Franco Adriano per "Italia Oggi"
tremonti
È destinato a diventare il gioco più gettonato di fine anno. Tra il caso Tremonti e la campagna per le elezioni regionali alle porte è partito il toto-rimpasto di governo. Che non riguarderebbe soltanto l'esecutivo ma provocherebbe un mezzo terremoto nelle istituzioni. Sì, perché a drizzare bene le orecchie se ne sentono davvero delle belle. Il ventaglio delle caselle da svuotare e poi riempire appare amplissimo. E coinvolge oltre ai dicasteri e alle presidenze di Regione, le varie authority, i vertici delle aziende pubbliche (compresa la Rai con il possibile addio di Masi alla presidenza) e i posti nei consessi internazionali per i quali può concorrere l'Italia.
SANDRO BONDI - copyright Pizzi
La base di partenza riguarda i ministri che concorreranno alle prossime elezioni. Se vinceranno dovranno lasciare il posto ad altri. Ed allora gli occhi sono puntati innanzitutto sui veneti Luca Zaia e Renato Brunetta alla conquista dei palazzi di Venezia. Ma le luci si sono accese anche per i ministri Sandro Bondi e Claudio Scajola.
Chi andasse ad impegnarsi a tempo pieno per il partito, libererebbe un dicastero di peso (Beni culturali o Attività produttive). Ma tra i vari boatos, quello più clamoroso per le sue implicazioni politiche, riguarda il Sottosegretario alla presidenza del consiglio, Gianni Letta, che potrebbe assurgere ben presto a ministro e quindi a vice-premier.
claudio scajola
A testimonianza di quanto la questione posta con urgenza dal ministro dell'Economia, Giulio Tremonti, avesse un preciso fondamento concorrenziale. Insomma, il presidente del consiglio, Silvio Berlusconi, avrebbe l'effettiva esigenza di nominare un vice. Una circostanza vieppiù rafforzata dalla bocciatura del lodo Alfano che indurrebbe il premier ad essere sempre più impegnato nella aule di tribunale.
Gianni Letta
Ma per la cronaca, si sono intensificate ancora le ricorrenti voci sul fatto che necessiterebbe di periodi di cura. Voci che fin qui si sono sempre dimostrate infondate. Anche Tremonti aggiungerebbe un prestigioso incarico europeo ai suoi impegni. E per palazzo Chigi, al posto di Letta, scalda i muscoli l'attuale presidente dell'Antitrust, Antonio Catricalà, (un'altra casella che si libera), mentre il sottosegretario Paolo Bonaiuti potrebbe ottenere un incarico di prestigio in Rai.