LE SACRE PENSIONI DEI PRETI-SOLDATI - MALEDETTI DIAMANTI! LA CAMICIA VERDE NON VA PIÙ DI MODA - L’ULTIMA TROVATA DI OPUS LEI: TAGLIATA LA SEDE DI CORRISPONDENZA DELLA RAI A NEW YORK - “IL GIORNALE” CHIUDE ANCHE A GENOVA - 207 COMUNI COMMISSARIATI INTERESSATI DALLE PROSSIME AMMINISTRATIVE - RINVIATI ANCORA I LAVORI PER LA METRO C A ROMA - L’ANAS NON ESCE DAL TUNNEL DELLE GALLERIE A RISCHIO SICUREZZA - L'INFERNETTO DI ESSELUNGA - IL “BUGIARDINO D’ORO” A RENZI…

Gianluca Di Feo e Primo Di Nicola per "l'Espresso"

IL CARDINALE ANGELO BAGNASCO jpegIL CARDINALE ANGELO BAGNASCO jpeg

1 - SANTISSIME PENSIONI...
Il cardinale Angelo Bagnasco, presidente della Cei, è un pensionato dell'esercito. Come ordinario militare, cioè vescovo a capo dei sacerdoti al seguito dei soldati, per lo Stato è un generale di brigata, ruolo che può dar diritto a una pensione fino a 4 mila euro. Il cardinale ha prestato servizio solo per tre anni, ma arrivato al 63mo compleanno ha maturato il diritto a un vitalizio. La questione dei trattamenti pensionistici dei cappellani militari, che sono preti ma anche ufficiali, è un bel dilemma.

Interrogato dai radicali, il ministro della Difesa Giampaolo Di Paola ha risposto che l'Inpdap non sa dire quanto costino, però ha stimato che la media degli assegni dei circa 160 religiosi (16 alti graduati) ritirati si aggirerebbe sui 43 mila euro lordi annui. Sommando questa cifra con gli 8,6 milioni degli stipendi dei 180 preti-soldati ancora attivi, compresi i monsignori, si arriva a 15 milioni di euro l'anno. Senza contare che i soli uffici centrali dell'Ordinariato pesano per altri 2 milioni. R. Bian.

2 - CAMICIA VERDE DI VERGOGNA...
La politica è un mondo che vive anche di simboli ma, ultimamente, uno di essi è diventato piuttosto ingombrante: è la camicia verde, dal 1994 simbolo dei militanti, dei dirigenti e anche dei parlamentari della Lega. Eppure, è già da un po' che in giro per le Camere non si vede più nessuno sfoggiarla.

borghezio pugnoborghezio pugno

L'unico che insiste è il senatore Giovanni Torri da Parma, che ogni giorno varca la soglia di palazzo Madama con addosso l'amata camicia verde ben stirata, su cui fa bella mostra la cravatta verde scuro con il simbolo del Carroccio e del Senato intrecciati, capo che i senatori hanno fatto fare apposta per distinguersi dai colleghi deputati.

Eppure la camicia verde ormai non va più, sostituita sempre più spesso da una pochette, anch'essa verde, cacciata ben in fondo al taschino della giacca, in modo che si veda appena. "Per forza", spiega Torri, "la camicia verde ormai tocca cambiarla prima di salire in treno, perché altrimenti capita che ti venga chiesto "dove sono i diamanti?"". G. C.

3 - CHE BOMBA I RIMBORSI...
"L'ho spiegato a D'Alema, esperto in strategie militari...". Nel cortile della Camera, davanti a un gruppo di deputati, strepitoso show di Ugo Sposetti, ex tesoriere dei Ds, contro i leader Alfano, Bersani e Casini che hanno firmato la legge sul finanziamento pubblico ai partiti bocciata dal presidente di Cassazione come incostituzionale. "Com'è fatto un esercito? C'è il generale, i generali di corpo d'armata, i colonnelli. Ma se c'è da togliere un ordigno della seconda guerra mondiale che non è esploso chi viene mandato? Il soldati del Genio artificieri. E invece sui rimborsi elettorali la legge hanno voluto scriverla i generali. E si visto com'è andata: gli è scoppiata tra le mani!". T.M.

Gianfranco FiniGianfranco Fini

4 - FLI SCARICA-MANIFESTI...
L'ha sbandierato ai quattro venti, l'ha scritto pure su Twitter: "La campagna Liste Pulite di Fli sarà a costo zero, non stamperemo neanche un manifesto". Salvatore Tatarella, fratello del noto Giuseppe ed eurodeputato finiano, si è vantato di come la propaganda non avrebbe avuto impatti sulle casse del partito. Peccato che si sia dimenticato un particolare: i grandi manifesti sono stati spediti ai circoli perché li stampassero loro.

LORENZA LEILORENZA LEI

Perciò nei gazebo per raccogliere le firme per la petizione popolare ci saranno eccome i cartelloni con il faccione di Fini e la scritta "Fuori i corrotti dalla politica", solo che le spese per realizzarli non saranno a carico della segreteria nazionale. Così Tatarella ha dovuto fare dietrofront: "Non stamperemo noi, intendevo dire, ci affideremo al territorio". Insomma, lo scaricabarile diventa scarica-manifesti. R. Bian.

5 - RAI TAGLIA NEW YORK...
La Rai anticipa la riforma del lavoro con la chiusura della sede di corrispondenza di New York. Trentotto persone in mezzo alla strada, senza reintegro all'orizzonte né indennizzo. I giornalisti si trasferiranno in un ufficio dell'Associated Press. Una stanza singola. E tutto nell'anno delle elezioni americane. Il risparmio consentirà a Lorenza Lei di poter dire che c'è il segno più nel bilancio del servizio pubblico. Certo, le spese per gli avveniristici studi di Tribeca erano folli e insostenibili - ripetono al settimo piano di viale Mazzini - ma l'unico a salvarsi potrebbe essere proprio l'artefice del disastro: il potente capo di Rai Corporation Guido Corso (al timone da oltre vent'anni) che, secondo i bene informati, sarebbe già pronto con una propria società a raccogliere gli appalti americani della Rai. M. R.

6 - DURA LEX SED DUREX...
Una campagna inesistente conquista l'oro nell'ambito premio dell'Art Director Club Italiano. Ne dà notizia http://badavenue.wordpress.com/ il blog di Donald Draper (pseudonimo tratto dal serial tv "Mad men") che terrorizza il mondo della pubblicità con rivelazioni in forma anonima. La campagna incriminata è quella, creata dall'agenzia McCann Erickson, per un lubrificante intimo della Durex che, secondo regolamento, può partecipare nonostante sia stata pubblicata, pare, una sola volta su un quotidiano ligure.

profilattici DUREXprofilattici DUREX

Un ruspante e tatuato omaccione brinda in un club esclusivo: "Con Durex Lubes puoi introdurti ovunque", ma appunto è un falso d'autore. E Giovanni Pagano, art director di Tribe Communication, si rivolge ai vertici di Adci: "Quante volte è uscita? Se il risultato è quello che tutti sappiamo, eliminate questo preservativo difettato. Come è possibile ridare dignità al mestiere di pubblicitario se contestualmente lo si mortifica?". D. Gua.

7 - LIGURIA ADDIO...
Per Il Giornale di Paolo Berlusconi una delle piazze più strategiche è Genova, dove il Pdl, da quando il Cavaliere è in politica, non ha governato un giorno: qui, con la mission di intercettare la nicchia dei lettori di destra, il quotidiano di Sallusti ha una delle sue tre redazioni decentrate (insieme a Roma e Napoli) che sotto la guida di Massimiliano Lussana produce un'agguerrita edizione locale.

Ma ora con la pax montiana e il crollo di copie (da una diffusione di 183 mila del 2010 a 155 mila nel 2011) l'editore passa ai tagli: la redazione di Genova sta per essere venduta al Polo Grafico del Piemonte, piccolo gruppo cuneese che ha già rilevato le pagine torinesi del "Giornale". Un destino che i 10 tra giornalisti e grafici hanno appreso a cose fatte. E ora sono loro, sempre critici contro il potere dei sindacati liguri, a chiedere tutela. V. C.

8 - LUSSO ESENTASSE...
Milano val bene uno spot. La revisione del canone sull'occupazione del suolo pubblico è stata una croce per la giunta Pisapia, motivo di scontro tra assessori e di bagarre in consiglio. Gli aumenti sono scattati a gennaio per le bancarelle di antiquari, espositori e librai. Il Comune contava di incassare 15 milioni ma di fronte alle proteste ha corretto il tiro limando i prezzi e accantonando l'idea degli sconti per gli eventi di moda e design. Pace fatta? Macché, la guerra va avanti tra ricorsi, serrate e raccolta firme.

PAOLO BERLUSCONIPAOLO BERLUSCONI

Anche perché il regolamento che fa scattare i rincari, al tempo stesso esonera totalmente chi realizza campagne che "promuovano indirettamente Milano". Ad approfittarne, paradossalmente, sono proprio le griffe del lusso. A maggio, ad esempio, Trussardi realizzerà le riprese per il lancio di una nuova fragranza senza versare un euro alle casse comunali. Altre città stendono tappeti rossi a chi gira un film, Milano si accontenta anche di uno spot. T. Mc.

9 - PARLAMENTO IN CIFRE...
207 sono i Comuni commissariati le cui amministrazioni saranno rinnovate nelle prossime elezioni. La motivazione prevalente è quella politica, determinata dalla sfiducia o dimissioni del sindaco o dei consiglieri comunali. Mentre sono state riscontrate gravi ingerenze della criminalità organizzata in 29 Comuni (16 in Calabria, 7 in Campania, 3 in Sicilia, 2 in Liguria e 1 in Piemonte).

10 - CORSA ALLA CAMERA CON VISTA...
Se Casini lascia, Lega e Reponsabili si allargano: succede alla Camera dove le stanze dell'Altana di Montecitorio con splendida vista sul Cupolone di San Pietro lasciate dal leader dell'Udc con la rinuncia ai propri benefit da ex presidente della Camera, sono state divise dall'amministrazione di Montecitorio tra due deputati segretari di presidenza. A beneficiarne sono infatti Giacomo Stucchi della Lega e Michele Pisacane di Popolo e Territorio. B. C.

11 - D'ALEMA PESA I BILANCI CARIOCA...

È stato un Massimo D'Alema nell'inedita veste di analista di bilanci aziendali quello che si è rivelato in un seminario a inviti organizzato dall'Ispi (Istituto per gli studi di politica internazionale) a metà aprile. Il tema dell'incontro, alla presenza di 150 tra esperti di diplomazia, manager e intellettuali, era "La politica estera italiana".

Quando si parlava dell'attivismo di alcuni grandi gruppi italiani in Sudamerica, l'ex premier ha chiosato: "I bilanci Fiat, Pirelli e Telecom quadrano grazie al Brasile non grazie a casa nostra". Diversa la visione espressa nello stesso seminario da Franco Frattini (Pdl) che, secondo un tweet di un partecipante ai lavori Ispi, ha detto: "Mi auguro che questa fase di unità nazionale continui per non commisurare grandi tematiche a logiche partitiche". M. A.

MASSIMO D'ALEMAMASSIMO D'ALEMA

12 - L'IDV NON SENTE LA SVEGLIA...
"All'Idv stamattina non hanno sentito la sveglia...". È il commento a cui si è abbandonato un deputato del Pdl alla fine dell'informativa alla Camera del ministro dell'Interno Cancellieri sulla vicenda dei clandestini tunisini rimpatriati con la bocca chiusa dallo scotch. Al dibattito successivo alla relazione della responsabile del Viminale, alle nove del mattino di venerdì in un'aula praticamente deserta, sono infatti intervenuti solo i rappresentanti di Pdl, Pd, Udc e Fli. Non c'era, invece, nessuno dei dipietristi. B. C.

13 - BEFFA FISCALE...
Il paradosso e la beffa. Il decreto fiscale condanna Caerano di San Marco (Tv), comune di 8 mila abitanti "colpevole" di avere ricevuto una donazione da 1,5 milioni di euro da destinare all'edilizia scolastica. Soldi che inseriti a bilancio hanno portato in passato allo sforamento del patto di stabilità comportando taglio dei finanziamenti e penali per 200 mila euro.

Ora per giunta dovranno essere "trasferiti" allo Stato: la norma, passata in Senato, imporrà (salvo modifiche) sanzioni pari all'ammontare dello sforamento. E anche restituire la somma ai donatori comporterebbe l'aggravante di un danno erariale. Finora solo il Quirinale ha risposto agli appelli del sindaco Angelo Ceccato e agli emendamenti del Pd, bocciati in commissione Bilancio. "È in discussione la vita della comunità eppure siamo un comune virtuoso. Fanno pagare ai comuni quello che non sono riusciti a tagliare sui ministeri". A.Br.

14 - METRO C SENZA FINE...
Tutto rinviato a fine anno. Bisognerà aspettare ancora nove mesi per mettere la parola fine alla controversia in corso fra Metro C spa, incaricata della realizzazione della linea C nella Capitale, e Metropolitane di Roma, che ha appaltato l'opera. Il contenzioso, la cui definizione è stata affidata a un collegio arbitrale, "vale" 1 miliardo e 394 milioni di euro e, dopo vari rinvii, si sarebbe dovuto chiudere il 12 marzo.

MINISTRO ANNA MARIA CANCELLIERIMINISTRO ANNA MARIA CANCELLIERI

La Corte dei conti, che ha messo a fuoco sprechi e ritardi nella realizzazione della linea C, già a dicembre sottolineava: "La determinazione di questioni di notevolissima rilevanza contrattuale ed economica, che avrebbero richiesto una trattazione rapida, verrà definita a quattro anni dall'insorgere della controversia, aggravando lo stato di incertezza generale sul progresso dell'opera". Ora si aggiunge un nuovo rinvio: la lite miliardaria dovrebbe essere risolta a dicembre. Altro che "Trattazione rapida". M. G.

15 - HO PERSO L'ANAS NEL TUNNEL...
Il ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti è preoccupato: c'è il serio rischio che Anas e concessionarie private non riescano ad adeguare gli standard di sicurezza delle gallerie stradali entro aprile 2019, come l'Italia si è impegnata con l'Europa. L'allarme è contenuto in una relazione del dicastero retto da Corrado Passera depositata in Parlamento. Gli interventi programmati, si legge nel rapporto, hanno diversi oneri: finanziari, economici, operativi e logistici.

Questi oneri, secondo il dicastero, "appaiono tali da porre significative incertezze e preoccupazioni in ordine alla possibilità di rispettare il termine di adeguamento programmato". Per questo, gli uffici tecnici del ministero consigliano di fatto al viceministro Mario Ciaccia "una proroga del termine fissato" per l'aprile 2019. La sicurezza delle gallerie, evidentemente, può attendere. M.A.

16 - L'INFERNETTO DI ESSELUNGA...
Sembra sia già tutto deciso: Esselunga sbarcherà anche nella capitale. L'iter burocratico è ancora lungo, ma il gruppo di Bernardo Caprotti è sicuro che presto erigerà all'Infernetto (periferia sud di Roma) il suo mega centro commerciale. Il progetto da 100 mila metri cubi però deve confrontarsi con i problemi geologici di una zona caratterizzata da terreni paludosi, dove il rischio idrogeologico è stato aumentato da insediamenti abusivi e vecchie cementificazioni: anche la piena di un anno fa provocò un morto proprio in quella zona. Il piano per costruire uno shopping center nacque nel 2002 su un'area di 12 ettari della famiglia Laoconte.

CORRADO PASSERACORRADO PASSERA

Cinque anni dopo il Campidoglio di Veltroni approva con riserva l'operazione. Poi - come sottolineato in un esposto alla procura dal Laboratorio Urbanistica LabUr - la pratica subisce diversi cambiamenti e passaggi, finché dopo la vittoria di Gianni Alemanno compare il nome di Esselunga. Mancano ancora le autorizzazioni della Regione. Ma il gruppo lombardo è ottimista: "Nei prossimi due-tre anni abbiamo in programma l'apertura di negozi a Roma". E gli abitanti dell'Infernetto hanno trovato nella casella della posta il dvd "Il mago di Esselunga", diretto da Giuseppe Tornatore: un modo di preparare il clima in vista dell'arrivo.
G.Pa.

17 - CHI HA NASCOSTO L'AUTOVELOX...
Nel decreto Semplificazioni spunta una penalizzazione per i Comuni che non rendono conto di come utilizzano le multe degli autovelox. I sindaci devono presentare una relazione in cui indicano se hanno destinato, come previsto dalla legge, gli incassi delle multe a migliorare manutenzione e sicurezza delle strade, ma pochissimi hanno rispettato l'obbligo. Così la commissione Finanze della Camera presieduta da Gianfranco Conte (Pdl), in accordo con il governo, con un emendamento ha previsto una penalizzazione per i municipi inadempienti: dovranno rinunciare al 90 per cento della metà degli incassi che gli spettavano e le inadempienze saranno considerate danno erariale che andrà segnalato alla Corte dei conti. M.A.

18 - FOLLINI CONFESSA IL VOLO D'EPOCA...
Dopo più di trent'anni, Marco Follini ha confessato il suo peccato originale in fatto di casta: un passaggio su un aereo blu nel lontano 1975. A un convegno organizzato dalla fondazione Sturzo il senatore del Pd ha rivelato di aver viaggiato, poco più che ventenne, su un volo presidenziale invitato da Aldo Moro. Destinazione, la Fiera del Levante di Bari, dove l'allora presidente del Consiglio era atteso come ospite. "Per fortuna all'epoca non c'erano i giornali di inchiesta di oggi", ha scherzato Follini, che un paio di anni dopo - forse anche per la buona impressione fatta in quella circostanza - sarebbe diventato presidente dei giovani dc. P. Fa.

19 - AUT AUT ALLA MAFIA
Un aut aut, lanciato in una regione che finora si è sentita immune dalla colonizzazione dei clan. Adesso però anche l'Emilia sta scoprendo l'infiltrazione dei boss e sei Comuni hanno lanciato il primo festival regionale contro le mafie, dal 7 al 13 maggio. L'iniziativa nasce dai municipi di Bazzano, Crespellano e Montevecchio (Bologna) assieme a Castelfranco Emilia, Spilamberto, Savignano sul Panaro (Modena). "Stiamo agendo per rinforzare la nostra corazza istituzionale", ha detto il vicepresidente della Regione, Simonetta Saliera.

Bernardo CaprottiBernardo Caprotti

20 - RENZI CADE IN BATTAGLIA...
L'accademia della bugia di Pistoia, presidente onorario Gene Gnocchi, gli ha assegnato il bugiardino d'oro 2012, ma chissà se Matteo Renzi andrà a ritirarlo, il 5 agosto prossimo. Motivo del premio? Una gaffe in cui il sindaco di Firenze è incorso nel suo ultimo libro, "Stil novo", edito da Rizzoli. A pagina 184, descrivendo gli affreschi del suo ufficio, in Palazzo Vecchio, Renzi scrive: "Alla mia destra c'è la battaglia di Gavinana, il quartiere che nel 1530 diventa teatro dello scontro tra le forze della Repubblica e quelle di Carlo V".

Errore da matita rossa perché la battaglia avvenne a Gavinana, un paese della montagna pistoiese, e non nell'omonimo quartiere fiorentino. Dove i giovani del Pdl si sono affrettati a depositare una lapide commemorativa della battaglia di Gavinana in polemica con il sindaco "che rottama anche la storia". Ma Renzi ha replicato con spirito: "Sono felice che i giovani del Pdl abbiano letto un libro". Poi riconoscendo l'errore, ha aggiunto: "Ce ne sono altri tre di cui non si sono accorti". La caccia alle gaffes continua. M. LA.

21 - AGENDA ALLA TORINESE
È piena zeppa di torinesi la cabina di regia dell'Agenda digitale dei ministeri dello Sviluppo economico e dell'Università, che cooperano e un po' competono sull'Agenda. Sono due in particolare al lavoro: l'economista torinese Stefano Firpo, capo della segreteria del ministro Corrado Passera, e Mario Calderini, milanese di nascita e torinese d'azione, docente al Politecnico, già presidente di Finpiemonte e ora consigliere per l'innovazione del ministro Francesco Profumo.

Alla cabina di regia, sui temi dell'innovazione, fornisce spunti un altro torinese come Profumo, Juan Carlos de Martin del Politecnico e direttore del Centro Nexa dello stesso Politecnico piemontese. Nella squadra progetti speciali su innovazione e start up, seguita da Calderini, spicca Lorenzo Benussi, business developer di un altro centro torinese, il Top-Ix. M.A.