L’ARIA CHE TRIA E' BRUTTA: NON CI SONO SOLDI – ALL’ECOFIN IL MINISTRO DELLE FINANZE FRENA DI MAIO SUL REDDITO DI CITTADINANZA: “DA QUI A FINE ANNO CI MUOVEREMO SOLO SU INTERVENTI CHE NON HANNO COSTI” – TRIA QUANDO PARLA SEMBRA PADOAN: “IL NOSTRO VINCOLO SONO I MERCATI” – MA SUL FONDO MONETARIO EUROPEO SCHIERA ROMA CONTRO MACRON E MERKEL…

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Estratto dell’articolo di Alberto D’Argenio per "la Repubblica"

 

LUIGI DI MAIO GIOVANNI TRIA GIUSEPPE CONTE LUIGI DI MAIO GIOVANNI TRIA GIUSEPPE CONTE

Giovanni Tria frena gli entusiasmi di Luigi Di Maio: il reddito di cittadinanza non potrà partire già nel 2018. Al termine della sua prima due giorni europea, il ministro delle Finanze nel Lussemburgo dove ha partecipato a Eurogruppo ed Ecofin si muove nel solco del suo predecessore, Pier Carlo Padoan.

 

Rispetto degli impegni europei, impegno a ridurre il debito e negoziati sotterranei per ottenere qualche sconto sul risanamento dei conti. Dunque stop alla voglia di spesa della sua maggioranza. Intanto l' Italia si posiziona anche nel negoziato continentale sulla trasformazione del meccanismo salva- stati (Esm) in un Fondo monetario europeo e sulla creazione di un bilancio dell' eurozona, piazzando i suoi "no" al documento franco-tedesco negoziato dai ministri Le Maire e Scholz e battezzato da Macron e Merkel a Meseberg.

DELVOX TRIA SALVINI DI MAIO DELVOX TRIA SALVINI DI MAIO

 

L' altro ieri (…) Di Maio aveva annunciato che il reddito di cittadinanza sarebbe partito già a fine anno. (…) Ma Tria, pur con modi garbati, durante la sua prima conferenza stampa ha tirato il freno a mano. «Per il 2018 i giochi sono fatti, da qui a fine anno ci muoveremo solo su interventi strutturali che non hanno costi ».

 

Insomma, in cassa non ci sono risorse per realizzare la principale misura da campagna elettorale dell' M5S, mediaticamente marginalizzato dall' attivismo di Salvini sui migranti. D' altra parte l' Italia deve centrare una correzione dello 0,3% per l' anno in corso, circa 5 miliardi, e Tria ieri ha ribadito che « l' intenzione è rispettare il target».

 

giuseppe conte giovanni tria giuseppe conte giovanni tria

Il Tesoro - ha spiegato - sta rifacendo tutti i calcoli, alla fine potrebbe esserci « qualche deviazione » ma la Commissione Ue non dovrebbe punirci. Tuttavia non è possibile spendere altri soldi per l' anno in corso. Anche perché « il nostro vincolo sono i mercati » , che non vanno fatti innervosire.

 

Intanto nelle bilaterali con i responsabili Ue Dombrovskis e Moscovici il nuovo ministro italiano lavora a definire la correzione per il 2019, con Bruxelles che a maggio aveva chiesto uno 0,6%, circa 10 miliardi. Tria negozia nuova flessibilità, che però non ama chiamare in questo modo preferendo parlare di «traiettoria» su più anni all' interno della quale trovare dei « margini » . (…) Tria punta a un accordo di lungo periodo in modo da dare certezza ai mercati e poter spalmare gli interventi previsti dal contratto di governo sulla legislatura con una cadenza da fissare nella manovra di ottobre. A valle di questo approccio, si comprende lo stop a Di Maio: « Con lui non sono mai entrato in questi dettagli » . (…)

 

giovanni tria giovanni tria

Al suo esordio, Tria ha schierato Roma (…) affermando che (…) è contraria all' idea di Macron e Merkel che il nuovo Fondo monetario europeo emetta pagelle sui conti nazionali che si sovrapporrebbero a quelle della Commissione, limitandone i margini politici nell' applicazione delle regole in favore del rigore.

 

Contro il documento di Parigi e Berlino, che ha spaccato i governi, è arrivata anche una lettera di 12 paesi capitanati dall' Olanda contrari a un bilancio comune della zona euro che invece piacerebbe all' Italia perché spingerebbe crescita e riforme. Non solo sui migranti, ma anche sul rilancio della zona euro il vertice dei leader di giovedì appare in salita.

giovanni tria e claudio borghi giovanni tria e claudio borghi GIOVANNI TRIA GIOVANNI TRIA giovanni tria giovanni tria

 

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