INSIDER RENZING - IL GIP NON CHIUDE IL CASO SULLA SOFFIATA A DE BENEDETTI SULLE BANCHE POPOLARI, CHE FECE INCASSARE ALL'INGEGNERE UNA PLUSVALENZA DA 600MILA EURO. I PM HANNO PIÙ VOLTE CHIESTO L'ARCHIVIAZIONE MA IL GIUDICE VUOLE SENTIRE ANCORA L'UNICO INDAGATO, OVVERO IL SUO BROKER GIANLUCA BOLENGO, CHE AL TELEFONO CON L'EDITORE DI ''REPUBBLICA'' DICEVA…

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Estratto dall'articolo di Valeria Pacelli per il “Fatto quotidiano

 

renzi & de benedetti renzi & de benedetti

Il caso nato dalla presunta "soffiata" dell' ex premier Matteo Renzi che consentì a Carlo De Benedetti di guadagnare 600 mila euro in Borsa investendo sulle banche popolari alla vigilia della riforma, resta in sospeso. La richiesta di archiviazione per l' unico indagato, il broker Gianluca Bolengo, non ha convinto il gip Gaspare Sturzo, che avrebbe dovuto decidere se accogliere l' impostazione dei magistrati capitolini. Ma il giudice ha preferito fissare un' ulteriore udienza, per il prossimo 14 dicembre, per sentire (di nuovo) le parti, ossia i pm e la difesa di Bolengo.

 

Poi deciderà se archiviare o mandare Bolengo a processo.

Ma c' è una terza possibilità: il gip potrebbe ravvisare un reato nella chiacchierata precedente la riforma tra l' ex presidente del Gruppo Espresso e l' allora premier.

Per la Procura di Roma - come stabilito pure dalla Consob - né Renzi né De Benedetti hanno commesso un insider trading. E per questo non sono mai stati indagati.

Il sospetto potrebbe nascere da una telefonata tra l' ingegnere e il broker Bolengo. Si tratta di una conversazione registrata per legge dall' intermediario finanziario, acquisita dalla Finanza.

ezio mauro con matteo renzi e carlo de benedetti ezio mauro con matteo renzi e carlo de benedetti

 

Siamo a quattro giorni dal 20 gennaio 2015, quando il governo Renzi approva la riforma delle banche popolari: le prime 10 si devono quotare in Borsa e trasformarsi in Spa.

Il 16 gennaio 2015 De Benedetti chiama Bolengo e chiede di acquistare titoli di sei banche popolari (a eccezione di quella di Vicenza) per conto della Romed, di cui era presidente. È un' operazione che farà incassare una plusvalenza di 600 mila euro.

 

Durante la conversazione De Benedetti a un certo punto dice: "Il governo farà un provvedimento sulle popolari per tagliare la storia del voto capitario nei prossimi mesi una o due settimane". Poi aggiunge: "Volevo capire una cosa (incomprensibile) salgono le popolari?". E Bolengo: "Se passa un decreto fatto bene salgono". L' ingegnere assicura: "Passa, ho parlato con Renzi ieri, passa".

 

CARLO DE BENEDETTI E MATTEO RENZI A DOGLIANI DA CHI CARLO DE BENEDETTI E MATTEO RENZI A DOGLIANI DA CHI

Sentiti come persone informate sui fatti sia De Benedetti che l' ex premier negano di aver trasmesso o ricevuto informazioni riservate. E ne è convinta la Procura di Roma che non ravvisa alcun reato. In un primo momento, l' unico che viene indagato, ma per ostacolo alla vigilanza, è Bolengo. Ma a giugno 2016 i pm chiedono l' archiviazione. In questo atto si spiega anche perché non c' è stato insider trading.

 

A inizio gennaio 2015, essendo stati pubblicati sui giornali già dei rumors sulla riforma (anche se non si parla di un decreto legge, strumento inusuale rispetto al disegno di legge che ha tempi parlamentari più lunghi), secondo la Procura le due "informazioni privilegiate" necessarie per commettere un insider trading sono quindi la scelta di usare un decreto legge e la data di emanazione. De Benedetti non è preciso sulla seconda (nell' intercettazione parla di un "provvedimento" "nei prossimi mesi"), mentre sulla prima, i pm sostengono che sia stato Bolengo "a utilizzare in modo del tutto generico e, palesemente, senza connotazione tecnica, la parola 'decreto'".

(…)

 

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