Giulio TremontiDa "Il Foglio"
Il Tremonti meridionalista che ieri ha rievocato il pensiero politico di don Sturzo e la settimana scorsa ha infiammato il congresso dell'Mpa parlando di "banca del Mezzogiorno" è visto con sospetto dai leghisti più duri che esprimono un sentimento
forse capace, nel lungo periodo, di condizionare persino gli ottimi rapporti che reggono l'asse del Nord tra il superministro e Umberto Bossi.
I leghisti sono insoddisfatti per l'Expo, per Malpensa e per il patto di stabilità degli enti locali. L'asse con il superministro potrebbe incrinarsi, specie se Tremonti non darà entro il 16 marzo - come chiesto da Bossi su pressione dei democratici - un quadro chiaro - e rassicurante - in merito ai capitoli di spesa del federalismo fiscale.
Marco Reguzzoni, vicepresidente della Lega a Montecitorio, parlando con il Foglio rende l'idea: "La banca del Sud è un rischioso ritorno all'assistenzialismo di tipo democristiano. Se Tremonti è davvero il ministro del Nord, lo aspettiamo al varco.
Certo è che si rimane perplessi di fronte alla sua freddezza in merito all'Expo e al caso Malpensa". Si vedrà col federalismo.
Umberto Bossi
A gennaio, dopo l'astensione-assenso del Pd in Senato, Bossi si rivolse a Tremonti raccogliendo le richieste di Veltroni e Franceschini: "Entro due mesi bisogna relazionare sui costi del federalismo". Bossi e Calderoli coltivano infatti la velleità di approvare la grande riforma del Nord con la più larga maggioranza possibile.
Pd e Udc ("se non sarà uno spot leghista lo votiamo", ha detto ieri Pier Ferdinando Casini), si sono dimostrati interessati "purché - hanno chiesto - i numeri e i costi siano chiari fin dall'inizio".
Adesso i due mesi concessi da Bossi sono quasi scaduti e il federalismo sarà a breve discusso in Aula. Difatti Daniele Marantelli, una delle anime del Pd del Nord, un deputato spesso su posizioni paraleghiste, dice al Foglio che "una risposta convicente di Tremonti sui numeri è ora necessaria. Va evitato - prosegue - che il federalismo fiscale diventi una patacca rifilata al Nord com'è stato per Malpensa".
I malumori su Malpensa e l'Expo La ragioneria del Tesoro - assicurano fonti ministeriali - sta lavorando per fornire i dati richiesti. Ma è necessario che la risposta sia convincente per le orecchie del Pd. E soprattutto per quelle della Lega, dove il "riposizionamento" politico di Tremonti sull'asse meridionale preoccupa i meno romani e i più severi.
MALPENSA
Al di là delle vittorie su sicurezza e immigrazione, i padani lamentano infatti con forza crescente i "rovesci" subiti anche per colpa del ministro su Malpensa "affossata e tradita", sul cda dell'Expo dove Bossi non ha rappresentanza, sulle concessioni autostradali trentennali "regalate ai poteri forti" e sul patto di stabilità degli enti locali che, benedetto da Tremonti, è boicottato dai sindaci della Lega.
"Tremonti è certamente di Sondrio - dice Reguzzoni - ma che sia culturalmente nordista è da vedere. Per sostenere la bontà d'una banca per il Sud, ha spiegato che il Nord avrebbe colonizzato gli istituti meridionali - Tremonti ha detto che il meridione ‘paga l'unità d'Italia', ndr - Fa un po' sorridere. Le banche del Nord sono state ‘costrette' a comprare quelle del Sud, per salvarle dal fallimento".