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IL 2010 NON HA VISTO L’ESTATE DELLA PASSERA. DI CERTO, è STATA L’ESTATE DI PASSERA - A COLPI DI ESTERNAZIONI HA VINTO LA POLE DELL’ANTI-BERLUSCONISMO PRONTO AL VOTO E UNA PESANTE SCULACCIATA DA PARTE DEL CORRIERE DI BAZOLI (VOGLIO SOLO PRODI) - Oggi torna sul caso più censurato dell’estate (altre che gli acchiappa-case Tulliani), “Il Riformista”. CHE AL NO-PASSERA DI BAZOLI AGGIUNGE IL NOME DI GERONZI…

1 - DAGOREPORT
Di sicuro, il 2010 non ha visto l'estate della passera: veline e schedine ce l'hanno messa tutta ma il lettore è saturo ormai di sciacquette acchiappacazzi. Di certo, è stata l'estate di Passera.

Corrado PasseraCorrado Passera

Il Corradino di Banca Intesa, sceso di colpo dal pianeta Marte, ha scodellato una affettuosa paginata di intervista al Corriere (di cui Passera, via Intesa, è uno dei maggiori azionisti), a seguire una bombastica esternazione al Meeting di Rimini di Comunione & Fatturazione. In ambedue le occasioni , l'amministratore delegato di Banca Intesa ha tuonato indignato contro l'attuale classe dirigente.

Corrado PasseraCorrado Passera

La sorpresa delle sorprese è stata che la risposta è arrivata dal "suo" Corriere, anziché da "Il Giornale" o "Libero"; e giù sculacciate all'ex pio cattolico che passava il suo tempo libero cantando nenie gregoriane con la moglie in chiesa (oggi si è infiaschettato con l'incantevole ex fiamma di Giovannino Malagò, l'ex pierre di Airone Giovanna Salza, vent'anni più verde di lui, producendo un bebé; ed insieme svacanzano lieti in una villa pied-dans-l'eau di Claudio Toti, costruttore romano, nella mondanissima Sabaudia sotto assedio di paparazzi, anziché come una volta in qualche missione cattolica d'Africa).

Corrado PasseraCorrado Passera

L'unica voce che ha evidenziato la "stranezza" della doppia uccellaggione di Passera by De Bortoli (due articoli consecutivi sugli affari immobiliari di famiglia in un paradiso fiscale portoghese) è stato Dagospia. Che ha fatto notare che l'attacco non è stato casuale ma ben mirato per segare quella voglia di "terzo polo" che da qualche tempo si è impossessata del pennellone di Como.

Come lo Smontezemolato di Maranello, Passerotto nostro vuole anche lui "sacrificarsi" per salvare questo disgraziatissimo paese in mano a una "classe digerente" che fa vomitare. Peccato che, sopra di lui vigila attento il Grande Vecchio, Abramo Bazoli, presidente di Intesa ma soprattutto colui che inventò Prodi e l'Ulivo. E che vede in Passera un tipino che ha combinato un sacco di affari a lui non graditi, vedi Airone-Alitalia, per di più in combutta con l'uomo che rappresenta l'abominio per Bazoli: Silvio Berlusconi.

Oggi torna sul caso più censurato dell'estate (altre che gli acchiappa-case Tulliani), "Il Riformista" con un articolo che non cita la decrittazione di Dagospia - ma noi citiamo il nome dell'autore, Giorgio Meda - che aggiunge al nome dell'ulivista Bazoli anche quello del berluscone Geronzi.

Corradino, che non sa o fa finta di non sapere che la politica è composta di "merda e sangue", dossier e killeraggi, vaffa e panni sporchi, si è subito innervosito di trovarsi sotto il fuoco amico, violentissimo avvertimento di cosa potrebbe succedere quando verrà chiamato a fare il nuovo Prodi per il Nuovo Ulivo.

Corrado PasseraCorrado PasseraCorrado PasseraCorrado Passera


2 - LA CAMPAGNA CONTRO IL "TERZOPOLISTA" PASSERA
Giorgio Meda per Il Riformista

Gli articoli del Corriere sugli affari di famiglia dell'ad di Intesa sono interpretati come un siluro contro il suo interesse verso maggioranze diverse da quella attuale. Sortite, insieme con la prospettiva di discesa in campo di Montezemolo, che non sono piaciute né a Geronzi, che incita il governo ad andare avanti, né all'ulivista Bazoli.

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I poteri forti, o quelli che comunemente sono intesi come tali in ambienti politici e finanziari, non sembrano gradire le ipotesi di maggioranza allargate, circolate a cavallo di luglio-agosto, alternative a quella attuale. La convinzione, forte in ambienti sia milanesi sia romani, è radicata dall'osservazione della durezza con cui sono state accolte le esternazioni politiche di Luca Cordero di Montezemolo prima e di Corrado Passera poi.

In entrambi i casi gli interventi sono apparsi troppo in scia alla dichiarazione di finiani e affini per non risultare sospette. E in entrambi io casi la sola ventilata ipotesi di una discesa in campo (magari congiunta visto il rinnovato feeling stretto nelle peregrinazioni estive in barca) ha incontrato un nutrito fuoco di sbarramento.

L'ultimo ordine di tempo ad essere stato rampognato è stato l'amministratore delegato di Intesa Sanpaolo Corrado Passera. L'a.d. di Ca de' Sass lo scorso 19 agosto ha affidato al Corriere della Sera, di cui Intesa Sanpaolo è uno dei maggiori azionisti con una quota di circa il 5% del capitale, un'intervista nel quale ha declinato una sorta di programma economico per il Paese. Passera ha sempre avuto un'impostazione da civil servant, quindi in qualche modo non ha stupito l'ennesima dichiarazione da ministro dell'Economia in pectore.

CORRADO PASSERA GIOVANNA SALZACORRADO PASSERA GIOVANNA SALZAWONDERWOMAN PASSERAWONDERWOMAN PASSERA

Questa volta però ha alzato il tiro nella critica il puntando il dito contro "clima di sfiducia" e il "vuoto multiforme che ci circonda". «C'è una fuga dalle responsabilitá della classe dirigente - ha aggiunto - Ci sono le risorse e le energie per rilanciare l'occupazione. Purtroppo si sta passando l'estate a parlare d'altro». Questo passaggio è stato da letto da molti come un salto di qualità e, inevitabilmente come un prodromo di una discesa in campo.

Il paradosso, ma neanche poi troppo conoscendo come funzionano gli equlibri di potere all'interno dell'azionariato della società che edita il Corriere, è stato lo stesso quotidiano di Via Solferino a fare uno sgambetto, velenoso, allo stesso Passera. In una ricostruzione fatta da Mario Gerevini, giornalista solitamente bene informato e molto bene documentato, ha scritto un articolo sulle società, italiane ed estere dei fratelli Passera, impegnate nel settore turistico.

Al di là di un passaggio che paventerebbe l'utilizzo dello scudo fiscale da parte della famiglia, e al netto delle precisazioni inviate dallo stesso Passera al Corriere in una lettera pubblicata ieri, non è sfuggito il dato politico della vicenda. In ambienti milanesi si conosce il disappunto del professor Giovanni Bazoli, presidente di Intesa Sanpaolo ancora convalescente dopo l'incidente stradale che lo ha visto coinvolto poco prima di Ferragosto, per la tempistica dell'intervista di Passera.

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Bazoli è stato uno dei fondatori dell'Ulivo ed è il padre nobile del Corriere della Sera, ruolo che ha "ereditato" dall'Avvocato Gianni Agnelli. La rinascita di quella creatura politica, capace di sconfiggere due volte Silvio Berlusconi sotto la guida di Romano Prodi. Una discesa in campo di rappresentanti forti della società civile come Passera o Montezemolo al fianco della grosse koalition ventilata in estate e che avrebbe dovuto raccogliere tutti gli scontenti dello status quo avrebbe inevitabilmente ucciso in culla un progetto cui Bazoli guarderebbe, secondo quanto si apprende con grosso favore.

Dal canto suo Cesare Geronzi, da sempre ritenuto uno dei finanzieri più vicini a Silvio Berlusconi, dalla platea del Meeting di Rimini ha espresso giudizi lusinghieri sull'operato dell'Esecutivo. «L'impegno del governo - ha affermato - è valso a evitare impatti straordinari della crisi finanziaria globale. Gli ammortizzatori hanno svolto un ruolo importante, ma occorre ora guardare alla prospettiva, in maggiore lontananza».

ALCUNI DEI SOCI DEL GRUPPO NTV - TRA I QUALI DELLA VALLE, PASSERA, MONTEZEMOLOALCUNI DEI SOCI DEL GRUPPO NTV - TRA I QUALI DELLA VALLE, PASSERA, MONTEZEMOLO

Condotta positivamente dal governo - ha aggiunto - l'azione di contrasto della crisi, «ora siamo chiamati tutti, Governo, Parlamento, istituzioni, in genere parti sociali, a una fase di impegno e di costruzione del futuro». Una settimana prima dell'uscita di Passera era stato il turno di Luca Cordero di Montezemolo di lanciarsi contro il premier definendo, parlando dalla Fondazione Italia Futura, deludenti i risultati ottenuti dall'esecutivo. A stemperare i bollori dell'ex presidente di Fiat ha contribuito, secondo fonti torinesi, tutto il suo network di soci in affari, amici e conoscenti, a partire dal numero uno di Tod's Diego della Valle.

 

 
[28-08-2010]