METTI BAFFINO A CENA CON TARANTINI & C. – LA RICOSTRUZIONE DEL PROPRIETARIO DEL RISTORANTE “GALEOTTO” SMENTISCE EMILIANO: “ERA UNA TAVOLATA DI 80 PERSONE. D’ALEMA ERA A FIANCO DI TARANTINI E RESTÒ TUTTA LA SERA” – IL CONTO DI 3 MILA EURO? PAGATO DA UN COLLABORATORE DI GIANPY… -
Alberto Busacca per "Libero"
Antipasti misti e grigliata di pesce. Un po' di cicoria e un sorbettino al limone. La famosa cena elettorale per Massimo D'Alema tutto sommato è stata piuttosto frugale. E senza la presenza di certi chiacchierati commensali non sarebbe certo passata alla storia. Invece le inchieste sulla sanitopoli pugliese hanno riacceso i riflettori su quella serata al ristorante La Pignata di Bari.
MASSIMO DALEMA - copyright Pizzi
Creando qualche imbarazzo proprio all'ex ministro D'Alema, che per un po' si sarebbe trovato seduto a tavola vicino all'imprenditore Gianpaolo Tarantini, accusato di corruzione, e alla dirigente Asl Lea Cosentino, attualmente sospesa e a sua volta indagata per associazione a delinquere e corruzione nell'inchiesta del pm Desirèe Digeronimo.
UN POSTO A TAVOLA
Una ricostruzione precisa di quella cena del 28 marzo 2008 è stata fatta da Giacomo Amadori nel numero del settimanale Panorama in edicola da oggi. E questa ricostruzione, va detto subito, si discosta parecchio dalla versione del sindaco di Bari Michele Emiliano, presente alla mangiata elettorale.
Tarantini a Cortina con Francesca Lana e Manuela Arcur
«Quando arrivai», ha raccontato Emiliano, «provai grande disagio nel constatare la presenza di Tarantini, poiché c'era moltissima gente per bene, imprenditori e professionisti, che non potevano sapere, come me, che Tarantini era indagato dalla Procura di Bari». Non solo. «D'Alema», ha ripetuto ieri a Repubblica, «arrivò verso le 11. Rimase 10 minuti, non di più, giusto il tempo dei saluti. Poi scappammo via: non si poteva essere "commensali" di quel signore».
alberto tedesco
Quindi, ricapitoliamo. C'è una cena elettorale per Massimo D'Alema. Tra gli ospiti c'è anche il controverso imprenditore Gianpaolo Tarantini. Vista la compagnia "ambigua", però, D'Alema viene fatto allontanare da Emiliano poco dopo il suo arrivo. Tutto chiaro. Ma le cose sono andate proprio così?
DISCORSO E APPLAUSI
Secondo Amadori, che ha sentito molte delle persone presenti, la realtà sarebbe parecchio diversa. D'Alema, infatti, si sarebbe fermato a lungo, partecipando di fatto a tutta la serata. «Il principale testimone», scrive Amadori su Panorama, «è Franco Vincenti, 83 anni portati sportivamente, storico patron del ristorante La Pignata: "Quella sera si fermarono sia D'Alema sia Emiliano, nessuno scappò via"».
MICHELE EMILIANO - SINDACO BARI
«Vincenti», prosegue Amadori, «ricorda perfettamente quella cena elettorale: "Gli organizzatori mi dissero che volevano un'unica tavolata per 80 persone. Non fu facile, partiva dall'ingresso e arrivava alle cucine". Al centro c'era proprio D'Alema. "Al suo fianco era seduto Tarantini", giura il proprietario. Per un po' rimase vicino a lui pure l'affascinante Lea Cosentino, avvocato e dirigente della Asl di Bari, oggi sospesa dall'incarico».
vendola-la direttrice ASL di bari Lea Cosentino
DESIRE DIGERONIMO
Altro che andarsene subito, quindi. L'ex premier sarebbe rimasto e si sarebbe seduto proprio vicino a due attuali indagati. Non gli unici presenti, fra l'altro. «Quella sera a cena», si legge nell'articolo di Panorama, «c'erano altri personaggi sotto inchiesta. Per esempio il direttore sanitario della Asl di Lecce, Vincenzo Valente: "Mi ha invitato il vicesegretario del Pd Michele Mazzarano", assicura. Mazzarano ribatte: "Io questo signore neppure so chi sia". Valente controreplica: "Possono controllare i tabulati telefonici per vedere chi abbia ragione"».
Su una cosa sembrano concordare tutti. La sera della cena D'Alema non si è distinto per la puntualità. Lo ha detto Emiliano e lo conferma anche Vincenti. Ancora Panorama: «L'ex premier arrivò in ritardo, scortato dal suo entourage. "I camerieri iniziarono a servire il cibo solo quando prese posto", assicura il ristoratore. [...] D'Alema fece un discorso a braccio. Spaziò dalle vicende internazionali (all'epoca era ministro degli Esteri) alle questioni legate alla sanità. I commensali applaudirono».
Solo a questo punto l'ospite d'onore si è finalmente allontanato dalla sala. Lasciando che il conto di tremila euro fosse saldato da un collaboratore di Tarantini.







