Barbara Palombelli per "il Foglio"
UN GRANDE GIORNALISTA SANTO DELLA VOLPE
SIMONE CRISTICCHI
Un colore che significa disgrazie, lutto, sfortuna, dolore. A chi mai sarà venuto in mente? Ce lo siamo trovato appioppato, forse perché era tornato di moda... Comunque: tocchiamo ferro, legno, corni, bicorni. Le persone sane e serene giudicano il viola e i violetti una necessità quaresimale, un segno di umiltà nel corso delle esequie, un elemento di contrizione che deve/può cancellare la forza e il lusso di altari e addobbi dorati, in Chiesa.
Una piazza che comunicava al mondo un messaggio inesorabile: non abbiamo potere, siamo costretti a venire qui - in pochini - a distruggere quel che resta di un ricordo... il circo Massimo, le piazze san Giovanni un tempo piene di folle e oggi espropriate e troppo larghe, la potenza delle masse, della sinistra, della buona organizzazione (e della buona musica, dei grandi cantautori, delle super-voci, ci perdoni Cristicchi!!!).
Aggomitolata sul divano, davanti alla diretta tv di sabato scorso da piazza del Popolo, mi veniva da piangere. Passati i cinquanta, avvertono, si diventa più sensibili e i magoni, i lacrimoni, le nostalgie si confondono spesso. Eppure, veder ridotti a così poco i milioni di votanti e i fedelissimi della mia parte faceva male sul serio.
MASSIMO DALEMA
PIERLUIGI BERSANI
Secondo il popolo viola (faccio fatica persino a scriverlo, mi sembra irrituale, erano sì viola i popoli denutriti, affamati, stremati superstiti dei campi di lavoro e di sterminio, le poche vene al posto della pelle consumata...) all'universo della sinistra sarebbero rimasti in tutto un paio di quotidiani, il giornale del partito, qualche giornalista non conduttore, personaggini qua e là, firmatari di appelli, blogger vari. Poca roba. Possibile? I conti non tornano, per fortuna.
Nella geografia politica reale e non immaginaria, mi sembra ancora di capire che la squadra dell'opposizione in senso lato (miracolosamente rimessa in sesto da Ds e Margherita fra il 2000 e il 2006) possa contare su un capitano sereno, piazzato sul Colle più alto (grazie Giorgio! Grazie Clio! Siete davvero la coppia più seria del mondo, in questo momentaccio), su un manipolo di senatori a vita niente male (Scalfaro, Ciampi, Levi Montalcini...), sul vicepresidente del Csm, su tanti magistrati non smaniosi della piazza e del protagonismo, dediti al loro difficile impegno, sui governatori di così tante regioni - ancora - fra cui le più belle d'Italia, su sindaci onesti e gagliardi, su centinaia e migliaia di amministratori locali che detengono e legittimamente esercitano un potere vero, pienamente federalista.
MANIFESTANTI
MANIFESTANTI
E il sindacato (quelle di venerdì erano piazze autentiche, sofferenti e non velleitarie) che, con fatica sta prendendo le distanze delle piazzette girotondine, mica mollerà mai. Non sono lontanissimi dalla formazione che gioca contro il governo tanti stimati banchieri importanti, manager di ieri e di oggi, è della partita il vertice delle ferrovie e non sono poi così distanti i numerosi imprenditori delle coop rosse, bianche, rosé, anche se debbono trattare con la maggioranza sui grandi temi.
ANTONIO DI PIETRO
FAUSTO BERTINOTTI SOGNA LA BANDIERA ROSSA
Potrei continuare con porti, aeroporti, municipalizzate, fin giù alle categorie, giornalisti, medici, professori, insegnanti, maestri, avvocati, commercialisti, infermieri, commessi e colf, registi e attori, scenografi e produttori, casalinghe e ingegneri, architetti e magari ci sarà pure qualche escort "ottimista e di sinistra", come cantava il fantastico Lucio Dalla...
E allora? Perché infliggerci un'istantanea scolorita e triste come quella del 13 marzo? Perché mandare in campo - in una giornata così cruciale - la squadretta delle riserve, pur di esserci? L'unica spiegazione plausibile, potrebbe essere, ma sarebbe davvero misera: ottenere tre minuti ai tg. Se siamo a questo, allora sono davvero guai.