L’ETERNO RITORNO DEL VENDITORE DI MATERAZZI PERMAFLEX DI FROSINONE - P2, LE IPOTESI SONO DUE: UN’ORGANIZZAZIONE DI GOLPISTI O DI FELLONI AFFARISTI? - CARA CONCITA, GELLI ALL’INFERNO VA BENE MA LA GRAMMATICA CHE TI HA FATTO DI MALE?
LETTERA: CONCITA? GELLI ALL'INFERNO VA BENE, MA LA GRAMMATICA CHE TI HA FATTO DI MALE?
Gentile Dago,
alla direttrice Concita De Gregorio che, da quello che leggo sul suo sito, epura con la stessa disinvoltura con cui sorride in Tv, mi permetto di far notare a proposito dell'editoriale di sabato 1 novembre in cui scrive che ai sedicenni che frequentano la sua casa che non sanno chi è Gelli "Bisognerebbe che qualcuno glielo avesse spiegato". Errore da matita rossa! "Bisognerebbe che qualcuno glielo spiegasse" oppure "Ci sarebbe stato bisogno che qualcuno glielo avesse spiegato", Altrimenti questi poveri ragazzi sapranno chi è Gelli ma non impareranno la grammatica che è altrettanto utile!!!!!!
Inoltre, io che ero una lettrice assidua della "vecchia" Unità, constato con molta, moltissima sorpresa che Travaglio è stato addomesticato: ora scrive sempre dello stesso argomento di cui parla la direttrice e non fa più le pulci al Pd infatti gli sfuggono tante notizie gustose che leggo altrove ad esempio su Veltroni. E come mai non spende una parola in difesa dei colleghi epurati dalla signora Concita come fece a suo tempo, giustamente, per Guzzanti, Santoro ecc...? Non ci dica che anche lui deve campà!
Annina
1 - GRAN MAESTRO UNICO
Marco Travaglio per l'Unità
Ci dissociamo preventivamente dalle polemiche che susciterà (se ne susciterà) la decisione di Odeon Tv di affidare a Licio Gelli un programma storico. Non si vede perché il venerando e venerabile vecchietto non potrebbe dispensarci i suoi revisionismi, visto che fra l'altro è in ottima compagnia. Perché stava nella P2? Ci stavano anche il nostro premier, il suo capogruppo Cicchitto, gli ottimi Costanzo, Gervaso e Trecca (tutti conduttori di programmi in tv, ovviamente Mediaset). Perché è stato condannato per il crac Ambrosiano e i depistaggi sulle stragi? C'è chi, per molto peggio, siede in Parlamento (anche il senatore pregiudicato Ciarrapico è inseguito da anni dai creditori del fu Ambrosiano).
E sono un po' peggio di Gelli alcuni ospiti del suo programma prossimi venturi: tipo Andreotti o Dell'Utri. Oltretutto Gelli, diversamente dai nove decimi di quelli che infestano la nostra tv, è informato sui fatti. Tant'è che ieri ha elogiato Dell'Utri e la Gelmini (apprezza molto i grembiulini), attaccato le opposizioni che si oppongono e magnificato Al Tappone, «il solo che può proseguire il mio Piano di rinascita». Piano che, tra parentesi, il Maestro nascondeva pudicamente nel doppiofondo della valigia della figlia, mentre ora l'Allievo lo annuncia (e lo peggiora) ogni giorno a reti unificate.
Un solo appunto ci permettiamo di muovere al sor Licio. Il titolo del programma, «Venerabile Italia», è loffio. Molto meglio «Gran maestro unico». Più attuale.
Concita De Gregorio
2 - 5 RISPOSTE DA OMAR CALABRESE: IL VERO POTERE È INVISIBILE
da l'Unità
1. Il Maestro invisibile
Nel 1983 su «Panorama» notavo che Gelli non mostrava quasi mai la sua immagine. Circolava una sola fotografia, di tre quarti, espressione pacata. Un regime di invisibilità scientemente utilizzato: il segreto è il segno dei veri potenti. Ora Gelli annuncia un programma televisivo. E al di là del moto di scandalo, registro la stranezza: perché lo fa, ora che è anziano, con quei trascorsi giudiziari?
2. L'ora della rivincita
Le ragioni possono essere varie. La P2 suscitò tanto scandalo. Siamo al terzo governo Berlusconi, ma un atteggiamento così violento non c'era mai stato. Il clima è quasi da guerra civile, da caccia all'uomo, da recupero di quelli «maltrattati» in precedenza. Il desiderio di rivincita può trovare credito.
3. Destra revanscista
Il revanscismo è un tratto della nuova destra europea: anche Sarkozy dà le colpe al '68.
4. Presenta il conto?
Non si può fare a meno di pensare, però, che questa sia una richiesta di rimborso a Berlusconi, che nella P2 ci stava e ora è così autonomamente potente. Ipotesi maliziosa?
5. La tv-lavatrice
La tv è priva di storia e di spessore, Aristotele e Paperino diventano uguali . Ma nel suo caso parliamo di storia recente, cronaca. E chi fa la tv con Gelli userà il clamore suscitato.
3 - L'ETERNO RITORNO DI LICIO
Filippo Ceccarelli per La Repubblica
E se fosse davvero eterno? Perché con questa storia del programma televisivo, ma anche del film sulla sua vita che George Clooney - addirittura! - dovrebbe interpretare, viene il dubbio che il Venerabile, o «l´Aretino», come si presentava anche se di Pistoia, o «l´ingegner Luciani», altro pseudonimo usato ai tempi delle sue scorribande nel Palazzo, ecco, il sospetto è che la leggenda di Licio Gelli sia destinata a entrare nel tempo infinito dell´immortalità.
Da questo punto di vista, il trapasso del Venerabile nell´aldilà mediatico, il suo risolversi in fotogrammi e pixel ad alta definizione potrebbe essere letto come l´aggiornamento tecnologico dell´esoterica fantasia secondo cui egli sarebbe la reincarnazione o il proseguimento di un unico personaggio che nei secoli avrebbe preso le fattezze e il nome del conte di Saint-Germain, di Cagliostro, di Louis-Claude di Saint Martin o del mitico Christian Rosenkreutz.
Vai a sapere. Certo l´uomo, che compirà 90 anni il prossimo 21 aprile, ha sempre offerto notevoli risorse evocative, una delle quali è una certa propensione per le identità fuggevoli ai limiti e talvolta oltre l´istrionismo; e basti qui segnalare che in uno dei tanti libri-interviste, anzi nel migliore (Sandro Neri, Parola di Venerabile, prefazione di Sandra Bonsanti, Aliberti, 2006) c´è una raccolta di foto, verosimilmente rese dall´intervistato, una delle quali ritrae lo durante la latitanza in Francia in tenuta da suonatore ambulante con tanto di organo a rullo o a cannone, altrimenti detto organetto di Barberia (ma senza scimmietta che ritira il soldino).
Detto questo, la provvisoria, ma ricorrente eternità di Gelli nella vita pubblica rappresenta pur sempre un a dir poco enigma sconfortante. E non solo perché sanziona come l´Italia continui a restare prigioniera non solo del suo passato, ma di quello più oscuro, patologico e appiccicoso. Dopo diversi preannunci, nessuno roseo, lo scandalo della P2 venne fuori nella primavera del 1981, 27 anni orsono, in piena guerra fredda. E tutto si può dire della loggia, meno che in questo quarto di secolo il fiume, lo stagno o il pozzo nero non siano stati dragati.
Commissioni di saggi, disposizioni legislative ad hoc, processi civili e penali, inchieste parlamentari, pronunciamenti massonici, quintali di rassegne stampa, intere scaffali di librerie. In tale montagna di materiale c´è pure una canzone, «Maudit», dei Litfiba - e un pomeriggio l´ex leader del gruppo, Piero Pelù, salì a Villa Wanda per conoscere di persona il Venerabile, ma l´incontro lasciò delusi entrambi.
Di recente, Gelli ha donato all´Archivio di Stato un´ulteriore vagonata di carte, compresa la mole delle sue tradottissime e premiatissime poesie, insieme a foto ricordo, coppe, targhe, pergamene, medaglie e riconoscimenti. Il caso e la necessità hanno voluto che ad accogliere il venerabile fondo sia stata la dottoressa Linda Giuva in D´Alema. Nel corso di una specie di cerimonia la brava e nota dirigente dei Beni culturali e il donatore - che nei suoi giorni di sole rivendicava minacciosamente il titolo onorifico di «cartofilo» - si sono stretti la mano. Tutto quindi spingerebbe a considerare la faccenda chiusa.
E invece non lo è per niente. Perché ogni tanto scatta l´allarme, ogni tanto qualcuno vede nuovi collegamenti tra vecchi piduisti o ualcun altro denuncia nuovissime entità che assomigliano straordinariamente alla loggia d´antan, archetipo di intrighi, spionaggio e attività crimogene. Di queste inesorabili ricorrenze si potrebbe compilare un lungo e noiosissimo elenco che per forza di cose si intensifica nei momenti in cui a Palazzo Chigi governa un personaggio, Silvio Berlusconi, il cui nome e cognome - come recitava la formula - ricorrono negli elenchi sequestrati a Castiglion Fibocchi.
Ogni tanto viene riesumato e fatto combaciare al presente quel «Piano di rinascita nazionale», che poi in realtà sono due se si considera il cosiddetto «Schema R» (come risanamento) o addirittura tre con il meno noto, ma più brutale «Memorandum sulla situazione politica del Paese». Ogni tanto, consapevole com´è del suo potere contaminante, lo stesso Gelli dice qualcosa che in modo più o meno implicito o esplicito giova a qualcuno e nuoce a qualcun altro.
E allora puntualmente c´è sempre chi un po´ o molto si preoccupa, chi si scandalizza, chi difende o loda il galantomismo o il patriottismo della P2; e chi ridimensiona, sentenze alla mano, l´effettivo pericolo della combriccola gelliana, campionessa di ambiguità nazionale: specchio, ombra, morbo, commedia e cuore nero del solito passato che non vuole mai passare.



















