1 - LA GUERRA DELL'OPUS DEI A COMUNIONE & LIBERAZIONE PER SPARTIRSI LE SPOGLIE DEL RUINISMO
Gong! Nuovo round sul ring del cattolicesimo post-ruinato. Il tostissimo articolo di Vittorio Messori, comparso ieri sul Corriere della Sera, non rappresentava solo un de profundis su quello che resta del povero Boffo. No, non solo: era anche la dichiarazione di guerra di un'altra fazione forte della Chiesa, l'Opus Dei, nei confronti dei novelli vincitori, la Comunione e Liberazione di Vittadini e Scola.
Opus Day Messori
Mons Negri Reliquie
La sostanza del pezzo, tradotta in parole povere: non vi allargate troppo sulle rovine di Ruini-Boffo, ci siamo anche noi. Certo, non abbiamo e non avremo granché spazio nella Chiesa, dicono in sostanza gli 'opusdeisti' di Pippo Corigliano tra le righe del pezzo di Messori, perché papa Ratzinger può vedere la 'massoneria bianca' fondata da Escrivà de Balaguer come il fumo agli occhi (in Germania l'Opus Dei praticamente non esiste), però... Però potremmo ottenere uno spazio all'interno del potere ecclesiale italico - tra "Avvenire", Sat 2000 e il circuito radiofonico InBlu. O no?
Essì, la torta dell'immenso potere che il duplex Ruini-Boffo era riuscito in tre lustri a coagulare intorno a sé va almeno un po' spartita, fraternamente. Non fate gli ingordi acchiappatutto, è il messaggio che spara Vittorio Messori, autore per Mondadori del libro "Opus Dei, un'indagine" (1994) - da ricordare poi il libro del 2002 dedicato alla conversione del neo adepto dell'Opus Dei Leonardo Mondadori; infine i maligni - chissà perché - ricordano anche i libri della principessa Alessandra Borghese, cara alla moglie dello scrittore e giornalista cattolico.
2 - DI CHI è LA MANINA CHE HA DEPOSITATO IL 'DOCUMENTO' SU BOFFO SULLA SCRIVANIA DI FELTRI
Come già scritto da Dagospia una settimana fa, la sapiente manina che ha passato al Giornale di Feltri il 'documento' che sputtanava Foffo Boffo arriva da Comunione e Liberazione. Tutti i vescovi italiani avevano ricevuto il foglietto avvelenato sul direttore di 'Avvenire' prima di Pasqua. Tra di loro, monsignor Luigi Negri. Ciellino doc, allievo di don Giussani, è il vescovo di San Marino, la più piccola diocesi della Chiesa italiana ma fa nulla.
Mons Luigi Negri San Marino
Per far nominare il loro uomo i ciellini fecero di tutto, anche scomodare i moribondi: Negri è diventato vescovo il 17 marzo 2005, venti giorni prima della morte di papa Wojtyla. È una specie di portavoce di Cielle nella Cei. Ed era presente al meeting di Rimini, nei giorni precedenti allo scoop del Giornale, insieme all'amico Renato Farina, fedelissimo braccio destro di Feltri...
Mons Luigi Negri San Marino
3 - CHI HA FATTO SALTARE LA CENA DELLA PERDONANZA DI BERLUSCONI CON BERTONE
L' arcivescovo di Chieti Bruno Forte, teologo di fama progressista, autore di infiammate omelie contro Papi. L'arcivescovo di Pescara, il barbuto Tommaso Valentinetti. L'arcivescovo di Campobasso Giancarlo Bregantini, ex vescovo anti-mafia di Locri, amatissimo dall'ala sinistra del mondo cattolico. Sono stati questi tre presuli di sinistra a far saltare la cena della Perdonanza tra Berlusconi e il cardinale Bertone, minacciando proteste e costringendo il Vaticano alla marcia indietro. Fosse stato per Bertone, nessun problema a sedere al desco con il Cavaliere, Boffo o non Boffo...
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4 - BERLUSCONI: INCONTRO CON BERTONE NON IN AGENDA, NON SERVE...
(Apcom) - Sulla tensione tra governo e Chiesa con rapporti ridotti al lumicino in seguito alla vicenda dell'ex direttore di Avvenire, si sono dette "tante bugie". Lo ha ribadito il presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi, sottolineando che "i rapporti del governo e i miei personali con chi guida la Chiesa sono eccellenti e sono alimentati da un dialogo continuo".
Anche per questo, ha spiegato il premier intervenendo a Mattino 5, non ci sarà alcun incontro con Tarcisio Bertone: "non è in agenda - ha spiegato il premier a Maurizio Belpietro - e non ne vedo la necessità". La stampa, "di sinistra e cattocomunista", ha aggiunto, "si è inventata tutti questi incontri che avrei chiesto ma io non ho chiesto nulla perchè non c'era nulla da chiedere", ha concluso ricordando che a tenere rapporti diretti con il Vaticano ci pensa Gianni Letta.