TI SFANCULO, MA E’ POLITICA – INSULTI IN GUANTO DI VELLUTO FRA SALVINI E BOLDRINI DALLA GRUBER – “LEI E’ CATTIVO MAESTRO”, “E LEI E’ UNA RAZZISTA DI ITALIANI, OSSESSIONATA DAGLI IMMIGRATI” – ALLA FINE, ENTRAMBI SODDISFATTI: “IN FIN DEI CONTI E’ STATO UN CONFRONTO CIVILE, NO?” 

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Paola Di Caro per il Corriere della Sera

 

Non si erano incontrati mai, e quel mix di tensione e imbarazzo che i politici navigati imparano fin da subito a non provare, stavolta era invece palpabile. Si sentiva nel momento in cui, negli studi di La7 che ha ospitato il loro faccia a faccia moderato da Lilli Gruber ad Otto e mezzo , Matteo Salvini e Laura Boldrini si sono stretti la mano, davanti ai flash dei fotografi: «E mo' per chi votiamo però?» la battuta di uno di loro che ha portato una risata benedetta.

 

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Sì, perché sarà pur vero, come confida il leader leghista alla fine, che «non c' è nulla di personale contro di lei, è politica», ma è altrettanto vero che la guerra che i due si fanno da anni, con il Carroccio e i suoi esponenti spesso violentissimi nei confronti del presidente della Camera, non è poi così normale, nemmeno per i canoni della politica 2.0.

 

«Io aggressivo? Ma se lei mi ha dato, pure stasera, praticamente del criminale!», allarga le braccia Salvini, ostentando sicurezza, dopo aver definito la rivale anche «incapace e razzista» : «Credo sia andata bene. E adesso me ne vado dalla mia fidanzata: cena, Isola dei famosi e Juve-Tottenham». Lei, avvolta da un foulard rosso che «mi hanno regalato le tante vittime della violenza che ho ricevuto», è altrettanto soddisfatta: «Ho dimostrato che non ho paura di nessuno. Ho affrontato tali situazioni di crisi nella mia vita, nei luoghi di guerra, figuriamoci se mi spaventava questo confronto...».

 

Com' è finita? Probabilmente in linea con gli obiettivi di entrambi. Della Boldrini, che voleva porsi sì come figura istituzionale, ma anche come candidata di Liberi e uguali capace di ribattere alle accuse dell' avversario di lassismo nei confronti degli immigrati che delinquono o di «incapacità nel governare», perché «io non avevo un ruolo in Parlamento, e noi siamo all' opposizione».

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Ma anche Salvini voleva far passare il suo messaggio di leader duro sui fatti ma non irridente, tanto che alla Gruber che gli chiedeva se avesse qualcosa da dire rispetto all' uscita di un anno fa che tanto indignò la politica, cioè l' aver definito una bambola gonfiabile che gli avevano portato sul palco «la sosia della Boldrini», il capo leghista sorride: «Mi dolgo e mi pento. Mi cospargo il capo di cenere visto che siamo in Quaresima...».

 

Si capisce però che la Boldrini non ha perdonato Salvini per averle gettato «addosso un' onda terribile di odio, su di me e sulla mia famiglia, commentando ogni crimine dei migranti con l' hashtag #risorseboldriniane», e l' aver permesso che le si potesse augurare di essere stuprata: «Lo ha fatto un suo sindaco, quando si arriva ad auspicare gli stupri è guerra etnica».

 

BOLDRINI SALVINI CARTELLO BOLDRINI SALVINI CARTELLO

Ma ecco il colpo ad effetto: «Io la ringrazio, perché mi è anche arrivato tanto affetto, e solidarietà, e partecipazione, lei è stato una risorsa per la mia campagna», e quindi alza un cartello, dove compare l' hastag #risorsesalviniane. Escamotage ripetuto anche dopo con un altro cartello con scritto «Salvini parole parole parole» perché - è il contrattacco al leader leghista che la accusa di «razzismo» contro gli italiani e simpatia per i migranti, pur delinquenti - «io con i criminali non ho nulla a che fare, devono andare in prigione, e la vostra Bossi-Fini va cambiata perché ha aumentato gli sbarchi, altro che 600mila rimpatri».

 

boldrini unhcr boldrini unhcr

Il dibattito ruota molto sul tema immigrazione, per Salvini i rimpatri sono eccome fattibili. Ribatte Boldrini, che accusa il rivale di essere stato «un cattivo maestro» sui fatti di Macerata: «i migranti per lei sono oro, ci ha costruito un' intera carriera politica». E alla fine è Salvini a tirare fuori la sua carta: sventola la lettera dell' Inps a una giovane cieca, diabetica che «andrà in pensione solo nel 2047: il mio obiettivo è abolire la Fornero, e aiutare gli esodati italiani, i disoccupati italiani, i terremotati italiani».

 

LUCA TRAINI MACERATA LUCA TRAINI MACERATA

Finisce con gli «auguri» reciproci: «Che raccolga quello che ha seminato», dice Salvini. «Che si liberi dall' ossessione dei migranti», quello della Boldrini. Si chiude, altra stretta di mano. «In fondo è stato civile, no?», chiedono entrambi, confortati.

 

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