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I FINIANI POSSONO SCASSARE SILVIO MA FELTRI NON PUò TOCCARE FINI – TEST ANTIDROGA IN TRANS-ATLANTICO: BOOM DI RICHIESTE – NEL PD SCOPPIA IL CASO CALEARO – STOP PER BAFFINO IN UE: PER I PAESI DELL’EST È “COMUNISTA” – REGIONALI: FINI VEDE CASINI – GALAN NON MOLLA: NON VENGO A ROMA…

1 - TEST ANTI-DROGA AI POLITICI, SENATORI E DEPUTATI NON SI TIRANO INDIETRO. BOOM DI RICHIESTE IN PARLAMENTO...

(Adnkronos Salute/Ign) - E' boom di richieste per i test antidroga da parte dei parlamentari che partiranno da lunedi' prossimo a cura del dipartimento Politiche antidroga della presidenza del Consiglio dei ministri. Lo ha rivelato il sottosegretario alla Presidenza Carlo Giovanardi, a margine della presentazione a Roma del rapporto europeo sugli stupefacenti. ''Da quanto ho sentito dai colleghi penso che saranno molti - ha spiegato - i senatori e i deputati che approfitteranno di questa opportunita' che viene data dal dipartimento''.

Berlusconi FIni e SchifaniBerlusconi FIni e Schifani

Per Giovanardi la massiccia adesione e' importante anche perche' in Parlamento ''c'e' un problema non piccolo. E' infatti al centro dell'attenzione dell'opinione pubblica anche con una serie di illazioni verso le quali i parlamentari fanno benissimo a garantire e rivendicare la loro onorabilita'. Il Parlamento non e' una fumeria d'oppio''.

I parlamentari potranno sottoporsi a un test delle urine per rilevare eventuale consumo di "cocaina, cannabis, anfetamina, eroina", spiega Giovanni Serpelloni, direttore del dipartimento Politiche antidroga della presidenza del Consiglio. I laboratori utilizzati saranno segreti, anche per evitare fughe di notizie, mentre "gli ambulatori saranno quelli della presidenza del Consiglio - spiega Serpelloni - dove i parlamentari possono accedere in totale privacy e anonimato". Tutti gli esami, infatti, non saranno collegabili a un nome ma a un codice. Lo stesso parlamentare potra' ritirare il risultato utilizzando il suo codice pin.

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2 - DELLAI, ADDIO CALEARO NON APRE SCISSIONI MA E' SEGNALE DISAGIO...

(Adnkronos) - "L'addio di Massimo Calearo? Non  lo vedo come un segnale di crisi del Pd o un preannuncio di scissione,  ma piuttosto come una evoluzione del quadro politico: vuol dire che  questo tipo di assetto bipolare mostra segni di stanchezza e quindi ci  possono essere persone che avvertono questa difficolta' e cercano vie  di uscita".

Cosi' Lorenzo Dellai, presidente della provincia autonoma  di Trento, gia' fondatore della Margherita e oggi uno dei promotori  del 'Nuovo Centro', commenta con l'ADNKRONOS l'annunciato addio  dell'imprenditore veneto al Partito Democratico, nelle cui fila era  stato 'arruolato' nel 2006 da Walter Veltroni.   Quanto alla possibilita' che altri esponenti del Pd o  rappresentanti del mondo imprenditoriale possano seguire l'esempio di  Calearo, Dellai spiega di non "credere in proprieta' transitive: e'  una decisione personale che vale soprattutto come segnale di disagio".

3 - GIUSTINA DESTRO, CALEARO ORA ENTRI NEL PDL...
(Adnkronos) - 'L'abbandono del Pd da parte di Massimo Calearo era preannunciato: durante le primarie aveva dichiarato apertamente di riconoscersi nel progetto di Fronceschini. Calearo e' stato quindi coerente. Evidentemente non si ritrova nel percorso nuovo del Pd di Bersani'. Cosi', all'ADNKRONOS Giustina Destro, parlamentare del Pdl, gia' sindaco di Padova ed ex collega di Calearo in Confindustria, commenta l'uscita dell'imprenditore vicentino dal Partito Democratico.

'Ma, mi facco una domanda: Calearo come pensava di poter incidere all'interno di una realta' cosi' complessa come il Pd - sottolinea Giustina Destro - e per di piu' con alcuni punti programmatici che nulla hanno a che vedere con la sua storia personale e professionale di imprenditore. In passato Calearo mi era sembrato piu' leghista che del Pd...'.

MASSIMO CALEARO ACHILLE SERRAMASSIMO CALEARO ACHILLE SERRA

4 - PASSATO D'ALEMA UN PROBLEMA PER PAESI EST...

(Ansa) - Avere un ex comunista come ministro degli Esteri dell'Ue 'sarebbe un problema' per i Paesi dell'ex Patto di Varsavia. Lo ha detto oggi l'ambasciatore polacco Jan Tombinski, rappresentante permanente di Varsavia presso la Ue, nel corso di un incontro con alcuni giornalisti. Per la carica di Alto rappresentante per la politica estera Ue istituita dal Trattato di Lisbona 'sarebbe meglio avere una persona la cui autorita' non puo' essere contestata a causa delle sue appartenenze politiche passate', ha detto ancora l'ambasciatore polacco.

5 - MARRAZZO: AVVOCATO EX PRESIDENTE, CONTI REGIONE TRASPARENTI...

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(Ansa) - 'I conti della rappresentanza della  Regione sono in ordine e trasparenti, disponibili alla verifica  in ogni momento. Ogni altra insinuazione e' priva di  fondamento'. Lo dichiara Luca Petrucci, avvocato dell'ex  presidente della Regione Lazio Piero Marrazzo  'Il compenso di Piero Marrazzo nella sua qualita' di  Presidente della Regione, consigliere regionale e di Presidente  della Fondazione Policlinico Tor Vergata ammontava a 20 mila  euro netti al mese. Le sue sporadiche frequentazioni sono state  sempre pagate con risoorse personali', conclude Petrucci.

6 - REGIONALI: CONTINUANO CONTATTI, FINI VEDE CASINI...

(Adnkronos) - Dopo aver mantenuto i contatti aperti  in questi giorni di trattativa per le candidature alle regionali, oggi  c'e' stato un incontro di persona tra Gianfranco Fini e Pier  Ferdinando Casini. Secondo fonti parlamentari dell'Udc, il faccia a  faccia si e' svolto nel primissimo pomeriggio, a Montecitorio. Il  colloquio con il presidente della Camera arriva alla vigilia  dell'incontro tra il leader Udc e il presidente del Consiglio Silvio  Berlusconi, annunciato per domani a Palazzo Chigi.

7 - GALAN SCHERZA, IO AL GOVERNO? HO PROBLEMI CON LATITUDINE ROMA...

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(Adnkronos) - 'Figuriamoci, io ho problemi a  scendere alle latitudini di Roma... E anche con la lingua non mi trovo  tanto bene...'. Intercettato dai cronisti in Transatlantico, a  Montecitorio, Giancarlo Galan scherza, ma lascia intendere che uno  'scambio' tra la presidenza della regione Veneto e un ministero,  magari quello della Salute, come ventilato nei giorni scorsi, non e'  una soluzione gradita. Il governatore nega di essere a Montecitorio  per un colloquio con il presidente della Camera, Gianfranco Fini:  'No, sono a Roma perche' piu' tardi andro' all'ufficio di presidenza  del Pdl'.   

Ancora lontana, secondo Galan, la soluzione del rebus Veneto.  Lui, di certo, non si fara' da parte ed e' pronto alla 'soluzione  estrema' di correre da solo, contando sull'appoggio dell'Udc. Nelle  ultime ore, ai suoi va ripetendo che non ha nessuno intenzione ne' di  andare in Europa ne' di entrare nell'esecutivo. Anche perche' ritiene  che a Berlusconi non convenga mettere mano alla squadra di Palazzo  Chigi.

8 - DI PIETRO, NOI TRA 10 ANNI? ANCHE CON PD IN GRANDE AREA RIFORMISTA...
(Adnkronos) - Tra 10 anni vedo l'Idv "oltre l'Idv, vedo un Paese finalmente libero da questa nuova dittatura e vedo la nascita, con gli altri partiti, in testa il Pd, di una grande area riformista". Lo dichiara il leader dell'Idv, Antonio Di Pietro, in un'intervista on line in video chat con Diego Bianchi, in arte 'Zoro'.

Sulla situazione attuale interna al partito, Di Pietro afferma che "il 6 e 7 febbraio ci sara' un congresso e quello che dico io potra' essere messo in discussione con quello che dicono gli altri. Ogni questione - spiega - la stiamo valutando, molti" attuali membri dell'Idv "non li ricandideremo, altri non meritano di stare nell'Idv. Puo' capitare che viene da me qualcuno che non c'azzecca niente, ma io quando lo scopro non lo ricandido piu'. Qualcuno, ad esempio, e' stato messo fuori dal partito perche' non era degno di farne parte".

PIERFERDINANDO CASINIPIERFERDINANDO CASINI

9 - FFWEBMAGAZINE', FELTRI E' IL NICCOLAI DEL GIORNALISMO POLITICO...

(Adnkronos) - "Vittorio Feltri e' il Comunardo  Niccolai del giornalismo politico". Lo si legge in un corsivo  pubblicato su Ffwebmagazine (www.ffwebmagazine.it), il periodico  online della Fondazione Farefuturo, presieduta da Gianfranco Fini.   Il direttore de 'Il Giornale', continua il corsivo, e' "un  difensore che segna a ripetizione solo nella propria porta. Chissa' se  il presidente del Consiglio-editore e' consapevole che un governo e'  come uno scudetto. Si puo' perdere a furia di autogol... E gli arbitri  non c'entrano nulla".  

10 - CARD. RUINI, POLITICI CATTOLICI LASCINO PARTITI NON COERENTI CON LORO VALORI...

(Adnkronos) - Se i cattolici  rilevano che in una certa formazione politica non c'e' piu' spazio per  le loro idee, 'allora per coerenza dovrebbero rinunciare a quella  collocazione politica'. Parola del cardinale Camillo Ruini. Il  porporato ha spiegato il suo punto di vista sul rapporto fra Chiesa e  politica in un'intervista alla testata on-line 'Il Sussidiairo.net'.  Le affermazioni del cardinale non fanno riferimento in modo esplicito  ad alcun partito, ma certo la questione della presenza dei cattolici  nel Pd, sembra essere evocata da Ruini.  

11 - FIORONI, CATTOLICI? SIAMO TANTI NEL PARTITO E SAREMO INGOMBRANTI...

(Adnkronos) - "Nel Pd di Bersani noi cattolici  siamo troppi per essere indipendenti o indifferenti. Al massimo,  saremo ingombranti". Lo dice Giuseppe Fioroni in un'intervista a  'L'Espresso' in cui assicura che non seguira' Francesco Rutelli: "Sono  profondamente dispiaciuto dalla scelta di Francesco. E' uno dei  fondatori e ha creduto nel Pd piu' di me, all'inizio. Come allora  forse ha avuto troppa fretta nel farlo nascere, cosi' oggi e' troppo  affrettato nel dichiararlo fallito".   

Giancarlo GalanGiancarlo Galan

"La sfida di Bersani -aggiunge Fioroni- e' farci sentire tutti a  casa. I grandi partiti popolari affrontano un congresso per  arricchirsi: nessuno esce dal congresso cosi' come e' entrato, nessuno  dei militanti, tantomeno puo' farlo il segretario. Bersani deve  ricostruire un comune sentire del partito e apprezzare le differenze  come una potenzialita' del Pd. Deve organizzare un partito meno  elitario e salottiero, meno condizionato dagli editoriali dei giornali  e piu' vicino ai territori".  

12 - BATTISTI: PER GOVERNO BERLUSCONI SONO SOLO UN TROFEO. IN ITALIA RISCHIEREI LA VITA...

(Ansa) - Per il governo italiano 'la  ragione dell'estradizione non e' vedermi in carcere, ma il fatto  che ormai sono diventato un trofeo'. Per questo il premier  Silvio Berlusconi 'mi vuole in Italia'.  Lo ha detto l'ex terrorista rosso Cesare Battisti, in  un'intervista all'ANSA a una settimana dall'udienza dell'Alta  Corte del Brasile che deve pronunciarsi sulla sua estradizione.  'In Italia - ha aggiunto - rischierei la vita'.

 

 
[05-11-2009]