Simona Verrazzo per "Libero"
lapresse nicolas sarkozy bandiere
Il presidente francese, Nicolas Sarkozy, è nella bufera per l'offerta di acquisto dell'autorevole quotidiano "Le Monde", vicino alla sinistra d'oltralpe, da tempo in gravissima crisi economica. Sarkozy, secondo voci interne alla redazione, sarebbe intervenuto in prima persona per cercare di bloccare l'offerta della gauche per la ricapitalizzazione di "Le Monde".
sarkozy berlusconiIl presidente francese avrebbe convocato il direttore del quotidiano, fondato nel 1944 da Hubert Beuve- Méry dopo la fine dell'occupazione tedesca di Parigi, Éric Fottorino, per fargli sapere di non gradire l'offerta del trio di investitori formato da: Pierre Bergé, compagno del defunto stilista Yves Saint Laurent; il fondatore del provider Free, l'imprenditore Xavier Niel che vanta un patrimonio di due miliardi di euro; e il finanziere Matthieu Pigasse, direttore della banca Lazard France e della rivista "Les Inrockuptibles" ed ex collaboratore di Dominique Strauss- Kahn, attuale direttore del Fondo monetario internazionale più volte considerato il candidato dei socialisti per le presidenziali del 2012.
Le monde
Sarkozy avrebbe minacciato Fottorino di "non dare gli aiuti di Stato per il salvataggio". Ne è nato un caso politico, ripreso anche dalla stampa straniera. Tra tutti i titoli colpisce quello del "Daily Telegraph": "Nicolas Sarkozy trying to ‘Berlusconise' French media" (Nicolas Sarkozy sta provando a ‘Berlusconizzare'i media francesi). Il quotidiano britannico cita un membro dell'entourage di Pigasse, anonimo.
pierre berge
Ieri la Società dei Lettori di "Le Monde" (SLM), uno degli azionisti di minoranza, ha definito "inaccettabile" l'intervento di Sarkozy. Ma per il portavoce del partito di governo Ump, Frédéric Lefebvre, sono "voci grottesche". La partita su "Le Monde" sarà decisa il 30 giugno. Il buco oscilla tra i 100 e i 120 milioni di euro.
Tra i vari offerenti erano spuntate le ipotesi del gruppo spagnolo Prisa a sua volta legato a Mediaset, che controlla il quotidiano "El País", e dell'italiano L'Espresso, quest'ultimo "dopo aver studiato il dossier" si è tirato fuori dalla corsa. Al momento sono due le offerte depositate: il trio Bergé-Niel-Pigasse e quella di Claude Perdriel, proprietario del quotidiano "Le Nouvel Observateur".