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LA BELLA POLITICA: DA "FACCIAMO SQUADRA" A FACCIAMO SQUADRISMO - PRIMA LA CONTESTAZIONE CON FUGA DI ’MACELLO’ DELL’UTRI, POI LE ACCUSE ALLA BRAMBILLATA DI ORGANIZZARE SQUADRACCE PER FISCHIARE FINI A MIRABELLO. INFINE IERI SERA L’ACCOGLIENZA A BASE DI URLA E LAZZI A GIANNI LETTA E BUTTIGLIONE - Questo è lo stato dell’arte, con buona pace delle colombe che si affannano da una parte e dall’altra a raccontare la favola di una ricucitura in atto...

1- IL SITO DI GENERAZIONE ITALIA: LA BRAMBILLA STA PREPARANDO LA CONTESTAZIONE A MIRABELLO CONTRO IL PRESIDENTE DELLA CAMERA
La Stampa.it

PDL SECONDO I FINIANIPDL SECONDO I FINIANI

Proprio nel giorno in cui il presidente Napolitano parla di «evoluzione benigna» della febbre politica, si riaccende lo scontro tra Pdl e finiani. La miccia è la presunta contestazione ai danni di Fini preparata dai militanti berlusconiani guidati da Michela Vittoria Brambilla.

Domenica 5 settembre Gianfranco Fini, nella stessa minuscola piazzetta di Mirabello dove ventidue anni e 364 giorni fa Giorgio Almirante lo nominò suo successore il 6 settembre 1987, sembra prepararsi ad una nuova svolta illustrando il suo "manifesto". E ciò dopo quella che a Fiuggi trasformò il Msi in An, quella che a Gerusalemme lo portò all'abiura del fascismo e delle sue infami leggi razziali, quella che lo vide trascinare una destra riluttante dentro il Pdl. Ma, tanto per far tabula rasa delle indiscrezioni (tregue in atto con il Pdl, trattative avanzate sul processo breve e possibili punti d'incontro con Berlusconi) che vanno intensificandosi quanto più si avvicina il momento della prima uscita pubblica di Fini, scoppia l'ennesimo caso.

Pullman Pdl - NonleggerloPullman Pdl - Nonleggerlo

Il sito di Generazione Italia svela l'organizzazione di una contestazione di «squadristi del Pdl» pronti a rovinare la giornata a Fini a Mirabello, guidati niente di meno che dal ministro del Turismo Michela Vittoria Brambilla, che annuncia querela per diffamazione e parla di «un palese tentativo di mettere le mani avanti».

Ma Italo Bocchino non demorde e definisce il caso «un fatto estremamente grave dopo il trattamento mediatico che i giornali di famiglia hanno riservato a Fini, ai suoi e a tutti noi». La denuncia dei finiani è durissima: «Siamo davvero arrivati a un punto bassissimo: il Ministro del Turismo, invece di organizzare pullman di turisti stranieri alla volta della Provincia di Ferrara, nella magnifica Terra degli Estensi, perde tempo a organizzare pullman. Siamo alle comiche finali. E questa volta per davvero».

Dell'Utri contestazione Como - NonleggerloDell'Utri contestazione Como - Nonleggerlo

Questo è lo stato dell'arte, con buona pace delle colombe che si affannano da una parte e dall'altra a raccontare la favola di una ricucitura in atto. La realtà è che Fini - di fronte a quello che di fatto è già un partito, con i gruppi parlamentari di Futuro e Libertà, le truppe organizzate sul territorio di Generazione Italia e di Azione Nazionale, la fondazione Farefuturo con il suo webmagazine ed "Il Secolo d'Italia" - enuncerà il suo manifesto politico, ed il programma di una destra nuova su legalità, democrazia, coesione nazionale, lavoro, futuro per i giovani, relazioni sindacali, prospettive per superare la crisi.

Una "visione" che il presidente della Camera avrebbe volentieri portato nel Pdl che ha co-fondato, anche come capo di una minoranza interna, se non fosse stato dichiarato incompatibile con quel progetto politico da un pronunciamento del leader Silvio Berlusconi e dell'ufficio politico, se non fossero stati deferiti ai probiviri- si rimarca nel Fli - per essere espulsi uomini a lui fedeli come Bocchino, Briguglio e Granata, se non fossero stati invitati a dimettersi tutti i dirigenti locali di fede finiana.

Finiani - NonleggerloFiniani - Nonleggerlo

Tutte cose che restano un vulnus politico gravissimo - rimarcano i fedelissimi del cofondatore del pdl - e non consentono all'ex leader di An di prendere in minima considerazione i segnali distensivi che arrivano da Palazzo Grazioli, come le indiscrezioni di una intenzione del premier di rinviare il "processo" di fronte ai probiviri. Fini tiene le carte coperte sul discorso di Mirabello.

Ma intanto attraverso i suoi fa sapere che il no dei finiani al processo breve che sta a cuore al premier è da considerarsi irrevocabile. «Non può essere votato a scatola chiusa», chiude Italo Bocchino. «No ad amnistie nascoste», insiste Fabio Granata. Alla fine, poco sembra cambiato dai giorni della tesa direzione di Aprile e del «che fai mi cacci?» pronunciato da Fini con il dito alzato contro il premier. Torna il gioco del cerino, con Berlusconi che denuncia il 'tradimentò di Fini se non consentirà l'approdo delle riforme, soprattutto della giustizia e del processo breve, e Fini che respinge la linea del 'prendere o lasciarè rilanciando con il manifesto di Mirabello. Dove parlerà come ancora da cofondatore espulso dal Pdl, con davanti a sè un partito di fatto pronto a realizzare ad ogni costo la 'visionè politica del suo leader. estra.

2- STANDING OVATION PER IL PRESIDENTE NAPOLITANO, CONTESTATI BUTTIGLIONE E LETTA
Fulvia Caprara per 
La Stampa.it

Elisabetta Tulliani e la madre Francesca Frau da PanoramaElisabetta Tulliani e la madre Francesca Frau da Panorama

La 67esima Mostra del cinema di Venezia ha trovato la sua vera star, quella capace di rubare a tutti la scena, quella che fa scattare il pubblico in piedi mentre crepitano i flash dei fotografi, quella su cui ognuno ha la propria, precisissima opinione. Il suo nome è politica e ieri, al Lido, ha vissuto una grande giornata.

Il primo atto si è svolto sul tappeto rosso, durante il rito della passerella, quando dodici poliziotti del Coisp, coperti da altrettante sagome con coltelli infilati nelle schiene, hanno protestato, applauditissimi, contro i tagli dei fondi per la sicurezza e per le forze dell'ordine. Titolo del film, «Ci hanno pugnalato alle spalle», sottotitolo, «la sicurezza è merce di scambio e la maggioranza è ormai inesistente». Il secondo round ha riguardato il sottosegretario alla presidenza del Consiglio, Gianni Letta, accolto dalla folla con fischi corredati da qualche invito, «Vattene a casa!».

ifiniifini

Del terzo, il più emozionante, è stato protagonista assoluto il Presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, che si è seduto nella parte alta della Sala Grande del Palazzo del cinema, senza smoking e con una cravatta rossa che spiccava sulla camicia bianca accanto alla moglie Clio e al presidente dell'Udc, Rocco Buttiglione, che aveva ricevuto anche lui la sua dose di fischi all'entrata. La platea è scattata in piedi tributandogli una standing ovation, tutti a battere le mani, tra i più convinti gli attori del film inaugurale, Black Swan, Vincent Cassel, il marito di Monica Bellucci, e la protagonista Natalie Portman.

generazione italiagenerazione italia

Subito dopo tocca a Letta, invitato in palcoscenico per premiare Armando Trovajoli, 93 anni oggi, trecento colonne sonore per i cinema, che commenta: «L'emozione è molto grande, un regalo di compleanno di questo genere non me lo sarei mai aspettato. A 93 anni avere questo riconoscimento un po' immeritato». L'ovazione verso Napolitano, dice Letta, è il «segno di devozione e riconoscenza che tutti gli italiani devono al Presidente della Repubblica».

napolitano a venezianapolitano a venezia

A lui, pochi attimi prima, il presidente della Biennale, Paolo Baratta, aveva rivolto un saluto speciale, aprendo il discorso con il tema spinoso del cantiere per il nuovo Palazzo: «Questo è un periodo importante per la Biennale. Lo Stato, il governo, il ministero per i Beni culturali, nel momento dei tagli alla spesa pubblica, mantengono fermi i fondi per questa Mostra».

 

 
[02-09-2010]