IL SABBATICO DEL SULTANO - PUR DI SALVARE LA PROPRIA PRESIDENZA, BERLUSCONI È PRONTO A COMPIERE UN PASSO INDIETRO: “SPARIRÒ PER UN LUNGO PERIODO, PER RIGENERARMI” (IN VACANZA A PORTOFINO, ADDIO CERTOSA) – MA BASTERÀ A PLACARE SPUTTANOPOLI?...
Francesco Verderami per "Il Corriere della Sera"
In molti prevedono una sorpresa per Silvio Berlusconi in vista del G8, in pochi conoscono la sorpresa che sta preparando il premier dopo il G8. Perché è vero che attende con ansia il vertice dei Grandi, «non vedo l'ora che si tenga e che tutto vada per il meglio». Poi sparirà, puff, «sparirò per un lungo periodo, per rigenerarmi». Il Cavaliere disbrigherà le ultime incombenze. Forse già nei ritagli di tempo della prossima settimana convocherà il Consiglio dei ministri per il varo del Dpef.
Berlusconi vota
Dopo il varo del Dpef, chiesto con insistenza in questi giorni da Gianfranco Fini, Berlusconi organizzerà molto probabilmente il summit di governo a Santa Margherita Ligure, invocato da molti suoi ministri. E sarà allora che si congederà dal «teatrino », lasciandosi alle spalle Roma, Milano, la Sardegna, le storie di festini e di donnine che hanno minato la sua immagine.
È consapevole che la sua assenza scatenerà la solita ridda di ipotesi e supposizioni, perché com'è accaduto sempre in questi casi la mancanza di Berlusconi sarà riempita dalle voci sulla sua vita privata e sul suo stato di salute. Via dalla folla, darà indirettamente una risposta a Nanni Moretti: il Cavaliere si nota di più quando non c'è.
«Tornerò come nuovo», si è limitato a dire il premier. E se una tregua - come quella chiesta dal capo dello Stato per il G8 - è soggetta agli umori di quanti la sottoscrivono, una promessa dipende dalla forza di volontà di chi s'impegna a mantenerla. Sarà stata la pressione dei figli, l'irritazione di un amico come Fedele Confalonieri, l'avvilimento del suo braccio destro Gianni Letta, o più semplicemente una personale presa di coscienza, sta di fatto che il Cavaliere scomparirà dalla scene, si prenderà un sabbatico: «Approfitterò dell'estate per capire come ripartire. Con il governo. Con il partito. E anche con me stesso».
vignetta su berlusconi
Berlusconi si prepara a una svolta politica e di vita. E a decrittare le poche parole che si è concesso, non si capisce se sia più importante l'idea che gli frulla in mente per dare un nuovo impulso al Pdl - qualcosa di simile al discorso del predellino - o piuttosto l'abbandono dei maglioncini girocollo sotto il doppiopetto e delle bisbocce.
Chissà se tutto ciò basterà per porre una definitiva distanza dalle vicende che lo inseguono e che in privato lo mostrano stanco, stressato, davvero al limite della sopportazione, conscio com'è di essere ancora «nel mirino», esposto ad eventi che potrebbero incidere sul suo ruolo.
Di certo la svolta è necessaria, anzi obbligata, per un presidente del Consiglio che in autunno dovrà guidare il Paese per un sentiero stretto e impervio. Perché più del lodo Alfano che rischia di essere cassato dalla Corte Costituzionale, più della riforma della giustizia che doveva marciare di pari passo con il federalismo fiscale e invece è ferma al palo, sono la crisi economica e l'Abruzzo le priorità da affrontare e risolvere, pena il crollo della fiducia con un elettorato che - nonostante tutto continua a sostenerlo. Non foss'altro per assenza di un'alternativa.
Le «scosse» politiche passano intanto per le scosse sismiche. Ed è vero che ieri Gianni Letta ha elogiato Giulio Tremonti perché «ha indicato una linea e un metodo» per rimettere in piedi l'Abruzzo. Ma ci sarà un motivo se ancora l'altro ieri il sindaco dell'Aquila, Massimo Cialente, era preoccupato per il futuro della sua città: «La situazione è delicata sotto molti punti di vista. Quello fiscale, per esempio.
IL MOTOSCAFO DI BERLUSCONI CARICO DI BELLE RAGAZZE - AGOSTO 2008
Dal primo gennaio il governo ha previsto che i miei cittadini debbano tornare a pagare le tasse. Quali, se da noi le fabbriche sono cadute? Se i negozi del centro storico sono chiusi? A Berlusconi l'ho detto, lui mi ha risposto di star tranquillo. Però ho paura che così l'Aquila finisca per spopolarsi».
Ma è soprattutto sulla crisi economica che dopo l'estate il premier dovrà usare nuovi vocaboli e lanciare nuovi messaggi. Perché al ministero dello Sviluppo Economico ci sono 62 tavoli aperti per altrettante aziende in difficoltà, e non ci sono più funzionari a cui affidare i dossier che si moltiplicano. Non era mai accaduto nella storia un simile evento.
In crisi non sono solo le grandi imprese, su cui è posta l'attenzione dei media. È «la caduta degli invisibili », come l'ha definita ieri sul Corriere Dario Di Vico, il vero dramma che imporrà al governo di trovare una soluzione per fronteggiare l'aumento dei disoccupati.
La foto di un Paese in ginocchio potrebbe compromettere il premier più di una foto osée. Per questo serve un altro Berlusconi, e il Cavaliere l'ha capito.
lo sbarco in sardegna delle papi-girls
FOTOMONTAGGIO PROVINCIALIS (Berlusconi e Podesta') 






