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IL GUP DI GHIONI E TAVAROLI: “DEI DOSSIER TRAE VANTAGGIO IL VERTICE DELL’AZIENDA” (QUINDI TRONCHETTI) – ZAIA ZAGAJA: “TUTTI HANNO COMMENTATO UNA NOTIZIA FALSA” – IL TIPINO FINI PRONTO A EMENDARE LA MANOVRA (ANCHE FORMIGONI È INCAZZATO) – PISCICELLI A PROCESSO A FIRENZE (RITO ABBREVIATO) – L’INCREDIBILE CULATELLO BERSANI: “FUORI I PARTITI DALLA RAI, AZZERARE IL CDA” (DOVE HA VISSUTO FINO A IERI, IN ZIMBABWE?) – SILVIO RIPARTE DALLA LIBIA COI PESCHERECCI…

1 - SOVVERSIONE...
Jena per "La Stampa"
- Tutti quei giudici che da sedici anni tentano di sovvertire il voto popolare andrebbero licenziati per manifesta incapacità.

TRONCHETTITRONCHETTI

2 - DOSSIER ILLEGALI: GUP, DA ATTIVITA' BENEFICI A PROPRIETARIO...
(ANSA)
- Le 'logiche' dell'attivita' di dossieraggio illegale 'tendono a beneficiare, non gia' l'azienda come tale, ma chi in un dato momento storico ne e' il proprietario di controllo'. E' uno dei passaggi delle motivazioni del gup di Milano Mariolina Panasiti, davanti alla quale nelle scorse settimane hanno patteggiato Giuliano Tavaroli, Fabio Ghioni e altri imputati per la vicenda dei dossier illegali.

Il giudice, che nelle scorse settimane ha disposto anche la trasmissione degli atti alla Procura perche' valuti se aprire nuove indagini, parla di una 'gravissima intromissione nella vita privata delle persone mossa da logiche partigiane nella contrapposizione tra blocchi di potere economici e finanziari, logiche che tendono a beneficiare' colui che 'in un dato momento storico' e' 'il proprietario di controllo' dell' azienda.

Nel corso dell'udienza preliminare, l'investigatore privato Emanuele Cipriani aveva piu' volte chiamato in causa l'attuale presidente di Pirelli, Marco Tronchetti Provera, sostenendo di aver agito sulla scorta di direttive aziendali. Secondo il giudice e' 'palesemente inverosimile' che Fabio Ghioni abbia agito di sua iniziativa, come e' 'altamente improbabile' che Giuliano Tavaroli, ex capo della security di Telecom e Pirelli, abbia agito 'nel suo interesse'.

3 - ZAIA, TUTTI HANNO COMMENTATO UNA NOTIZIA FALSA...
(Adnkronos)
- 'Tutto e' nato dal fatto che un giornale locale ha riportato con pieno titolo in prima pagina 'Zaia vieta l'inno di Mameli'. Non e' accaduto assolutamente questo. Poi ovviamente la notizia e' stata ribattuta dalle agenzie e tutti hanno commentato una notizia falsa'. Lo ha detto a Sky Tg24 il presidente della Regione Veneto, Luca Zaia.

LUCA ZAIA E RENZO BOSSILUCA ZAIA E RENZO BOSSI

'C'erano due cori - ha spiegato il governatore leghista - uno di bambini e l'altro di adulti messi in un piazzale nella parte all'ombra; in mezzo c'era il palco e a lato la zona dell'inaugurazione un po' distante dai cori. Sono stati cantati il 'Va pensiero', l'inno di Mameli durante il taglio del nastro e anche altre canzoni; tutto in maniera molto regolare. Del resto voglio precisare -ha puntualizzato- che io non mi occupo delle inaugurazioni degli altri'.

4 - BOCCHINO, MANOVRA TIMIDA E COMPRIME SVILUPPO, PRONTI EMENDAMENTI...
(Adnkronos)
- La nostra manovra "e' timida e non tiene in nessun conto l'esigenza di incentivare lo sviluppo. Anzi, lo comprime limitando la potenziale crescita del prodotto interno lordo". Lo scrive Italo Bocchino sul sito di Generazione Italia. "Tremonti chiede al paese 25 miliardi di euro in due anni - scrive il Vice Presidente dei Deputati del Pdl - ma c'e' il sospetto fondato che non bastino e che tra qualche mese ci troveremo punto e daccapo. Le due gambe su cui poggia il decreto sono condivisibili - tagli alla spesa per 14 miliardi e maggiori entrate per 11 -, ma non c'e' traccia delle terza inevitabile gamba, rappresentata dal finanziamento dello sviluppo".

Secondo Bocchino, "serve osare di piu', fare una manovra piu' corposa e finanziare le imprese per lo sviluppo e le famiglie per i consumi. Dove tagliare? Ci permettiamo di offrire qualche idea, che poi sara' la colonna portante degli emendamenti che offriremo al Pdl, alla maggioranza e a tutto il Parlamento".

La prima, spiega, "e' tagliare gli acquisti per beni e servizi. Le amministrazioni pubbliche comprano beni o servizi per decine e decine di miliardi l'anno e queste cifre sono quasi raddoppiate negli ultimi dieci anni, essendo ormai svincolate da ogni controllo. Solo le regioni spendono 140 miliardi l'anno, di cui 70 per la sanita'. Basterebbe bloccare queste spese al 2009 per risparmiare 15 miliardi di euro e raddoppiare in due anni la manovra".

de vito piscicelli e riccardo fusi jpegde vito piscicelli e riccardo fusi jpeg

5 - DAVANTI A GUP FIRENZE A SETTEMBRE PROCESSO PER PISCICELLI...
(Adnkronos)
- Si terra' davanti al gup di Firenze Anna Favi, il 21 settembre prossimo, il processo per Francesco Maria De Vito Piscicelli, l'unico dei quattro imputati per il filone fiorentino dell'inchiesta sull'appalto della scuola marescialli ad aver scelto il rito abbreviato. Piscicelli, che si trova agli arresti domiciliari a Roma, ha ricevuto ieri la notifica del provvedimento.

Domani invece si aprira' a Firenze il processo, con giudizio immediato, per gli altri tre imputati, Fabio De Santis, Angelo Balducci e Guido Cerruti. Come confermato stamani dai legali di De Santis e Balducci, la difesa sollevera' davanti al collegio la questione della competenza territoriale, dopo che giovedi' scorso la Cassazione ha stabilito la competenza per Roma riguardo alla liberta' personale degli imputati.

6 - FINI A PD, GARANTIRO' CORRETTO SVOLGIMENTO LAVORI...
(Adnkronos)
- Da parte della presidenza della Camera e' 'sempre stato assicurato e lo sara' anche in futuro' il corretto svolgimento dei lavori parlamentari. Gianfranco Fini risponde cosi' al capogruppo Pd Dario Franceschini che in una lettera aveva sollecitato il presidente della Camera a rispettare regolamento e tempi per l'iter del ddl intercettazioni a Montecitorio, senza 'inaccettabili forzature'.

GIANFRANCO FINI E ITALO BOCCHINOGIANFRANCO FINI E ITALO BOCCHINO

7 - FINI, USCIRE DA CLIMA DI PERENNE CONTRASTO E CONTRADDIZIONE...
(Adnkronos)
- Bisogna uscire dal clima di "perenne contrasto e contraddizione" e realizzare le riforme. Il monito arriva dal presidente della Camera Gianfranco Fini, a conclusione della presentazione dell'indagine conoscitiva sui fenomeni distorsivi del mercato del Lavoro, stilata dalla commissione Lavoro della Camera, presieduta da Silvano Moffa, cui ha partecipato anche il ministro del Lavoro Maurizio Sacconi.

"Su questioni cosi' rilevanti che indicano la cifra politica complessiva e il livello di civilta' del Paese - ha affermato Fini, commentando il Rapporto - se si riesce ad uscire, nel prosieguo della legislatura, da un clima di perenne contrasto e contraddizione, che e' il sale della democrazia, ma che spesso in Italia e' rigida contrapposizione di ruoli, e si da' vita a riforme ampiamente condivise e partecipate, certamente si scrive un bel capitolo della politica italiana e di coloro che hanno a cuore la giustizia sociale".

"Dopo la giornata di oggi - ha continuato Fini - possiamo essere tutti piu' ottimisti, credo sia doveroso". Il presidente della Camera ha anche evidenziato che il Rapporto della commissione "e' molto serio, approfondito e innovativo e teso a garantire valori fondamentali: dignita' della persona, centralita' del mondo del lavoro e giustizia sociale".

"Il fatto che quel documento sia stato votato sostanzialmente all'unanimita', e' certamente rilevante come considero rilevante la presenza e la sensibilita' di Maurizio Sacconi che ha parlato da ministro del governo in carica e ha confermato la disponibilita' dell'esecutivo su temi cosi' complessi e socialmente rilevanti".

8 - BERSANI, AZZERARE CDA RAI. SERVE AMMINISTRATORE CON PIENI POTERI...
(Adnkronos)
- Un amministratore delegato con pieni poteri, "sia pure indicato dall'azionista Tesoro", scelto dai due terzi di un nuovo Cda, che abbia 180 giorni per presentare un piano di riorganizzazione da sottoporre al Parlamento; e un Consiglio di amministrazione espresso anche da Regioni e Comuni oltre che dalla Vigilanza. E' questa la proposta del Pd per cambiare la Rai, come scrive in una lettera al Corriere della Sera il segretario Pierluigi Bersani.

"Non ci stiamo, non si puo' piu' assistere -aggiunge Bresani- al degrado della Rai. Non si puo' avallare una gestione irresponsabile che squalifica il servizio pubblico. Non si puo' tollerare il ricatto di un primo ministro che minaccia quando vede programmi che non lo elogiano". Per il segretario del Pd "e' arrivato davvero il momento di cambiare: questa gestione governativa della Rai porta al crollo di quella che e' stata una grande azienda. La spinge verso posizioni marginali del mercato, succube di Mediaset e Sky su due settori strategici, quello della raccolta della pubblicitaria e quello della concorrenza sulle nuove piattaforme".

PIERLUIGI BERSANIPIERLUIGI BERSANI

"O si cambia la governance della Rai, o l'azienda andra' verso il baratro della decadenza. Ci sono due emergenze plateali: una democratica e una economico-industriale. Parte non piccola della responsabilita' e' di questo consiglio e di questo management che non ha saputo affrontare la sfida ne' mostrare la necessaria autonomia dalla politica", sottolinea Bersani, secondo il quale "se ci fosse in Parlamento una maggioranza che sentisse, come noi sentiamo, la responsabilita' di ridare credibilita' al servizio pubblico, questa piccola grande legge potrebbe passare in pochissimo tempo".

9 - CASINI, MODIFICARE LEGGE E DARE PRECEDENZA A MANOVRA ANTI-CRISI...
(Adnkronos)
- La legge sulle intercettazioni va cambiata e in Parlamento occorre dare la precedenza alla manovra anti-crisi. Lo dice il leader dell'Udc Pier Ferdinando casini, in una intervista a La Repubblica.

"Cosi' com'e' uscita dal Senato, la legge sulle intercettazioni va cambiata di tutto punto. Ci vuole un compromesso da trovare insieme Se io fossi il presidente della Camera terrei conto che la maggioranza vuole un iter rapido, ma userei anche il buonsenso. E il buonsenso dice che viene prima la discussione sulla manovra". Il provvedimento sulle intercettazioni, cosi' come approvato dalla maggioranza a palazzo Madama "non supererebbe il vaglio della Consulta", e in ogni casi, aggiunge Casini, "la Camera non e' l'ufficio timbri".

Berlusconi a Porta a Porta Casini sullo sfondoBerlusconi a Porta a Porta Casini sullo sfondo

Ci sono tre cose nella legge sulle intercettazioni, che secondo il leader Udc "proprio non vanno: sono rimasti fuori dalle deroghe reati fondamentali come il riciclaggio e l'estorsione; e c'e' la faccenda dei 75 giorni di intercettazioni rinnovabili che non sta in piedi ed e' evidente una gravissima violazione del concetto di liberta' di stampa. Le multe agli editori -spiega l'ex presidente della Camera- comporteranno inevitabilmente uno squilibrio tra i poteri della proprieta' e il principio dell'autonomia dei giornalisti".

10 - FORMIGONI, SE NON CAMBIA GOVERNO TRADISCE SUA LINEA...
(Adnkronos)
- "Se la manovra non cambia saremo costretti a tagliare i servizi o ad aumentare le tasse, cioe' a mettere le mani nelle tasche dei cittadini. E' il contrario della politica che il centrodestra sostiene". Lo dice, intervistato da La Repubblica, il Governatore della Lombardia Roberto Formigoni, secondo il quale "gli sprechi sono a Roma, non nelle regioni virtuose".

Secondo Formigoni occorre "dividere i tagli per i quattro comparti pubblici: ministeri, Regioni, Province e Comuni. Una modifica elementare che renderebbe la manovra sopportabile". In caso contrario "gli effetti ricadrebbero sui contributi alle imprese, sul trasporto locale, l'ambiente e la scuola. Proprio i capitoli di spesa che passeranno alle Regioni con il federalismo".

Formigoni dice di non contestare la manovra, ne' la sua entita', ma precisa che "se i tagli saranno orizzontali, uguali per tutti, regioni virtuose e non, sara' come non aver cambiato nulla. Se lo Stato ci tagliera' altri fondi saremo costretti a scegliere tra introdurre nuove tasse, tagliare i servizi o le strutture della sanita': tutte ipotesi inaccettabili".

ROBERTO FORMIGONIROBERTO FORMIGONI

11 - LIBIA: RAGGIUNTO ACCORDO CON BERLUSCONI, LIBERATI PESCHERECCI MAZARESI...
(Adnkronos) -
Sono stati liberati i tre pescherecci di Mazara del Vallo (Trapani) sequestrati all'alba dello scorso giovedi' dalla Libia. La svolta e' arrivata al termine di un incontro tra il premier Silvio Berlusconi e il colonnello Gheddafi.

silvio berlusconi gheddafisilvio berlusconi gheddafi

L'equipaggio delle imbarcazioni 'Alibut', 'Vincenza Giacalone' e 'Mariner 10' era stato fermato dalle autorita' libiche durante una battuta di pesca nel Golfo della Sirte in una zona che i libici considerano di propria esclusiva competenza. Gia' oggi i tre equipaggi potrebbero fare rotta verso l'Italia.

 

 
[14-06-2010]