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IL DOPO-SILVIO - IL PD SI SPACCA SULLA PROPOSTA DI 'INCIUCIONE STORICO' DEL MAGO DALEMIX - FRANCESCHINI E VELTRONI IN CORO: "Mi sorprende che un dirigente del nostro partito dica che Berlusconi deve assolutamente arrivare alla fine della legislatura. Purtroppo se ne vedono di tutti i colori" - PIERFURBY RILANCIA IL CLN IMMAGINARIO: "NON POSSIAMO LASCIARE IL NORD ALLA LEGA CHE ALIMENTA PAURE. GRANDI RIFORME, ANCHE CON UNA COSTITUENTE"...

"INCIUCIO UTILE", PD SPACCATO SU D'ALEMA
VELTRONI: "ORMAI SE NE VEDONO DI TUTTI I COLORI"
repubblica.it

Il Pd si spacca su Massimo D'Alema. E Antonio Di Pietro si infila nel cuneo e prende una posizione di netta contraopposizione all'ex ministro. L'elogio "condizionato" all'inciucio dell'ex premier non è affatto piaciuto al leader dell'Idv, che è il primo a reagire: "Mettere sullo stesso piano l'accordo Stato-Chiesa e il salvacondotto giudiziario che Berlusconi pretende per i suoi reati - dice l'ex pm - è un'offesa alla storia repubblicana, un oltraggio alla Costituzione e un peccato per i credenti".

Massimo D'Alema e Silvio BerlusconiMassimo D'Alema e Silvio Berlusconi

Ma il vero duello si apre nello stesso partito democratico. Per Dario Franceschini "di inciuci che hanno fatto bene non se ne sono mai visti...". L'ex leader del Pd ha fatto riferimento all'articolo 7 della Costituzione, che D'Alema aveva citato come esempio di "inciucio" positivo tra forze politiche opposte.

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Secondo Franceschini "non bisogna cercare il terreno più facile per fare delle intese perchè così si rischia di spaccare i presupposti e i convincimenti che hanno dato vita al Pd".

Anche Ignazio Marino, terzo sfidante alle primarie che incoronarono Bersani, è critico. "Chi crede nel Partito Democratico non crede nei tatticismi e in alleanze artificiose. Certo, che dobbiamo lavorare per allargare le alleanze quanto più possibile, ma solo sulla base della condivisione di programmi".

Polemica Veltroni-Latorre. "Mi sorprende che un dirigente del nostro partito dica che Berlusconi deve assolutamente arrivare alla fine della legislatura. Purtroppo se ne vedono di tutti i colori". Così l'ex segretario del Pd, Walter Veltroni, si è espresso nel corso del suo intervento all'assemblea di Area democratica, in corso a Cortona.
I giornalisti hanno chiesto all'ex leader del Pd a chi si riferisse, e lui ha spiegato che si riferiva a una intervista fatta ieri dal braccio destro di Massimo D'Alema a Omnibus, Nicola Latorre.

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"Sono io ad essere molto sorpreso dalle considerazioni di Walter Veltroni, perchè mi attribuisce un'affermazione che non ho mai pronunciato". Il vice presidente del gruppo Pd al Senato, smentisce di aver mai sostenuto che occorre fare in modo che il presidente del Consiglio termini l'intero mandato della legislatura.

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"Ieri mattina - spiega Latorre, replicando all'ex segretario del Pd - in diretta televisiva ho solo spiegato che ero nettamente contrario ad ogni legge ad personam. Poi, alla domanda della giornalista su come dovrebbe comportarsi Berlusconi nell'eventualità che le inchieste proseguano, ho risposto che le vicende giudiziarie sono un conto e il dovere di governare è un altro. Berlusconi ha vinto le elezioni e deve svolgere questa funzione: i governi, infatti, cadono quando viene meno una maggioranza parlamentare".

Casini e il "compromesso necessario". Diverso il parere dell'ex presidente della Camera: "Ha ragione D'Alema - ha detto - quando dice che ci vuole qualche compromesso in politica. Dico di sì, qualche volta ci vuole il compromesso". Pier Ferdinando Casini conclude i lavori dell'assemblea nazionale delle Regioni all'Eur.

Il leader dell'Udc prende spunto dal nodo giustizia ("il problema giudiziario di Berlusconi non può essere derubricato ad un suo problema privato") per poi commentare le ultime dichiarazioni di Massimo D'Alema sulla necessità di addivenire a qualche compromesso in politica per poter ripartire proprio con il processo riformatore.

Di Pietro si Dimette - 6 dic 1994Di Pietro si Dimette - 6 dic 1994

Parlando poi del premier, ha aggiunto che se Silvio Berlusconi porterà il Paese sull'orlo di elezioni anticipate, "avrà le risposte inedite che si merita". Il leader dell'udc, ha poi rilanciato l'ipotesti di un'alleanza "in difesa della democrazia", come quella di cui aveva parlato nell'intervista alla Stampa una settimana fa.

Casini si è unito quindi agli appelli per abbassare i toni e per svelenire lo scenario politico, ma non accetta di attribuire la "fonte dell'odio" ad una sola parte. Alla maggioranza - e personalmente a Berlusconi - Casini ricorda come proprio dalla maggioranza e dal governo siano venute parole ed atti che hanno alimentato contrapposizioni durissime. Contrapposizione "da nemici" e tasso di "odio" molto alto. E ha concluso: "Voglio dire, con fraternità, a Berlusconi: odio genera odio".

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Costituente di sinistra. "Abbiamo accolto con piacere l'elezione di Pier Luigi Bersani alla segreteria del Partito Democratico ma, quanto a possibili alleanze, vogliamo essere sicuri di parlare lo stesso linguaggio e di lavorare per lo stesso centrosinistra". Lo dice Claudio Fava, durante i lavori della costituente di Sinistra e Libertà (Sel).

"Il centrosinistra per noi deve essere un luogo di coerenza, ma a volte si ha la sensazione - aggiunge Fava - che per il Pd esso sia come un laccio che si possa allargare a piacimento ad una 'destra buona' contrapposta ad una 'destra cattiva'".
Fava ha quindi ribadito che Sel "non è suscettibile di negoziati" che non può essere, per i Democratici, un alleato "a la carte ".

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2 - DI PIETRO, SCANDALOSO D'ALEMA SU LEGGINA
(ANSA)
-'E' una proposta senza senso, che per fortuna non passera' perche' i suoi stessi elettori la bocceranno. E' scandaloso solo pensarlo: e' come dire che piuttosto che essere colpiti da uno sparo, e' meglio essere accoltellati'. Lo afferma il presidente dell'Italia dei Valori, Antonio Di Pietro a proposito delle dichiarazioni dell'esponente del Pd Massimo D'Alema che ieri in una intervista al Corriere della Sera aveva detto che 'se per evitare il processo di Silvio Berlusconi devono liberare centinaia di imputati di gravi reati, e' quasi meglio che facciano una leggina ad personam'.

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3 - CASINI: «TROPPO ODIO E VELENO IN CHI GUIDA IL PAESE. IL DOPO BERLUSCONI È GIÀ INIZIATO» - «NON POSSIAMO LASCIARE IL NORD ALLA LEGA CHE ALIMENTA PAURE. GRANDI RIFORME, ANCHE CON UNA COSTITUENTE»
Corriere.it

Basta con la caccia alle streghe, ai colpevoli. Ciascuno tolga le ali ai propri falchi, ce ne sono tanti in giro, non c'è solo l'odio militante di Di Pietro ma quello di tanti squadristi giornalistici». Pier Ferdinando Casini attacca chi in queste settimane ha seminato odio, e non risparmia critiche al presidente del Consiglio: «Se Berlusconi pensa di trascinare il Paese sulla strada dell'avventura e delle elezioni anticipate in un attacco dissennato al Quirinale e alla Consulta, dall'Udc avrà le risposte inedite che si merita. Il dopo Berlusconi è già iniziato: o grandi riforme o un grande galleggiamento che porterà il suo bagaglio di odio e rancori».

ODIO - Casini ha accusato chi governa il Paese di avere «troppo veleno». «Abbiamo sentito per troppo tempo il linguaggio delle divisioni del Paese: parole come ronde, medici spia, white christmas, caccia all'extracomunitario, insulti a Tettamanzi, i 100 mila fucili padani di Bossi: questo fa parte dell'armamentario ideologico del passato che genera odio e dà alibi a chi vuole seminare odio», ha aggiunto Casini. «Il nostro è un partito che non ha mai confuso l'avversario politico con il nemico.

UMBERTO BOSSI STEFANIA PRESTIGIACOMOUMBERTO BOSSI STEFANIA PRESTIGIACOMO

C'è troppo veleno da parte della classe dirigente che guida il Paese». Per Casini Berlusconi deve inaugurare una stagione che «non preveda la distribuzione di odio, l'accanimento contro gli avversari ma una fase contrassegnata dal rispetto reciproco. Sta a lui scegliere quale strada vorrà intraprendere: le spallate non servono, le scorciatoie nemmeno, noi lavoriamo per una democrazia normale».

Bossi al raduno Lega Nord PadaniaBossi al raduno Lega Nord Padania

NIENTE NORD ALLA LEGA - Sulle alleanze per le regionali della prossima primavera, il leader dell'Udc attacca l'idea di lasciare il nord in mano alla Lega. «Non svendiamo il Nord alla Lega, non accettiamo la decapitazione di Galan e del prefetto di Venezia. Chi guida il Paese non può amplificare le tensioni. Non può essere grancassa delle paure, della pancia che è anche dei nostri elettori. La Lega interpreta questo stato d'animo che c'è. La sinistra non capisce, perché contesta il presupposto che invece c'è». Sulle alleanze: «Vogliamo affrontare le regionali con molta serenità. Non abbiamo alcuna volontà di arruolarci in due eserciti che vogliamo sconfiggere. In molte regioni andremo da soli, in molte faremo alleanze perché non daremo soddisfazione a chi ci vuole ovunque da soli anche dove siamo in condizione di definire chi vince e perde. Andremo da soli dove ci pare, dove lo riteniamo opportuno, e in compagnia dove riteniamo ci siano le condizioni politiche».

Rosi Mauro,47 anni,con Renzo Bossi,21 anni,e Umberto Bossi,68 anniRosi Mauro,47 anni,con Renzo Bossi,21 anni,e Umberto Bossi,68 anni

RIFORME - «Per le riforme vogliamo una sede legittimata dal Parlamento nella quale ciascuno si assuma le proprie responsabilità, non una conventicola o un cenacolo privato». Lo ha detto un combattivo Pier Ferdinando Casini, nel corso del suo intervento all'assemblea nazionale delle Regioni a Roma, rilanciando l'idea di un'assemblea costituente: «Chiamiamola come vogliamo, non possiamo impiccarci sulle formule».

 

 

 
[19-12-2009]