METTETE UN LUPI NEI VOSTRI CANTIERI - ROBERTO PEROTTI, ARRESTATO NELL'INCHIESTA SULLE GRANDI OPERE, HA DATO LAVORO AL FIGLIO DEL MINISTRO, DOPO AVERGLI REGALATO UN ROLEX DA 10MILA EURO PER LA LAUREA - LUPI: "MAI CHIESTO FAVORI PER MIO FIGLIO"

Luca Lupi si è laureato al Politecnico e subito è andato a lavorare come ingegnere sui cantieri milanesi di Perotti e Mor. Il padre: "Ora è a New York, ha lavorato un anno con Mor per 1.300 euro al mese". Per il gip, il lavoro è il "corrispettivo di qualche utilità fornita da Lupi tramite Incalza"...

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1. TANGENTI: LUPI, MAI CHIESTO FAVORI PER MIO FIGLIO

LUCA LUPI LUCA LUPI

 (ANSA) - "Non ho mai chiesto all'ingegner Perotti né a chicchessia di far lavorare mio figlio. Non è nel mio costume e sarebbe un comportamento che riterrei profondamente sbagliato". Lo chiarisce il ministro dei trasporti Maurizio Lupi in una nota, precisando che il figlio lavora a New York dai primi di marzo.

 

"Mio figlio Luca si è laureato al Politecnico di Milano nel dicembre 2013 con 110 e lode dopo un periodo di sei mesi presso lo studio americano SOM (Skidmore Owings and Merrill LLP) di San Francisco, dove era stato inviato dal suo professore per la tesi. Appena laureato ha ricevuto un'offerta di lavoro dallo stesso studio per la sede di New York", spiega Lupi.

 

"In attesa del visto per lavorare negli Stati Uniti - prosegue - (un primo visto l'ha ricevuto nel giugno 2014, subito dopo il matrimonio, per ricongiungimento con la moglie che è ricercatrice in Italia e in America), ha lavorato da febbraio 2014 a febbraio 2015 presso lo studio Mor di Genova con un contratto a partita Iva per un corrispettivo di 1.300 euro netti al mese. Nel gennaio 2015 gli è stata reiterata l'offerta dello studio SOM, gli è quindi finalmente arrivato il visto e dai primi di marzo mio figlio lavora a New York". "Ripeto - conclude il ministro -, non ho mai chiesto nulla a nessuno per il suo lavoro, mi sembra, inoltre, dato il suo curriculum di studi, che non ne avesse bisogno".

maurizio lupi maurizio lupi

 

2. TANGENTI: "DUBBI DATORI LAVORO LUPI JR SUGGERISCONO ILLECITI"

(ANSA) - "La preoccupazione di Stefano Perotti e Giorgio Mor non è comprensibile al di fuori di uno scenario illecito". Lo scrive il gip di Firenze, riferendosi al fatto che Mor teme che la collaborazione con il figlio del ministro Maurizio Lupi, Luca, possa essere ritenuta "poco opportuna". "Nulla - spiega il gip - può impedire a costoro di assumere le persone che vogliono" salvo che la collaborazione "possa essere immaginata quale corrispettivo di qualche utilità fornita da Maurizio Lupi per il tramite di Ettore Incalza".

maurizio lupi maurizio lupi

 

Mor, scrive il gip, chiede inizialmente a Perotti "se fosse possibile assumere Luca Lupi 'in maniera meno formale'". Nel prosieguo della telefonata, Mor spiega, con più chiarezza, la sua preoccupazione. Egli infatti dice al cognato: "Ci siamo, abbiamo fatto una riflessione che sembrava poco opportuno era la triangolazione", cioè il sistema con cui Mor e Perotti avrebbero trovato lavoro al figlio di Lupi.

 

Perotti esclude quella possibilità ma "riconosce che 'può esistere un minimo di rischio', spiegandolo con la possibilità che le cose 'vengano fuori' e dice al cognato: 'non ti voglio mettere nelle condizioni di assumerti un rischio'". Più tardi, Giulio Burchi, indagato, conferma che questa informazione sta per divenire di dominio pubblico, dicendo: "no no, sta venendo fuori, il figlio si chiama Luca Lupi e lavora con Perotti e addirittura è assunto".

 

 

3. MAURIZIO LUPI, IL GIP: “LAVORI E ROLEX AL FIGLIO, ABITO SARTORIALE A LUI”

Da www.ilfattoquotidiano.it

 

ERCOLE INCALZA ERCOLE INCALZA

L’imprenditore Stefano Perotti, arrestato nell’inchiesta Grandi Opere, aveva “procurato incarichi di lavoro” anche al figlio del ministro delle Infrastrutture Maurizio Lupi. “Effettivamente, Stefano Perotti”, l’imprenditore arrestato, “ha procurato degli incarichi di lavoro a Luca Lupi”, figlio del ministro Maurizio Lupi. Lo scrive il gip di Firenze nell’ordinanza di custodia cautelare per i quattro arrestati nell’inchiesta.

 

Ma per il momento Lupi non sembra preoccupato. Anzi. Difende Incalza, uno degli arrestati: “Era ed è – dice – una delle figure tecniche più autorevoli che il nostro Paese abbia sia da un punto di vista dell’esperienza tecnica nazionale che della competenza internazionale, che gli è riconosciuta in tutti i livelli. Non a caso è la persona che viene definita come il padre della legge obiettivo ed il padre della possibilità che nel nostro Paese si siano realizzate le grandi opere. Dobbiamo dimostrare che in Italia si possono fare opere grandi, piccole e medie con trasparenza, certezza dei tempi, delle risorse e della qualità”. Sull’inchiesta nemmeno una parola, ribadisce solo la “massima collaborazione del governo all’accertamento delle responsabilità”.

ERCOLE INCALZA ERCOLE INCALZA

 

“Siamo assolutamente convinti – conclude Lupi – che in questo Paese si debbano realizzare le grandi opere e che debbano essere realizzate in tempi certi, nella maniera più trasparente e combattendo qualsiasi fenomeno di corruzione“.

 

Quanto al figlio del ministro e ai suoi incarichi il gip annota dunque che il 21 ottobre 2014, uno degli indagati, Giulio Burchi, “racconta anche al dirigente Anas, ing. Massimo Averardi, che Stefano Perotti ha assunto il figlio del ministro Maurizio Lupi”. Segue l’intercettazione: “Ho visto Perotti l’altro giorno, tu sai che Perotti e il ministro sono non intimi, di più. Perché lui ha assunto anche il figlio, per star sicuro che non mancasse qualche incarico di direzione lavori, siccome ne ha soli 17, glieli hanno contati, ha assunto anche il figlio di Lupi, no?”.

 

GIORGIO MOR GIORGIO MOR

Poi, il primo luglio 2014, sempre Burchi a Averardi: “il nostro Perottubus ha vinto anche la gara, che ha fatto un ribasso pazzesco”, ha vinto “anche il nuovo palazzo dell’Eni a San Donato e c’ha quattro giovani ingegneri e sai uno come si chiama? Sai di cognome come si chiama? Un giovane ingegnere neolaureato, Lupi, ma guarda i casi della vita”. “Perotti – continua il gip – nell’ambito della commessa Eni, stipulerà un contratto con Giorgio Mor, affidandogli l’incarico di coordinatore del lavoro che, a sua volta, nominerà quale ‘persona fissa in cantiere’ Luca Lupi” per 2mila euro al mese.

 

Il ministro Lupi è coinvolto anche per un’altra circostanza. Anzi, un’intercettazione del 16 dicembre 2014 in cui, al telefono con Incalza (il dirigente del ministero tra i principali indagati, ndr) scandisce: “…su questa roba ci sarò io e ti garantisco che se viene abolita la Struttura Tecnica di Missione non c’è più il governo!”. Secondo gli inquirenti la conversazione “ben rappresenta” l’importanza della Struttura tecnica di cui era a capo Incalza. “Il ministro Lupi – si legge nell’ordinanza – a fronte della proposta di soppressione” della Struttura di Missione “o di passaggio della stessa sotto la direzione della presidenza del Consiglio arriva a minacciare una crisi di governo”.

ERCOLE INCALZA ERCOLE INCALZA

 

Nel provvedimento viene quindi riportato un brano della conversazione intercettata. Dice Lupi: “…vado io guarda… siccome su questa cosa…te lo dico già…però io non voglio…cioè vorrei che tu dicessi a chi lavora con te che sennò vanno a cagare!…cazzo!…ho capito!… ma non possono dire altre robe!… su questa roba ci sarò io li e ti garantisco che se viene abolita la Struttura Tecnica di Missione non c’è più il governo!…l’hai capito non l’hanno capito?!”. 

 

Lupi D e il vicepremier e ministro degli Interni Angelino Alfano Lupi D e il vicepremier e ministro degli Interni Angelino Alfano

La Struttura tecnica di missione del ministero delle Infrastrutture, è scritto nell’ordinanza, opera alle dirette dipendenze del ministro ed è stata diretta per anni da Ercole Incalza, soggetto secondo gli inquirenti “in grado di condizionare il settore degli appalti pubblici per moltissimi anni”.

 

E infine i regali degli arrestati alla famiglia Lupi. Un vestito sartoriale per Lupi e un Rolex da 10mila euro al figlio, in occasione della laurea. A regalare il vestito al ministro sarebbe stato Franco Cavallo, uno dei quattro arrestati oggi che secondo gli inquirenti aveva uno “stretto legame” con Lupi tanto da dare “favori al ministro e ai suoi familiari”. “Da una telefonata del 22 febbraio 2014 – si legge nell’ordinanza – emerge che Vincenzo Barbato”, un sarto che avrebbe confezionato un abito per Emanuele Forlani, della segreteria del ministero, “sta confezionando un vestito anche per il ministro Lupi”.

 

LETTA ALFANO LUPI LETTA ALFANO LUPI

Al figlio Luca, invece, sarebbe stato regalato un orologio. “Va segnalato – scrive il giudice – il regalo fatto dai coniugi Perotti al figlio del ministro Lupi in occasione della sua laurea: trattasi di un orologio Rolex del valore di 10.350 euro che Stefano Perotti fa pervenire a Luca Lupi tramite Franco Cavallo”.

 

 

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