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TUTTI IN SOCCORSO DEL VINCITORE: c’è CHI LO VORREBBE OBAMA A CAPO DEL PDL MONDIALE – è COME SILVIO Più gIOVANE, FIGO MA NON FIGHETTA – IL CAV. IMPRESSIONATO “DAL FISICO MUSCOLOSO” – CHE FARE LA NOTTE DELLE ELEZIONI?...

Silvio BerlusconiSilvio Berlusconi

1 - TUTTI SUL CARRO, IL PDL DI OBAMA...
Jacopo Iacoboni per "La Stampa" - S'era capito tutto non quando parlò Bondi: quando ruppe il silenzio Mike. Illuminando tutti: «Sostengo Obama perché è capace di guidare il Paese delle libertà». Lo vedono così, nel centrodestra italiano, una specie di capo del Pdl mondiale. Non un candidato storico, il primo nero, il democratico dopo otto anni molto repubblicani, queste sono cose da osservatori. No, Obama seduce perché appare loro come un Silvio più giovane, perché rapisce le ministre, Gelmini-Carfagna-Prestigiacomo, perché parla «per slogan», «perché non è ideologico», perché insomma è figo ma non fighetta - anche se su questo esistono pareri discordi -, perché comunque alla destra italiana sembra tanto più glamour lui perfino degli stivaletti della Palin, che pure alle ministre non dispiacciono, e eccitano (sic) i commentatori d'area.

Almeno Barack non è un vecchio. «È una novità», ha detto la Carfagna, «per questo ha battuto Hillary, non perché lei è donna». Raccontano sia questa la ragione per cui a Silvio Berlusconi in fondo scaldi il cuore assai più di John McCain: la freschezza-novità. Lo impressiona quel «fisico così muscoloso», come ha sussurrato la sera del terzo confronto in tv col senatore repubblicano. E al Columbus day il Cavaliere, che era a Washington, ha chiamato, sì, tutti e due i candidati, ma la telefonata con Obama è stata molto più calda, si sono salutati dicendosi «ci rivedremo» dopo una chiacchierata durata sette minuti. Per quella col povero John ne sono bastati meno della metà.

Barack ObamaBarack Obama

Che Sandro Bondi indichi le similitudini tra Obama e Berlusconi (carisma, niente ideologia, rottura degli schemi), viene di conseguenza. Così come è conseguenziale che Franco Frattini, in tv di Lucia Annunziata, scorga affinità tra il democratico e il premier italiano, discorsi brevi, «basati molto sugli ideali» (e sarebbero?). Ma per risalire all'obamite del centrodestra italiano bisogna ricordarsi di ciò che Giulio Tremonti sta dicendo da mesi. Nell'ottobre del 2007 a Saint-Vincent, chiacchierando prima di discutere sul palco con Walter Veltroni, già diceva «vedrete che presto le soluzioni nostre parranno simili a quelle dei nuovi democratici americani».

Quest'estate le cose si sono chiarite: alla notizia che anche Barack era intenzionato a introdurre qualcosa come una Robin Hood tax, il ministro dell'Economia se la cavò con una battuta, «sulla Robin Hood tax nessuno ha diritto d'autore, e non intendiamo chiedere diritti d'autore al candidato alla presidenza d'America. Ma Obama vuole tassare i guadagni dei petrolieri per dare ad ogni famiglia americana mille dollari».

Tutti, come sempre, si sono adeguati. Con effetti a volte bizzarri. Mariastella Gelmini ha dichiarato che Obama sostiene una politica per la scuola stile Gelmini: «Sta proponendo per la scuola americana provvedimenti simili ai nostri. È un vero e coraggioso riformatore a differenza di Veltroni». Peccato risulti agli atti una relativa freddezza di Barack rispetto a quanto avviene nella penisola, malgrado i tanti amici autoproclamati nel Pd, e malgrado la circostanza che i soldi stanziati nel programma dei democratici Usa per la scuola siano 14 miliardi di dollari.

Scaraffia e Silvia RoncheyScaraffia e Silvia Ronchey

Ognuno veda pure in Obama quel che vuol vedere, che problema c'è. Anselma Dell'Olio sta con Obama «perché è ora di cambiare», anche se Il Foglio non s'è fatto prendere, anzi. Renata Polverini, capo del sindacato di destra, dice che Obama le piace perché «può cambiare lo scenario internazionale e perché è nero». La Chiara Moroni ha raccolto un gruppo di parlamentari del Pdl, Lucio Malan, Marcello De Angelis, Fabio Granata, Paola Frassinetti, e fondato un sito, pdlperobama.com. Marcello de Angelis, direttore del periodico Area, ha anche schierato quel giornale della destra sociale limpidamente pro Obama.

Sponsor indovinate chi? Giano Accame, consigliere di Gianni Alemanno, il sindaco che ha altri problemi da affrontare ma in privato, con Isabella Rauti e il suocero Pino, fondatore di Ordine Nuovo, avrebbe manifestato anche lui più simpatia per Obama che per McCain. E perché? «Area» si augura che gli Usa siano guidati da una sensibilità meno manichea sul Medio Oriente, e meno ostile alla Siria (Frattini è invece convinto che Obama non verrà a patti con Hamas).

Insomma, non solo al centrodestra: Barack piace alla destra sociale! Meno a Fini, che a marzo scivolò dicendo di non sapere se gli Usa erano pronti a una presidenza di un nero. O a Gasparri, il quale se vincesse Obama ha annunciato «prenderei le distanze dalla Casa Bianca». Affermazione che turba i sonni del candidato di Chicago, e quel che è più grave addolora i kompagni del centrodestra d'Italia, sul carro di chi non ha ancora vinto.

2 - E ROMA SI DIVIDE TRA BARACK E LADY FRATTINI...
Michela Tamburino per "La Stampa" -
Che notte, Dio, che notte» faceva dire Feydeau a un suo personaggio che ne «L'albergo del libero scambio» correva da una camera all'altra. Esclamazione che accomunerà anche coloro che vorranno partecipare agli eventi incrociati di domani sera, in attesa delle elezioni presidenziali americane. La festa ufficiale dell'ambasciatore americano Spogli riservata agli americani in Italia, si consumerà all'Hotel Excelsior, giusto in faccia all'ambasciata di via Veneto, cibo della tradizione fast, molta ufficialità. Chi invece si sente meno equidistante, accetterà l'invito del limitrofo Spazio Etoile, dove il Pdl ha organizzato una festa con tanto di megaschermi, anche qui spuntino tipico stelle e strisce e tanti politici della maggioranza.

Ma c'è un però. Su tutti i ricevimenti grava come un'ipoteca il vero appuntamento da non mancare, ben sistemato proprio nel giorno clou: la festa di compleanno di Chantal Sciuto, Lady Farnesina, la fidanzata del ministro degli Esteri, Franco Frattini. Un genetliaco non da poco, di quelli che vanno sottolineati e ricordati per sempre, il quarantesimo anno d'età. Per l'occasione arriveranno dalla Sicilia i genitori e per l'occasione si spalancheranno le porte di Palazzo Orsini, splendida magione d'epoca, adibita proprio quella notte a sede dei festeggiamenti di Chantal. Tanti gli invitati e tutti di apparato, tutti con la necessità di doversi bilocare, ministro Frattini in primis.

Che si fa? Si domandavano i possessori del doppio invito? Si corre di qua e di la come farà Mario D'Urso: prima la cena di compleanno, poi un saluto all'ambasciatore Spogli e per finire, via a «Porta a porta» dove trattenersi fino all'alba. Chi volesse più comodamente godersi la trasmissione, potrebbe ugualmente collegarsi con Vespa da quella che sulla carta pare essere la festa più divertente, organizzata all'Hotel Parco dei Principi su Villa Borghese da due americane a Roma, Barbara Lias e Ann Joyce.

Irene GhergoIrene Ghergo

Loro vengono da Chicago, dallo stesso quartiere di Obama e hanno deciso di fare questa festa finta-bipartisan: «Abbiamo invitato tutti da Alemanno a Rutelli. Suonerà musica gospel un'orchestra composta da 27 musicisti, la maggior parte di colore. Poi c'è la cantante nera Crystal White, regina del soul. Dopo il discorso di Spogli alle 23, arriveranno anche coloro che vogliono ballare da noi. Ci collegheremo con l'ufficio di Barack dove c'è mia sorella e speriamo nella grande sorpresa di avere qui due keniani che fanno parte della stessa tribù della famiglia di Obama. A mezzanotte, hamburger e patatine».

Chantal SciutoChantal Sciuto

I Democrats Abroad invece offriranno i classici pancake del breakfast in un ristorante della Stazione Termini, dopo l'una del mattino. Al Parco dei Principi andranno i tanti che giovedì scorso hanno affollato l'Ambra Jovinelli per la festa organizzata da Vittorio Occorsio e che ha visto protagonisti Rutelli, Melandri, Zingaretti, Carla Fracci. Il partito democratico riceverà anche al Tempio di Adriano mentre al Caffè Letterario dell'Ostiense, fino a pochi giorni fa sede di Nessuno Tv ora trasferitasi in via del Plebiscito in area berlusconiana, ci sarà la festa dei nuovi padroni di casa, Red Tv, di area Dalemiana.

Fuori dal coro i due incontri privati fatti per guardare le elezioni senza distintivi. Nicoletta Fiorucci, presidente di Altaroma, riunisce in casa gli appassionati d'America con figli giovani ai quali spiegare contestualmente che cosa sono gli Usa. Nicoletta e suo figlio Andrea di Biagio, ricevono tra gli altri, Giulio Campello e suo figlio Francesco, Valentina Moncada e sua figlia Ginevra Williams. Lo scrittore Beppe Scaraffia approfitta dell'onomastico della sua compagna Silvia Ronchey per cenare a bordo tv con i Robilant, Verde Visconti, Patrizia Cavalli, Andrea Miglio, Sandro Chia, Irene Ghergo.

A Milano, meglio, a Villa San Carlo Borromeo di Senago, Cristina Frua De Angeli riceve nella sede di Spirali i suoi amici scrittori mentre nella sede di Barabino e Partners in Foro Bonaparte è stato allestito un talk show economico finanziario, rimandato su Cnbc, un centinaio di invitati, collegamenti con New York, Londra e Berlino. Ci saranno il premio Nobel Michael Spence, Giorgio Galli, Tonino Perna e Giancarlo Di Risio. Non si hanno notizie del buffet.

 
[03-11-2008]