SI BACIANO GILETTI E MARIA CUFFARO NELLA GALLERIA DELLA COSTANZINA – RICCARDI (SANT’EGIDIO) SALE IN CATTEDRA E FA TUTTO ESAURITO - EPIFANI COCCOLA I PENSIONATI E PROMUOVE “L'INVECCHIAMENTO ATTIVO” - QUANDO TINTO BRASS LAVORAVA PER MATTEI... -
Pierre de Nolac per "Italia Oggi"
1 - TUTTI IN CONFESSIONALE DA CAMILLA COSTANZO...
La curatrice, Camilla Costanzo, figlia di Maurizio, non riusciva a trattenersi per l'emozione provata: davanti alla galleria d'arte romana che ospitava la mostra dei suoi due artisti protetti, ovvero Jacopo Mattia Alegiani e Edoardo Cicchetti, si baciano con passione Massimo Giletti e Maria Cuffaro. Sì, l'abbronzata giornalista del Tg3, l'italoindiana dai capelli color della pece non ha resistito davanti al conduttore domenicale di Raiuno. Il quale, sulla piazza, non si tira indietro quando si può giocare a pallone con i più giovani.
Massimo Giletti
Poi, all'interno dello spazio espositivo, Costanzo jr tentava di spiegare a Pierluigi Diaco le opere dei due creativi. In fondo, in una specie di cripta, una croce formata da tanti televisori proietta immagini (c'è anche Costanzo sr), senza dimenticare un inginocchiatoio posizionato proprio davanti, e un amplificatore che offre voci tratte dal piccolo schermo (non manca Umberto Bossi che grida «padani»). Insomma, se nel Grande Fratello c'è il confessionale, Camilla Costanzo anticipa un programma del futuro, con i telespettatori messi in ginocchio.
2 - TUTTO ESAURITO PER ANDREA RICCARDI...
Sì, il candidato ideale del Partito democratico, ma che ha sempre declinato le pressanti offerte di Walter Veltroni prima e di Dario Franceschini poi, spopola. Lui, Andrea Riccardi, deus ex machina della comunità di Sant'Egidio, domenica 3 maggio salirà in cattedra, all'Auditorium, per una lezione di storia. Riccardi insegna storia contemporanea all'università Roma Tre e per ascoltare le sue parole la gente dovrà far ricorso ai bagarini: i biglietti sono già esauriti.
Come per una finale di Champions, per Riccardi si sono scatenate le prenotazioni: il tema è particolarmente allettante, visto che la rassegna ha come sottotitolo «I volti del potere», e che la lezione verterà su «La chiesa di Papa Wojtyla». Riccardi farà apparire Giovanni Paolo II come un antesignano di Barack Obama, per la «lotta contro la guerra di Bush, padre e figlio», come si legge in una nota preparata per sintetizzare il suo intervento. Un pontefice che ha lasciato il mondo regalando «una vittoria politica, quella nel confronto con il sistema comunista». E che Veltroni ha combattuto con tutte le sue forze.
Maria Cuffaro
3 - EPIFANI PROMUOVE "L'INVECCHIAMENTO ATTIVO"...
A corso d'Italia, sede della Cgil, la confederazione sindacale guidata da Guglielmo Epifani, si guarda ai pensionati con grande attenzione. Già, perché lo Spi, il sindacato che li riguarda, da alcuni viene evocato come «la cassaforte», altri lo indicano come «la gallina dalle uova d'oro»: comunque, è il gruppo di tesserati più numeroso, ormai. I lavoratori attivi iscritti alla Cgil rappresentano una minoranza, rispetto a chi gode di una pensione: per questo, lunedì Epifani lancerà una nuova campagna per cercare di avere ancora più tessere Spi. La formula trovata è da manuale: «Invecchiamento attivo».
L'Ires, per questo, ha elaborato una serie di ricerche per sottolineare il valore della partecipazione sociale degli anziani, con Carla Cantone che penserà a stimolare il dibattito introducendo l'argomento. Al Centro congressi Frentani, a Roma, impegneranno tutto il giorno per lanciare il progetto, che coinvolge anche l'Auser. In fondo, come dicono nella stessa Cgil, «pure una candidatura alle europee è una forma di invecchiamento attivo». E il riferimento era tutto per Sergio Cofferati.
4 - QUANDO TINTO BRASS LAVORAVA PER MATTEI...
A Roma, nella serata di lunedì prossimo, Tinto Brass ricorderà cosa ha fatto da giovane. Sì, perché il regista noto in tutto il mondo per le sue pellicole vietate ai minori, e che hanno portato in primo piano i corpi di tante attrici (tra le quali Stefania Sandrelli e Claudia Koll) ha lavorato per l'Eni di Enrico Mattei. Nell'istituto Galilei di via Conte Verde, nella capitale, Brass parlerà dopo la proiezione del film documentario «Quando l'Italia non era un paese povero», di Stefano Missio.
Tinto Brass
Che rievoca cosa accadde nel 1959, con Mattei, alla guida del colosso energetico e petrolifero, che chiede al cineasta comunista Joris Ivens di girare un film dedicato al progresso industriale dell'Italia. Compito arduo, che il regista svolge coinvolgendo i fratelli Taviani, Valentino Orsini e Tinto Brass (allora Giovanni): da Mattei erano arrivate ampie assicurazioni circa la libertà espressiva dell'opera cinematografica. Poi le traversie furono tante, concluse le riprese: censure governative, copie tagliate portate in Francia e in Olanda. Ma il film esiste.









