I VACCINI AL TEMPO DEL “MEDIOEVO” DEI SOCIAL – BEI: "NEI DUE PARTITI DI MAGGIORANZA ESISTONO ANCORA FORTI SACCHE DI RESISTENZA NO VAX E LA RITIRATA SULL' EMENDAMENTO CHE CANCELLAVA L' OBBLIGO DELLE VACCINAZIONI PER UN ANNO È STATA MOLTO SOFFERTA. INUTILE FARSI TROPPE ILLUSIONI MA SPERIAMO NELLA PARTE MENO IDEOLOGICA DELLA MAGGIORANZA ALLA QUALE APPARTIENE LA MINISTRA DELLA SALUTE GRILLO...

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Francesco Bei per La Stampa

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Vince la scienza, la politica fa dietrofront. Sarebbe bello poter leggere la giornata di ieri, con la clamorosa inversione di marcia del governo sui vaccini, come il trionfo della razionalità sulle fake news. Purtroppo non siamo ancora a questo: nei due partiti di maggioranza esistono ancora forti sacche di resistenza no vax e la ritirata sull' emendamento che di fatto cancellava l' obbligatorietà delle vaccinazioni per un anno (per sostituirla con una semplice autocertificazione) è stata molto sofferta.

 

Se dunque va salutata e incoraggiata la resipiscenza, è inutile farsi troppe illusioni.

Il cambio di rotta è stato imposto dall' esterno, non è frutto di una maturazione culturale. Il fatto è che l' intero mondo della scuola, dai presidi alle famiglie, l' intera comunità scientifica, l' associazione dei pediatri, tutti i luminari che si occupano di malattie infettive, chiunque insomma nel nostro Paese a qualsiasi titolo ha a che fare con i bambini, si è alzato e ha gridato con una sola voce: fermatevi. E finalmente, all' ultimo minuto dell' ultima ora, quando stanno per suonare le campanelle del primo giorno di scuola, i politici si sono fermati. Quegli stessi politici per i quali «vaccini sì, obbligo no» (Matteo Salvini), «obbligo solo per 4 non per 10» (Luigi Di Maio), «io mi immunizzavo con le visite ai cugini malati» (Paola Taverna), si sono resi conto di aver generato una gigantesca confusione che rischiava di travolgerli. E hanno fatto l' unica cosa possibile: ripristinare l' obbligo.

 

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Dunque non è vero quello che ancora ieri sosteneva Vittoria Baldino, relatrice M5S del decreto Milleproroghe, ovvero che sarebbe il decreto Lorenzin «la causa dei malfunzionamenti e del caos che abbiamo dovuto affrontare fino a oggi». No cara onorevole Baldino, l' unico caos l' avete generato voi ed è un bene che ci abbiate ripensato.

 

Adesso però non è finita, perché incombe un disegno di legge che dovrebbe cancellare l' obbligatorietà stabilita dal decreto Lorenzin a favore di un fantomatico «obbligo flessibile». Basta, per favore. Basta giocare sulla salute dei bambini andando dietro alle balle complottistiche che si trovano in rete. Occupatevi di altro e ascoltate cosa vi ha detto in commissione Alberto Villani, presidente della Società italiana di pediatria, e medico dell' Ospedale Bambino Gesù di Roma: «È indegno vedere bambini che nel 2018 muoiono di pertosse, morbillo, varicella».

Il problema, tuttavia, è più generale. Come ha giustamente ricordato ieri il presidente Sergio Mattarella, nel nostro Paese persiste una «diffidenza» nei confronti della scienza. Diffidenza che è molto radicata e difficile da superare con un decreto legge.

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Invece di inseguire nuovi cambiamenti normativi, il governo si impegni piuttosto con tutte le sue forze su una campagna di alfabetizzazione scientifica della popolazione.

 

Serve un bombardamento di contro-informazione, a partire da quel pozzo nero che sono diventati i social media. Da cui occorre ricacciare indietro il medioevo oscurantista. Ne saranno capaci coloro che in campagna elettorale hanno rilanciato sul palcoscenico pubblico le tesi più antiscientifiche solo per acchiappare voti? Dobbiamo tutti augurarci di sì, sperando che la piccola fiammella che si è accesa ieri venga alimentata dalla parte meno ideologica della maggioranza. Alla quale, a quanto pare, la ministra della Salute Giulia Grillo fortunatamente sembra appartenere.

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