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"The Death of American Virtue" - Lewinsky rivela: Bill Clinton mentì sotto giuramento al gran giurì - Clinton ebbe per anni una relazione segreta con Susan McDougal. La fedelissima amica che ha passato ben 18 mesi in prigione per essersi rifiutata di fornire risposte potenzialmente dannose per Clinton al grand giurì...

Alessandra Farkas per Corriere.it

Bill Clinton mentì sotto giuramento nel descrivere al gran giurì che indagava sulle sue relazioni con Monica Lewinsky la natura dei loro incontri. E' la stessa Lewinsky a rivelarlo al docente di diritto della Duquesne University Ken Gormley, autore di un attesissimo saggio sullo scandalo a luci rosse che nel 1998 portò all'impeachment dell'allora presidente Clinton.

Monica Lewinsky e Bill ClintonMonica Lewinsky e Bill Clinton

"I giurati gli fecero domande molto precise a cui lui rispose in modo non veritiero», ha scritto l'ex stagista al professore, un'affermazione su cui l'avvocato di Clinton David Kendall non ha voluto rilasciare alcun commento.

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Nel voluminoso libro di quasi 800 pagine intitolato "The Death of American Virtue" ( in uscita a febbraio) Gormley rivela anche che Clinton ebbe per anni una relazione segreta con Susan McDougal. La fedelissima amica che ha passato ben 18 mesi in prigione per essersi rifiutata di fornire risposte potenzialmente dannose per Clinton al grand giurì incaricato dello scandalo immobiliare Whitewater. E fu poi graziata dallo stesso Clinton negli ultimi giorni della sua presidenza.

Ma ad uscire a dir poco male dal libro è anche il procuratore Kenneth Starr, l'implacabile Torquemada del Sexgate che viene descritto da Gormley come "un uomo arrogante, pieno di sè e privo del senso delle proporzioni".

Vicino al mio nome nei libri di storia ci sarà sempre un asterisco", si lamenta Clinton in una delle tre interviste concesse all'autore, "eppure spero ancora di riuscire ad averne due", aggiunge, "Un asterico per l'impeachment e un altro asterisco per aver sconfitto i miei critici come un cane da recinto".

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Qualora l'ex presidente non avesse pubblicamente riconosciuto di aver mentito sotto giuramento circa la sua relazione con la Lewinsky, si scopre, il successore di Starr, Robert Ray, era pronto ad incriminare Clinton dopo la fine del suo secondo mandato, nel gennaio del 2001. "Il Presidente Clinton non ha mai realizzato quanto vicino egli sia arrivato ad un'incriminazione ufficiale", teorizza l'autore.

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[19-12-2009]
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