1. LA GIRAVOLTA CON FIGURACCIA MESSA IN SCENA DA GRILLO IN EUROPA SCATENA LE PENNE
2. GRAMELLINI: “DI SICURO SAPPIAMO SOLTANTO DOV'È FINITA L'INTELLIGENZA POLITICA DEL MOVIMENTO. CON CASALEGGIO PADRE, NELL'ALDILÀ. QUI È RIMASTO IL RE DEI QUAQUARAQUÀ”
3. CRUCIANI: “NEL M5S C'E' TUTTO E IL SUO CONTRARIO. CI SONO FEROCI NEMICI DELL'EURO, CHE CONSIDERANO BRUXELLES IL NUOVO TERZO REICH, E POI ARRIVA GRILLO CHE DECIDE DA UN GIORNO ALL'ALTRO DI ALLEARSI CON QUELLI CHE PIÙ FILOEUROPEISTI NON SI PUÒ. PER SOLDI”
4. TRAVAGLIO: “SERVE UNA CLASSE DIRIGENTE PROPRIA, CHE FINORA NON C'È, E CON QUELLA RAPPORTARSI CON GLI ESTABLISHMENT DA POSIZIONI DI FORZA, NON COL CAPPELLO IN MANO”

Condividi questo articolo

beppe grillo davide casaleggio beppe grillo davide casaleggio

1 - IL GRILLO E L' UVA

Massimo Gramellini per “la Stampa”

 

Che ridere. Ricapitolando: l' apprendista strillone Giuseppe Grillo entra nel nuovo anno con un' idea meravigliosa. Allearsi in Europa col partito dei banchieri, l'Alde, roba da Monti. Come se un vegano invitasse a cena una batteria di cheeseburger. Il vegano si affaccia dal balcone del Web e sottopone il cambio di dieta alle tastiere cloroformizzate, che entusiasticamente approvano.

 

grillo e casaleggio al consolato americano di milano grillo e casaleggio al consolato americano di milano

Ma che cosa c'entrerà mai il movimento delle scie chimiche e dei gomblotti pluto-massonici con gli alfieri internazionali del capitalismo allo stato brado? Se fosse una scelta politica sarebbe una fesseria, ma trattandosi di scelta tattica va ritenuta una furbata, spiega ai perplessi l'astutissimo Di Maio. Dopo il colpo di scena, arriva il contraccolpo: l'infallibile profeta del grillismo Piero Fassino non fa in tempo a condannare pubblicamente l'abbraccio innaturale tra finanza e rivoluzionari del piffero che l' Alde ci ripensa.

MASSIMO GRAMELLINI MASSIMO GRAMELLINI

 

Il capo Verhofstadt e i suoi soci francesi devono avere finalmente visto su Internet un comizio del Dibba e, ripresisi dallo spavento, si sono ammutinati. Ma è qui che il Grillo banfante dà il meglio di sé. Accusa del mancato accordo il famigerato «establishment» con cui voleva accordarsi. Un gomblotto dei cattivi ha impedito ai Cinquestelle di allearsi con i cattivi.

 

Chiaro, chiarissimo. McDonald's che toglie il doppio cheeseburger dal piatto del vegano. E dove sarebbero la logica e la coerenza? Di sicuro sappiamo soltanto dov'è finita l'intelligenza politica del movimento. Con Casaleggio padre, nell'aldilà. Qui è rimasto il re dei quaquaraquà.

giuseppe cruciani prima della partita giuseppe cruciani prima della partita

 

2 - LE TASCHE CONTANO PIÙ DELLA TESTA

Giuseppe Cruciani per “Libero quotidiano”

 

I grillini sono adorabili. Lo dico davvero. Li ho pure votati, più volte, per vedere che effetto faceva nel Palazzo avere un gruppo di rompicoglioni, per vedere se portavano quella rivoluzione che uno si aspetta da una cosa che si chiama Movimento 5 Stelle. Ne è uscito fuori un grande caos.

 

È un mondo meraviglioso, quello grillino, in cui c' è tutto e il contrario di tutto. Fateci caso. Sono capaci di passare in un secondo dalla critica feroce all'Italicum a dire «andiamo a votare con l' Italicum». Perché conviene. Sono stati giustizialisti, volevano persino un tribunale di piazza contro i politici ladri, per poi dire che gli avvisi di garanzia non contano niente e bisogna aspettare le sentenze.

 

Hanno cacciato militanti, parlamentari e sindaci per una parola fuori posto e sono indulgenti con la Raggi che ne ha combinate di cotte e di crude. E lo streaming? Prima era una fissazione, tutto in diretta, tutto trasparente, tutto sul web, ora lo schermo è nero e sono quelli del Pd che si insultano live davanti agli italiani. Hanno massacrato altri partiti per le firme false per poi scoprire che alcuni dei loro ricopiavano nottetempo le firme degli elettori per presentare le liste in Sicilia. Sono paladini della libertà di espressione, ma se ne fai parte devi aderire a regole di ferro che la Gestapo era un asilo e firmare carte dal notaio.

 

roberto fico luigi di maio roberto fico luigi di maio

Convivono sotto lo stesso cielo pentastellato uno come Carlo Sibilia, che crede alle scie chimiche, e un altro come Luigi Di Maio, che non dice una parola fuori posto e probabilmente si è fatto tutti i vaccini mentre una parte del Movimento si batte contro le multinazionali del farmaco brutte, sporche e cattive. Poi l'Europa, la querelle di queste ore. Dentro ci sono feroci nemici dell' euro, gente che considera Bruxelles come il nuovo Terzo Reich, e poi arriva Grillo che decide da un giorno all' altro di passare dall' altra parte e prova ad allearsi con quelli che più filoeuropeisti non si può. Per soldi.

 

CARLO SIBILIA CARLO SIBILIA

La moneta unica? Si può cambiare, ma anche no. Dipende da chi parla, dal momento politico, dalle stagioni. O da come si sveglia il comico maximo. Odiavano la tv, i talk, poi la cercano disperatamente, ovviamente accusando gli altri di manipolarla contro il Movimento. E gli immigrati? Ecco, abbiamo i grillini de sinistra che vogliono accoglienza e quelli che se ne sbattono, fiutano dove tira il vento, e vogliono cacciare su due piedi chi non è regolare.

 

Accusano i telegiornali di raccontare frottole agli italiani, ma hanno detto (come tutti i politici) una montagna di cazzate, hanno spacciato per verità cose che non esistono o sono quantomeno controverse. Conosco grillini animalisti, vegani e anticaccia e gente che organizza la sagra della porchetta e spara ai piccioni sotto casa.

 

paola taverna paola taverna

Troviamo fra di loro la teorica del vaffanculo Paola Taverna e uno come Fico che parla della Rai come un burocrate della prima Repubblica. Ecco, i 5 Stelle sono come un enorme sarchiapone che può adattarsi a tutto.

 

Prendono tanti voti perché danno voce alle nostre schizofrenie, alle nostre contraddizioni, ai nostri umori che cambiano giorno dopo giorno. De panza e de governo, ciccia e pesce, brodino e whisky, fasci e comunistoni. Una specie di nuova Dc, senza Cirino Pomicino, Forlani e Renzi. Con la differenza che quelli volevano governare e pure fottere, questi hanno paura di mettere le mani nella marmellata. Vogliono il potere, ma sono terrorizzati quando lo afferrano.

 

3 - A.A.A. CERCASI CLASSE DIRIGENTE

Estratto dell’articolo di Marco Travaglio per il “Fatto quotidiano”

 

grillo travaglio felici grillo travaglio felici

[...] La via di mezzo è costruire una classe dirigente propria, che finora non c'è, e con quella rapportarsi con gli establishment da posizioni di forza, non col cappello in mano. Ma le classi dirigenti non si inventano dalla sera alla mattina. E questo lo sa anche Renzi, che tre anni fa proprio in questi giorni calò su Roma nell'illusione di essere pronto a governare e partorì un'accozzaglia di vecchie muffe della tanto vituperata casta che prometteva di rottamare, con l'aggiunta di quattro amici al bar del tutto inadeguati alla sfida (le Boschi, i Lotti, i Campo Dall' Orto).

 

E lo sanno anche nel centrodestra dove, evaporato (o ammanettato) il partito-azienda di B., si aggira nel pollaio una miriade di galletti senza truppe e soprattutto senza idee. Ci si può consolare con la crisi delle élite in quasi tutto il mondo. Oppure ci si può porre il problema di come far nascere nuovi establishment in grado di sostituire i vecchi, che hanno fatto danni incalcolabili ma resistono per mancanza di alternative. [...]

 

Condividi questo articolo

media e tv

politica

business

cronache

sport

cafonal