“FATELI SCENDERE” – NUOVO APPELLO DELLA GUARDIA COSTIERA AL VIMINALE: “AUTORIZZATE LO SBARCO DALLA DICIOTTI” – MA SALVINI VUOLE LE IDENTIFICAZIONI DEI MIGRANTI A BORDO – SALE LA TENSIONE: “ MOLTI MIGRANTI CHIEDONO ASSISTENZA PSICOLOGICA“ - OGGI POMERIGGIO È ATTESA UNA GRANDE MANIFESTAZIONE ANTIRAZZISTA AL PORTO DI CATANIA

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Da repubblica.it

migranti a bordo della diciotti migranti a bordo della diciotti

Per 150 migranti ancora una notte passata all’aperto sul ponte della nave Diciotti. E ancora da Roma nessuna comunicazione. Ieri sera dal comando dell’imbarcazione della Guardia costiera è stata inviata al Viminale l’ennesima richiesta di autorizzazione allo sbarco. Nel documento si segnala che alcuni dei migranti hanno comunicato l'intenzione di attuare lo sciopero della fame, che militari della nave hanno intercettato la richiesta di esporre un cartello dal pattugliatore con la scritta in inglese 'Please, help us' (per favore aiutateci).

 

MATTEO SALVINI MATTEO SALVINI

La tensione a bordo sale di giorno in giorno: “ Molti chiedono assistenza psicologica, sono stressati, stanche e privati “, racconta Paola Ottaviano che si occupa di dare assistenza legale si migranti e ieri è salita sulla Diciotti con l’ex deputato Stefano Fassina.

 

 

Oggi al porto di Catania è in programma una grande manifestazione antirazzista: “facciamoli scendere”, lo slogan del raduno organizzato dalla Rete antirazzista, Legambiente, Pax Christi, Cobas, Arci, Anpi, No Muos e centri sociali.

 

la nave diciotti a catania 5 la nave diciotti a catania 5

Ma forse oggi sarà anche il giorno in cui il ministro dell’Interno Matteo Salvini, che continua a vietare lo sbarco, potrebbe provare a mettere in atto la soluzione che lui ha proposto ieri annunciandola a Zapping, la trasmissione radio Rai: “Sto valutando la possibilità di fare procedure di identificazione e riconoscimento per individuare profughi veri, che sono la minoranza, dai finti profughi prima ancora che le persone sbarchino”.

 

Il ministro pensa cioè di effettuare in nave le verifiche che normalmente richiedono mesi nei centri di identificazione: la procedura del riconoscimento dell’eventuale diritto è infatti necessariamente lunga e complessa. Ma qui a Catania si attendono comunicazioni ufficiali dal Viminale, ad oggi mai arrivate: nemmeno lo stop allo sbarco è stato deciso con un atto formale e su questo sta indagando la procura di Agrigento .

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