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PARENTI SERPENTI – IL MARITO DELLA MINISTRA DEGLI INTERNI INGLESE GUARDA 2 PORNO E “PER SBAGLIO” INSERISCE LO SCONTRINO NEL RIMBORSO SPESE – IL “NYP” (MURDOCH) AVREBBE VIDEO CON LA FIGLIA DI DEL VICE-PRESIDENTE BIDEN CHE TIRA COCA…

1 - Scandalo film porno per la ministra inglese...
Francesca Paci per "La Stampa"

JACQUI SMITH, MINISTRO INTERNI GBJACQUI SMITH, MINISTRO INTERNI GB

Non aveva ancora finito di giustificare la nota spese da 160 mila sterline per la sua seconda casa, che deve tornare imbarazzata al cospetto dei contribuenti britannici. Il ministro dell'Interno Jacqui Smith, costretta già a spiegare il sostanzioso rimborso preteso per il soggiorno londinese che trascorre ospite della sorella, è di nuovo nei guai a causa di due film hard noleggiati dal consorte coi soldi dello Stato.

Raccontano che ieri mattina, quando lo scoop è rimbalzato sui tg, lady Smith abbia dato in escandescenza. «Dire che è arrabbiata con il marito è un eufemismo» rivela un amico.
La storia risale ad aprile dello scorso anno. Richard Timney, assistente della moglie che gli versa 40 mila sterline l'anno per guidare l'ufficio di Redditch, acquista una serie di programmi pay-per-view tra cui le pellicole a luci rosse Ocean's e Surf's Up.

Lo scontrino da 67 sterline (circa 70 euro) finisce «per sbaglio» nella lista delle spese presentata dal ministro che, come ogni deputato, ha diritto, oltre allo stipendio di 63.291 sterline, a un'indennità annua di «comunicazioni» tra le 3 e le 10 mila.

A un soffio dal vertice del G20, il governo di Gordon Brown non poteva domandare di peggio. «Sono spiacente di aver erroneamente allegato il rimborso del pacchetto tv a quello della mia connessione a Internet» spiega la Smith, la più fidata esecutrice delle volontà del premier.

RICHARD TIMNEY, MARITO E COLLABORATORE DELLA SMITHRICHARD TIMNEY, MARITO E COLLABORATORE DELLA SMITH

Quando la sua dolce metà si dilettava guardando film a luci rosse, lei era a Londra per lavoro. Assicura che restituirà fino all'ultimo centesimo. Ma la frittata è fatta e l'opposizione non è disposta a concederle sconti.

Tra le file dei Tory molti vorrebbero la sua testa. «Non è mia abitudine chiedere le dimissioni di un ministro e non lo faccio nemmeno adesso ma certo, in questo caso, non si può neppure dire che la collega abbia fatto un lavoro particolarmente brillante» sibila l'ex titolare ombra degli Interni David Davids.

E' la seconda volta che i laburisti finiscono nella bufera per finanziamenti pubblici. Alcune settimane fa era toccato a Harry Cohen, il parlamentare con la più alta nota spese mai presentata messo all'indice per aver chiesto 300 mila sterline per la seconda casa londinese.

«Malcostume diffuso» accusa la destra. Secondo i portavoce della Smith, non intende lasciare l'incarico. I colleghi le hanno offerto la solidarietà del partito e del governo, ma a Westminster i nemici affilano le armi. Le scuse del marito, che ieri si è presentato alle telecamere con un foglietto in mano, non hanno dato grande soddisfazione. «Mi dispiace per l'imbarazzo che ho provocato a Jacqui, posso immaginare che molta gente si arrabbierà» ha letto Richard Timney a testa bassa.

Un mea culpa senza l'ombra d'una scusa ai contribuenti, osserva il cronista del Sun Harry Haydon. Per lui la cosa si chiude così, per la moglie sarà più complicato. «Quell'uomo è imbarazzante» aggiunge l'editorialista del Telegraph Milo Yiannopoulos, uno che non ha risparmiato critiche al ministro dell'Interno. E ammette d'essersi perfino dispiaciuto per lei.

Joe BidenJoe Biden

2 - "C'è un video con la figlia di Biden che sniffa coca"...
Da "La Stampa"

L'ombra dello scandalo rischia di lambire il vicepresidente americano Joe Biden. Il conservatore «New York Post», di proprietà di Rupert Murdoch, ha pubblicato ieri la notizia che un uomo ha tentato di vendere al giornale un video in cui appare una donna somigliante a Ashley Biden, la figlia 27enne del vicepresidente, che sniffa cocaina durante una festa, pochi giorni fa in Delaware.

L'autore del video e il suo legale hanno mostrato al giornale 90" sui 43 minuti complessivi della registrazione, sostenendo che «sono riprese legali e Ashley era consapevole di essere stata ripresa». L'uomo, scrive il tabloid, «inizialmente ha chiesto per il nastro 2 milioni di dollari, prima di abbassare il prezzo a 400.000». Ashley, assistente sociale in un'organizzazione di assistenza per i bambini in Delaware, è la terza figlia di Biden, l'unica avuta con la seconda moglie, Jill.

Nel 2002 era stata fermata per aver ostacolato la giustizia quando, all'esterno di un club di Chicago, aveva assalito verbalmente un agente che stava arrestando un suo amico turbolento. L'accusa venne poi lasciata cadere quando la ragazza si scusò. Né Ashley né lo staff di Biden hanno voluto commentare l'articolo del «Post».

 

 
[30-03-2009]