BERLUSCONI Dal "Corriere della Sera"
Un'inchiesta durata meno di 24 ore: un cronista di Repubblica, che fino all'altro giorno ha lavorato assieme a un collega sull'inchiesta di Trani che coinvolge il premier, ieri ha ricevuto un invito a comparire emesso dalla stessa Procura come persona informata dei fatti. I pm starebbero indagando per furto e ricettazione.
Questo è l'esito dell'indagine lampo avviata in seguito alla rivelazione da parte di Repubblica e del Giornale sulla presenza di altre intercettazioni, finora non ancora depositate. Dalle conversazioni spuntava tra gli altri anche il nome del sottosegretario alla presidenza del Consiglio Gianni Letta: secondo questi atti, sarebbe stato coinvolto nei presunti tentativi del presidente del Consiglio di bloccare la trasmissione condotta da Michele Santoro su Rai2, «Annozero».
GIANNI LETTA
Gli avrebbe telefonato infatti Giancarlo Innocenzi, commissario dell'Agcom al centro delle indagini, chiedendogli di «fermare Michele Santoro» perché «lo vuole il presidente del Consiglio». Il sottosegretario avrebbe risposto: «Va bene, cercherò di contattare Mauro Masi», il direttore generale della Rai. Altre conversazioni riguardavano la sostituzione di Paolo Ruffini dalla guida di Rais e dettagli economici della separazione tra il premier e Veronica Lario.
MICHELE SANTORO
Fin qui le intercettazioni anticipate ieri da Repubblica. Uno scoop, condiviso anche dal Giornale guidato da Vittorio Feltri. La Procura ha avviato accertamenti sulla fuga di notizie. Uno dei due giornalisti che seguono l'inchiesta per il quotidiano romano è stato convocato per oggi. Il reato sul quale indagano i pm, secondo indiscrezioni, sarebbe di furto e ricettazione, in concorso con altri.
VITTORIO FELTRI
L'ipotesi della Procura è che i due giornalisti abbiano contribuito, ma non è chiara ancora la dinamica, a recuperare in qualche modo i fascicoli delle intercettazioni pubblicate. Si sarebbe arrivati a questa ipotesi rivedendo soprattutto le immagini delle telecamere a circuito chiuso che si trovano nei corridoi del Palazzo di giustizia di Trani.
IL PM MICHELE RUGGIERO
Secondo indiscrezioni, proprio queste telecamere avrebbero mostrato il cronista convocato che, assieme al collega, si ferma davanti a una stanza (che apparterrebbe a uno dei giudici titolari dell'inchiesta). Nella sequenza, registrata sempre dal sistema di sorveglianza, si vedrebbe uno di loro che entra nella stanza per qualche minuto, mentre l'altro resta fuori in corridoio. Le stesse telecamere a circuito chiuso mostrano poi i due giornalisti quando lasciano la Procura e si avviano in strada.