SICULI E CAMICIA - ALFANO E RENZI STRINGONO L’ALLEANZA PER LE REGIONALI IN SICILIA: E’ LA PROVA GENERALE PER IL PATTO PER LE POLITICHE 2018 - FALLITI I TENTATIVI DI MEDIAZIONE DI MICCICHÉ PER RIPORTARE ANGELINO NEL CENTRODESTRA CHE SI DIVIDE SUL NOME DI MUSUMECI

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Amedeo La Mattina per “la Stampa”

 

Renzi Alfano Renzi Alfano

Ancora alcuni passaggi di decantazione, poi l'annuncio dell' intesa tra il Pd e Alternativa popolare che passa dalla Sicilia per allargarsi a livello nazionale. I Dem considerano acquisito l' accordo per le elezioni regionali siciliane. I centristi di Angelino Alfano fingono prudenza, prendono ancora del tempo, dicono che metteranno in campo una propria candidatura. I nomi li ha fatti Pierferdinando Casini parlando ieri a Scicli: Gianpiero D' Alia, Giovanni La Via e Dore Misuraca.

RENZI ALFANO RENZI ALFANO

 

Il più quotato dei tre sembra il primo, coordinatore regione dei Centristi per la Sicilia. Ma la candidatura a governatore dovrà convincere tutto il centrosinistra, anche i bersaniani di Mdp e il sindaco di Palermo Leoluca Orlando. Sono circolati nomi della mitica società civile, come quello del rettore dell' Università palermitana Fabrizio Micari e di Caterina Chinnici, ma sembrano già fuori gioco.

 

ALFANO BERLUSCONI GIOVANARDI ALFANO BERLUSCONI GIOVANARDI

Al di là del nome, che sarà il tormentone agostano dei prossimi giorni, il punto è che si sta profilando chiaramente una coalizione tra moderati e Pd con un forte valore nazionale.

Matteo Renzi vuole provare a vincere in Sicilia e rafforzarsi per la sfida elettorale del 2018.

Tutto passa per la legge elettorale. Se rimane l'attuale sistema elettorale ci saranno accordi di coalizione Pd-Ap in tutte le Regioni per il Senato (Ap non avrebbe bisogno di raggiungere l'8%). In caso di modifica della legge, i Dem si sono impegnati a non alzare l'asticella del 3% alla Camera.

 

Gianfranco Micciche Grande Sud Gianfranco Micciche Grande Sud

Berlusconi non può garantire altrettanto perché a livello nazionale, ma anche regionale, Matteo Salvini e Giorgia Meloni hanno alzato un muro contro Alfano, il quale ieri ha avuto una «telefonata gradita e amichevole» con Silvio Berlusconi. Il Cavaliere ha fatto l'estremo tentativo di convincere il suo ex segretario del Pdl a schierarsi con il centrodestra.

 

Nello Musumeci Nello Musumeci

Il ministro degli Esteri ha risposto no grazie. «Il tema non è con chi andiamo noi, ma chi viene con noi. Così come il tema non è Forza Italia con cui condividiamo la militanza nel Ppe, ma Salvini da cui tutto ci divide. Noi siamo fermi nel portare avanti una candidatura centrista».

 

Alfano non potrebbe mai sostenere la candidatura di Nello Musumeci e accettare l'umiliazione di presentare liste civiche per mimetizzare la presenza dei «traditori». Anche la Meloni si è sentita al telefono con il Cavaliere. Si sono dati appuntamento a settembre per incontrarsi e cominciare a stringere l'alleanza nazionale sui programmi. La leader di Fdi ha chiesto a Berlusconi di sostenere Musumeci che considera il candidato vincente.

RAFFAELE LOMBARDO RAFFAELE LOMBARDO

Gli ha chiesto di sentirlo, incontrarlo.

 

Cosa che Berlusconi intende fare, in particolare vuole testarlo nei sondaggi. Il problema è che a non volere Musumeci è Gianfranco Miccichè che ieri è stato ad Arcore e dopo l'incontro ha fatto una dichiarazione che non sembra avere riscontro nella realtà ovvero che l'accordo con Alfano «è più vicino».

 

Tra l'altro Miccichè ha ulteriori problemi: una parte di Forza Italia in Sicilia vuole sostenere Musumeci, il quale gode dei favori anche dell'Udc di Cesa e di Energie per l'Italia di Stefano Parisi. Ieri ad Arcore il coordinatore di Forza Italia nell'isola si è presentato con Gaetano Armao, docente di diritto e fondatore del movimento Sicilia Nazione. Sarebbe il candidato di Miccichè, ma Berlusconi non sembra convinto. Armao è stato assessore alle Finanze e all' Economia dell' ex governatore Raffaele Lombardo.

CUFFARO CUFFARO

 

Il centrosinistra, invece, ha trovato la quadra con Alfano con la prospettiva nazionale.

Ancora non c'è l' annuncio. Ci sono ancora alcuni passaggi, a cominciare dalla telefonata di Renzi ad Angelino. Una telefonata di riappacificazione e per mettere il timbro all' intesa alla quale hanno lavorato Delrio e Guerini.

 

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