SINISTRA IMMOBILIARE - PORTARE UN LIGRESTI A FIRENZE è PERICOLOSO: SI PESTA LA STESSA AREA IN CUI DELLA VALLE VUOLE EDIFICARE LO STADIO – E L’ASSESSORE ALL’URBANISTICA ERA PRO-LIGRESTI - IL SINDACO DOMENICI: “ORA BLOCCO TUTTO”…
Concita De Gregorio per "l'Unità"
Diego Della Valle
Il sindaco di Firenze Leonardo Domenici ha chiesto di essere ascoltato dal procuratore che indaga sulla lottizzazione dell'area di Castello. L'inchiesta ha portato ieri alle dimissioni dell'assessore comunale all'Urbanistica Gianni Biagi, indagato per corruzione. Il caso vede coinvolti, direttamente o indirettamente, tre candidati alle primarie: Graziano Cioni, assessore, è indagato per corruzione e violenza privata. Il capogruppo del Pd in consiglio comunale Alberto Formigli, primo firmatario della lista per la candidatura di Lapo Pistelli, non è indagato ma è protagonista di alcune intercettazioni.
Così come Matteo Renzi, anche lui del Pd, presidente della Provincia. Il caso- Castello è ormai diventato un caso nazionale: Veltroni incontrerà oggi Domenici per discuterne. «Ho scritto al procuratore - dice il sindaco e presidente dell'Anci - per offrire la mia disponibilità ad un incontro. Naturalmente non si tratterebbe di una testimonianza a carico o a discarico di alcuno ma di un contributo alla conoscenza: credo infatti che manchino dei tasselli importanti per capire questa lunghissima e complessa vicenda urbanistica».
Leonardo Domenici
L'aspetto più delicato da chiarire è l'ultimo passaggio: era in corso un tentativo da parte di Della Valle di costruire in quell'area il nuovo stadio della Fiorentina, in una zona che avrebbe eroso una parte del parco pubblico che il costruttore Ligresti avrebbe dovuto realizzare a «compensazione» delle aree di edilizia privata. E contemporaneamente era in corso la trattativa, da parte di Provincia e Regione, per l'acquisto a prezzi di mercato delle aree su cui edificare le loro nuove sedi. «È necessario parlare al passato - precisa Domenici - perché è evidente che a questo punto non si farà più nulla: blocco tutto».
Poi racconta. «A Biagi, del quale ho accolto le dimissioni, si imputa di aver avuto un atteggiamento teso a valorizzare l'investimento di Ligresti. Questo perché segnalò allo stesso Ligresti il nome di un capoprogetto. Di per sé (in assenza di ‘merce di scambio') non è reato. In ogni caso è necessario fare chiarezza. I pm non contestano nessun atto amministrativo. Chiedono come mai siano state date solo le concessioni per l'edilizia privata. La risposta è che erano già state deliberate e che erano un atto dovuto. E la Provincia e la Regione stavano ancora trattando l'acquisto delle aree su cui costruire le sedi.
Concita De Gregorio
Quanto al Parco, che in una telefonata io dico di voler smitizzare, il punto è questo: un parco di 80ettari in una zona compresa fra l'aeroporto due autostrade e la stazione è destinato a diventare, in assenza di altre strutture, un ricettacolo di traffici, di prostituzione. Sono convinto che costruire lo stadio in quell'area avrebbe contribuito a scongiurare questo pericolo: strutture per lo sport e il tempo libero avrebbero dato diversa vita alla zona. Ho cercato di trovare un'intesa tra gli imprenditori. Forse questo ha allarmato Ligresti che può aver temuto un rallentamento dei lavori. Difatti, in alcune conversazioni, accusa l'amministrazione di menare il can per l'aia e addirittura la diffida per le vie legali».
In ogni caso, dice Domenici, «bisogna conoscere molto bene i tempi di questa lunghissima vicenda per aver chiaro che la costruzione dello stadio, chiesta da Della Valle nel 2008, non poteva essere prevista da un piano approvato nel 2006 e che dunque le due vicende non possono essere messe in relazione. Sono e resto convinto che l'idea dello stadio fosse una buona idea. Sarei lieto di illustrarne i motivi al magistrato, insieme ad ogni altro dettaglio che possa essergli utile per l'indagine».








