Luca Telese per "il Fatto Quotidiano"
Cinque minuti di delirio, a Sanremo, probabilmente li avete visti. Pier Luigi Bersani si alza in piedi durante una pausa fra Emanuele Filiberto e uno spot pubblicitario. In linea teorica si parla di operai, e di Termini Imerese. Non ha ancora detto nulla, che già viene sommerso dai fischi. Interrogato da Maurizio Costanzo - che conduce - resta intimidito ("Me l'ha chiesto lui di parlare...") e poi getta la spugna, si siede. Dopo di lui Claudio Scajola quasi giganteggia: quelli lo contestano, lui alza la voce e tiene duro.
Di Pietro con torta in facia al Bagaglino Ansa
Dalla scenetta si possono dedurre due cose. La prima è che il leader del Pd è molto educato, probabilmente troppo. La seconda è che il centrosinistra, continua a sottovalutare la forza dei media e le sue regole. Anzi. Ogni volta che prova a combattere Berlusconi sul suo terreno - malgrado l'inflazione di consulenti di immagine ingaggiati per migliorare - perde punti invece di guadagnarli.
Veltroni doppiatore del sindaco tacchino foto ansa
Ecco una breve galleria degli orrori. Massimo D'Alema, da segretario del Pds, va da Vespa, con un video "amatoriale" (lo ha fatto il suo portavoce) in cui prepara il risotto per gli amici. Dovrebbe fare simpatia, tutti pensano: meglio andare al ristorante. Nel 1999 un bis: da Morandi - nel frattempo è diventato premier - canta "C'era un ragazzo". O meglio, ci prova, perché non sa le parole: Morandi infila il ritornello, lui fa il pesce. Spontaneità da merluzzo, roba da spararsi, tutti da casa si chiedono: ma dov'è vissuto, questo? Antonio Di Pietro e Clemente Mastella si fanno "tortinfacciare" al Bagaglino (e ridono pure).
Elisa e Pierluigi Bersani Foto Ansa
Piero Fassino, con una performance horror, si commuove per la tata dalla De Filippi. Poi si scoprirà che l'ha avuta solo per nove mesi, ma la lacrimuccia tremula mentre dice: "Chi!? Chi?" è indimenticabile. La parola d'ordine è "umanizzare". Senza calcolare che spesso il risultato è opposto. Veltroni doppia un sindaco tacchino in un kolossal Disney. Ma almeno queste cose lui le sa fare.
Bertinotti legge una poesia con tono compìto, per radio, quasi commuove: peccato che, solo alla fine, gli dicano: è l'inno di Forza Italia. Senza parole. Romano Prodi cita "la curva di Laffer" nel duello con Berlusconi davanti alla Confartigianato, tramesso dal TG4 di Emilio Fede. Lo sommergono di fischi. Il giorno dopo i giornali spiegano che cosa sia, perché lui aveva dato per scontato che tutti lo sapessero.
Un vero repertorio horror: le foto di Willer Bordon che fa le flessioni a torso nudo. Nel 1998 Enzo Bianco in posa da sirenetto per Gente, e il sindaco di Ancona Galeazzi appare quasi adamitico, nello stesso contesto (con un cabaret di pesce crudo in mano!).
Bersani a Sanremo
"Porta a Porta": a Marini il solito Vespa gli fa arrivare un lupo marsicano, tra le gambe. Il cane forse ha problemi intestinali. Marini è mitico, ma scena da dimenticare. Un coro di 22 parlamentari (fra cui molti progressisti) canta per Sanremo con la scusa della beneficenza. Sandro Curzi - solo lui poteva permettersi una cosa simile - irrompe al festival in tenuta simil apache alla guida di un gruppo denominato Riserva indiana. Il problema non è andare in tv.Il problema è che cosa ci fai.
I leader della sinistra hanno capito poco o pochissimo di cosa funzioni e cosa no, credono che se vai dalla De Filippi parli al popolo. Invece l'unica cosa certa è che fai ridere il popolo. Che però è un'altra cosa. Meno male che al dopo festival della di Cioccio su YouDem abbiamo scoperto la figlia di Bersani, Elisa: carina, simpatica, disinvolta. Lui le tirava la giacca (e faceva male). Proposta: più Elisa, meno Pier Luigi. Vale almeno 2 punti.