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TRENDWATCHING ALLA NAPOLETANA? - VELARDI NON CI STA E QUERELA IL “CORRIERE DEL MEZZOGIORNO”: “NON C’È ALCUN CONTRATTO TRA SOCIETÀ DEL GRUPPO RETI E LA FONDAZIONE CAPRI. A QUESTO PUNTO MI PRENDO LE MIE LIBERTÀ, IL FESTIVAL SI FARÀ ALTROVE…

VELARDI QUERELA IL "CORRIERE"...
Da http://www.claudiovelardi.it/?p=21

Allora, comincio a prendermi le prime libertà, partendo da un po' di stupidaggini napoletane. Ieri un commentatore ha scritto sul Corriere del Mezzogiorno che Velardi ha lasciato l'assessorato perché ha "un fiuto infallibile a correre in soccorso del vincitore". L'illustre scrivano non spiega perché a Napoli ci sono andato, a febbraio del 2008, in piena crisi dei rifiuti. Anche allora correvo in soccorso di qualche vincitore? E' evidente che chi scrive è un imbecille in malafede.

CLAUDIO VELARDI MARCO MINNITI - Copyright PizziCLAUDIO VELARDI MARCO MINNITI - Copyright Pizzi

Veniamo alla seconda, un po' più seria. Oggi lo stesso giornale scrive "fondi da Velardi a Velardi", alludendo ad una delibera che stanzia risorse per il primo osservatorio internazionale di trendwatching, appuntamento della neonata Fondazione Capri. Si sostiene che viene finanziata la società Gpf, del gruppo Reti. Falso. Per preparare la manifestazione Elena Marinoni - ricercatrice di Gpf, tra i massimi esperti italiani di trendwatching - sta fornendo una consulenza gratuita. Non c'è alcun contratto tra società del gruppo Reti e la Fondazione Capri. Gli avvocati si occuperanno di stabilire i termini di un'azione legale nei confronti delle sciocchezze scritte.

E veniamo alla conclusione, a proposito di libertà che finalmente posso prendermi. A questo punto il Festival si farà altrove. La nostra ricercatrice verrà incontro a richieste che sono arrivate da altre città.

GIAMPAOLO FABRISGIAMPAOLO FABRIS

E' una decisione che prendo con molto rammarico per la serietà, la disponibilità e la civiltà mostrate dalla Fondazione Capri e dal suo presidente Gianfranco Morgano, ma anche - confesso - con un po' di sollievo, perché la sola idea di affogare un'iniziativa di rilievo mondiale nell'ennesimo, ridicolo tritatutto napoletano, mi fa abbastanza schifo.

Sarebbe stato bello ospitare a Capri Chris Anderson, direttore di Wired, Li Edelkoort, massima trendforecaster mondiale, gli scrittori di fantascienza William Gibson e Bruce Sterling, Tyler Brulé, fondatore delle riviste Wallpaper e Monocle, Brian Eno, solo per citare alcuni nomi. La manifestazione avrebbe attirato l'attenzione internazionale su un'isola da sempre teatro ideale delle nuove tendenze nell'arte, nella moda, nel costume. Sarebbe diventato un appuntamento annuale di grande richiamo. Avrebbe fatto bene, molto bene, all'immagine di Capri e della Campania.

Purtroppo, devo concludere ancora una volta che non ci sono le condizioni per fare qualcosa di buono in quella terra malata. Peccato.
Claudio Velardi


Trendwatching alla napoletana: il pezzo "incriminato" del corriere...
Alessandro Chetta per il "Corriere del Mezzogiorno"

ANTONIO BASSOLINO - Copyright PizziANTONIO BASSOLINO - Copyright Pizzi

«Vado a caccia di tendenze» urla il motto di William Gibson nella pagina online del primo Osservatorio di Trendwatching, di scena a Capri dal 15 al 17 ottobre. Questa «caccia» al lifestyle nelle me­tropoli ha i suoi costi. Tanto che la Regione ha stanziato 200mila euro per l'evento che rientra nel bouquet di appuntamenti della neonata Fondazione Capri.

Una due giorni sul «trendwatching», ovvero l'analisi su fenomeni di costume innovativi e tendenze emergenti delle più grandi metropoli. In sintesi, sull'isola azzurra si farà il punto sulle ricerche effettuate dal Gpf di Milano (società fondata dal sociologo Giampaolo Fabris, ndDago), istituto di ricerca e consulenza strategica sul cambiamento sociale.

Organismo che dal 2005 fa parte della Gruppo Reti, network di società che annovera tra i soci Claudio Velardi, ex assessore campano al Turismo, auto-dimissionatosi dalla giunta Bassolino tre settimane orsono.

La cifra dello stanziamento è verificabile sul Bollettino regionale numero 1039 che va sotto il nome «Il viaggio nella tradizione: Piedigrotta - La festa di Napoli». La delibera è del 28 maggio e riguarda quarantadue eventi spalmati sull'intera Campania. Quindi, riassumendo brutalmente: la giunta regionale stanzia duecentomila euro per il festival sul trendwatching, soldi che in parte (sembra un po' meno della metà) vengono percepiti da un istituto che fa parte del gruppo dell'ex assessore, il quale, è giusto ricordarlo, entrando in giunta si dimise dai cda delle sue società;

il Gpf cura e organizza l'evento sull'isola azzurra (la raccolta dati sulle tendenze è invece compito di Memi, agenzia incorpo­rata nel Gpf). Il 'gettone' è stato elargito al Comune di Capri, tra i soci pubblici della fondazione, presieduta da Gianfranco Morgano. Velardi spiega: «Conflitto d'interessi? Per nulla. Certo la fondazione ha posto il problema ma trattandosi dell'unico istituto che fa trendwa­tching la questione non esiste affatto perché non c'è nessuna realtà che si occupi di questo settore. Quindi ogni speculazione è totalmente fuori luogo».

Sul suo blog, inoltre, Velardi spiega che la consulenza prestata dall'istituto Gpf è gratuita e che non c'è nessun contratto scritto, formalizzato.

La dotazione economica dell'osservatorio sulle tendenze caprese balza all'occhio se confrontata con kermesse di robusta tradizione. Il trendwatching 'prende' il quadruplo del festival Negro di Pertosa (14esima edizione), un po' meno della metà del blasonato S ettembre al borgo (450mila euro), il doppio del Premio Carosone (100mila euro).

 

 
[02-07-2009]