RICEVIAMO E PUBBLICHIAMO – PIETRO GRASSO, CONDANNATO A PAGARE 83.250 EURO AL PD, SI DIFENDE: "FARO’ OPPOSIZIONE. IL TESORIERE DEL PARTITO DEMOCRATICO BONIFAZI, CHE HA SVUOTATO LE CASSE DEL PD CON LA SCRITERIATA CAMPAGNA REFERENDARIA E LE MEGA CONSULENZE, HA BISOGNO DI SCARICARE SU ALTRI LE COLPE DELLA SUA PESSIMA GESTIONE"

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grasso grasso

Lettera di Pietro Grasso a Dagospia

 

Non ho ancora ricevuto alcuna notifica di decreto ingiuntivo, quindi non so su quali base possa essere stata emessa. Di certo c’è che nessuno mi ha mai chiesto una determinata cifra mensile nel corso di tutta la scorsa legislatura, e da presidente del Senato, come so essere norma, non ho ritenuto di finanziare alcuna attività politica, oltre ad aver rinunciato, tra le altre, alla parte di indennità che viene solitamente utilizzata per finanziare i partiti. 

 

Dopo aver chiesto via mail più di un mese fa un incontro con Bonifazi e i rispettivi legali, ho rinnovato la richiesta direttamente a lui due giorni fa per dimostrare, carte alla mano, le mie ragioni ed evitare il contenzioso.

 

bonifazi bonifazi

Evidentemente il tesoriere del Pd - che ha svuotato le casse con la scriteriata campagna referendaria e con le mega consulenze ai consiglieri americani, scelte di cui a farne le spese sono stati i dipendenti - ha bisogno di scaricare su altri le colpe della sua pessima gestione, e provare a trasformarle in un mezzo strumentale e propagandistico. 

Quando arriverà il decreto può star certo che farò opposizione.

 

PIETRO GRASSO PIETRO GRASSO DI MAIO GRASSO DI MAIO GRASSO

Pietro Grasso 

 

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E ALLA FINE HA VINTO SALVINI (ANCHE STAVOLTA) – DOPO UNA GIORNATA TESISSIMA DI MAIO È STATO COSTRETTO A CEDERE E A FAR PASSARE IL CONDONO (PARDON, LA "PACE FISCALE") – IL LEGHISTA OTTIENE PURE QUOTA 100 A PARTIRE DA FEBBRAIO, MENTRE IL M5S PORTA A CASA IL TAGLIO ALLE PENSIONI D’ORO INSERITO NELLA MANOVRA. MA NON È CHIARO QUALE SARÀ LA SOGLIA MINIMA – LA PARTITA VERA SI GIOCA DA DOMANI, CON LE AGENZIE DI RATING PRONTE A DECLASSARE I TITOLI DI STATO ITALIANI E BRUXELLES CHE DOVRÀ VALUTARE LA LEGGE DI BILANCIO…