanno che raggiungere Lampedusa garantisce meglio la possibilità di proseguire il viaggio che non salire a bordo di una Ong.

 

Il barchino che ha rifiutato il soccorso era quello che il centro di coordinamento libico ieri pomeriggio aveva indicato alla Aquarius, chiedendone l'intervento. E dopo aver ordinato alla nave di chiedere ad un altro paese l'indicazione del porto dove sbarcare i 141 migranti, già presi a bordo venerdì. Quando è stato individuato il terzo barchino era già in zona Sar maltese.

 

ANGELA MERKEL E MARITO IN SPAGNA CON PEDRO SANCHEZ E MOGLIE ANGELA MERKEL E MARITO IN SPAGNA CON PEDRO SANCHEZ E MOGLIE

La Aquarius adesso prosegue il suo viaggio verso nord in attesa che qualche paese europeo, dopo l'appello rivolto ieri, offra un porto di sbarco. Malta ha già detto no, Roma non ha neanche risposto, ma il ministro Salvini aveva già ribadito che per la Aquarius i porti italiani sono chiusi. Poco più di un mese l'Aquarius sbarcò a Valencia con 106 migranti.

 

 

2. AQUARIUS SENZA UN PORTO E LA SPAGNA DEI BUONISTI STAVOLTA RIMANE IN SILENZIO

Roberto Pellegrino per ''il Giornale''

 

Madrid Da venerdì la nave Aquarius è di nuovo nella bufera. Vaga senza una meta per il Mediterraneo con un carico di 141 migranti salvati nelle acque libiche, e nessun invito a sbarcarli. Open Arms, la Ong spagnola proprietaria della nave, ieri, ha lanciato un drammatico appello, chiedendo a Bruxelles di aprire i porti. Ma questa volta, Madrid è rimasta in silenzio. Un segno tangibile che anche l' esecutivo del socialista Sánchez, preferisce rivedere la sua politica d' accoglienza, allineandosi all' Italia, accusata un mese fa dalla stessa Spagna e Francia di «mancanza di solidarietà e insensibilità» per avere rifiutato 600 migranti.

ANGELA MERKEL PEDRO SANCHEZ ANGELA MERKEL PEDRO SANCHEZ

 

E, così, la «grande empatia» e la «impressionante solidarietà» della Spagna nell' accogliere i migranti respinti da Malta e Italia - parole di Jean-Claude Juncker, presidente della Commissione europea - sono diventate pura retorica. Madrid, a meno di due mesi dalle immagini di festa di Barcellona aperta ai «migranti che nessuno voleva», cambia rotta e respinge l' Aquarius. Pochi giorni fa, un centinaio di migranti era giunto a Cartagena, sfuggendo alla burrasca, ma non c' era nessuna autorità politica ad accoglierli. Gli stessi volontari di SOS Mediterranée denunciano il mancato intervento delle navi commerciali incrociate durante la navigazione: i mercantili temevano, in caso di trasbordo dei migranti, di essere rifiutati per molti giorni da spagnoli e francesi.

 

Ieri, mentre l' Aquarius chiedeva un porto a Bruxelles, il premier Sánchez incontrava a Sanlúcar de Barramed, Andalusia, la cancelliera Angela Merkel: sul tavolo la spinosa questione dei migranti e il timore di una deriva xenofoba di altri Paesi della Ue. «Siamo arrivati a un punto che se dico che un migrante è un essere umano, qualcuno mi critica», ha detto la Merkel, mentre Sánchez ha parlato di un patto di solidarietà con Francia e Portogallo, sottolineando che è fondamentale l' aiuto di Bruxelles.

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A luglio la Ue ha concesso 55 milioni di euro alla Spagna, però Madrid ne chiede il doppio. Dal 2009, e fino a due mesi fa, la Spagna ha sempre applicato i respingimenti, limitandosi a soccorrere i profughi siriani (poi reindirizzati in Germania), e rimandare indietro, dopo le cure dovute, i migranti economici.

 

Da giugno gli sbarchi sono aumentati e mancano le strutture di identificazione e accoglienza (Cate). Il ministero degli Interni si è accorto che con questo ritmo, presto sarà il caos, poiché manca un' autorità per coordinare i comuni dell' Andalusia, regione designata a diventare l' hub dei migranti.

 

Intanto nel Paese monta un malcontento intriso di razzismo. Da gennaio la Spagna ha accolto oltre 28 mila migranti, nel 2017 erano meno di 7 mila, di cui il 70% espulso coi voli charter. Madrid corre ai ripari e ha già cancellato tutti i «permessi straordinari» concessi ai migranti dell' Aquarius a giugno.

 

aquarius aquarius

«Con l' Aquarius Sánchez si è mostrato come il leader accogliente cui la sinistra europea può guardare con ammirazione. Ma il ritmo degli sbarchi e il ritorno degli assalti con guerriglia a Ceuta e Melilla lo ha punito davanti i suoi elettori», ha scritto El Mundo. I comuni andalusi non riescono a contenere nelle strutture i migranti accolti che vagano come cani randagi senza cibo, sfuggendo alla polizia. Vogliono raggiungere la Francia, ma sono persi tra Medina e Chiclana dove abitanti mostrano più spavento che solidarietà.

 

 

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