VATICANO-ANO-ANO - SESSO, LOBBY GAY E DOSSIER, PARLA FRANCESCA CHAOUQUI, LA PAPESSA DI ‘VATILEAKS’: ‘NON SONO UNA VITTIMA, LE VITTIME SOCCOMBONO, IO SONO ANCORA VIVA. LA LOBBY GAY, QUANDO ERO IN VATICANO, ERA PARTICOLARMENTE FORTE NELL’INFANGARE E RICATTARE LE PERSONE. IL FATTO CHE AL PAPA NON IMPORTI MOLTO CHE UNO SIA GAY O NO LI HA MOLTO INDEBOLITI’ - ‘LA NOTTE NON DORMO TRANQUILLA: NON L’HO MAI FATTO…’

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FRANCESCA CHAOUQUI - NEL NOME DI PIETRO FRANCESCA CHAOUQUI - NEL NOME DI PIETRO

Pierluigi Diaco per “Oggi

 

Piazza Navona. Colazione sulla terrazza Borromini. Francesca Immacolata Chaouqui, nata 35 anni fa a San Sosti in provincia di Cosenza, da madre italiana e padre marocchino, si presenta con disinvoltura sinistra all’appuntamento. Eccola, la «papessa»: su di lei si è detto di tutto. Che è una lobbista, una infiltrata dei servizi segreti americani, una massona, una millantatrice, una mitomane, la gola profonda dello scandalo Vatileaks 2.

 

CHAOUQUI COL FIGLIO NEONATO IN TRIBUNALE CHAOUQUI COL FIGLIO NEONATO IN TRIBUNALE

Voci, accuse, appellativi che nascono da una domanda apparentemente senza risposta: perché il Vaticano la chiamò nel 2013 a far parte della Cosea, la commissione che avrebbe dovuto far luce sui conti del Vaticano (creata da Papa Francesco nel luglio 2013 e sciolta dopo pochi mesi, nel maggio 2014), di cui il suo ex amico, monsignor Lucio Vallejo Balda, era segretario e plenipotenziario? In quel momento, Francesca era una pr: lavorava per una società importante, Ernst & Young, ma nessuno la conosceva. «Scelsero me perché sono brava», dichiara lei a Oggi. Questa potrebbe essere la risposta giusta, ma, forse, non lo è.

 

Sia chiaro: Chaouqui brava nel suo lavoro lo è, eccome. È eccellente nella comunicazione di se stessa, ma anche sprovveduta, spericolata, ambiziosa, troppo libera e libertaria per poter varcare a lungo le stanze del potere Oltretevere. Ostinatamente convinta di essere una Giovanna d’Arco 2.0, ovviamente non ha perso occasione di scrivere un libro, Nel nome di Pietro, per tornare a far parlare di sé. 

 

Dica la verità: scrivere un libro era il suo obiettivo fin dall’inizio.

«Francamente il mio obiettivo, fin da quando avevo 17 anni, era ed è conquistare il mondo».

CHAOUQUI CHAOUQUI

 

Presuntuosa...

«Direi più ostinata».

 

Racconta storie di dossieraggi, ricatti, intrighi. Perché non li ha resi pubblici quando era una componente della Cosea?

«Perché all’epoca pensavo di poter fare bene dall’interno. Poi ho deciso, per ovvi motivi, di farlo dall’esterno».

 

Il Vaticano che racconta lei sembra irredimibile. Papa Francesco non ha influito finora?

«Il Santo Padre ha influito eccome, ma l’impresa è troppo ardua perfino per chi è guidato dalla Spirito Santo».

 

Sesso: è stato scritto in passato che lei e monsignor Lucio Vallejo Balda foste amanti.

chaouqui chaouqui

«Come ho già detto in altre occasioni, se volessi tradire mio marito non mi metterei con un monsignore a cui non piacciono le donne».

 

A proposito: ha più sentito monsignor Balda? 

«Non so dove sia. Spero solo che sia vivo».

 

La lobby gay a San Pietro è ancora forte?

«La lobby gay, quando c’ero io, era particolarmente forte nell’infangare e ricattare le persone. Il fatto che a Francesco non importi molto che uno sia gay o no li ha molto indeboliti».

 

Emiliano Fittipaldi e Gianluigi Nuzzi, giornalisti e autori di libri di grande successo, sono finiti a processo per Vatileaks 2. Si sente responsabile?

«Ci mancherebbe, assolutamente no. Non ho passato alcuna informazione segreta, mi sono solo limitata a presentare loro un prete».

 

L’errore più grande della sua vita?

FRANCESCA CHAOUQUI E VALLEJO BALDA FRANCESCA CHAOUQUI E VALLEJO BALDA

«Non lo ho ancora commesso».

 

È stata una carnefice o una vittima?

«Vittima no, perché le vittime soccombono. Io sono ancora viva».

 

Sente ancora qualcuno in Vaticano? Cosa le dicono? La situazione è ancora quella che racconta lei nel libro?

«Sento tutti, non è stato fatto assolutamente niente. Il quadro complessivo è addirittura peggiorato».

 

Anche suo marito, l’informatico Corrado Lanino, è finito dentro Vatileaks 2. Tra voi le cose come vanno?

«Vanno bene, stiamo insieme da 15 anni».

 

Ha pagato un prezzo molto alto alla sua ambizione. Pentita?

«No, assolutamente».

 

Che lavoro fa adesso?

nuzzi fittipaldi chaouqui nuzzi fittipaldi chaouqui

«Dirigo la mia agenzia di comuncazione e relazioni esterne».

 

Dopo Vatileaks, i suoi clienti sono aumentati o diminuiti?

«È aumentata la mole di lavoro. Quando uno è bravo, il lavoro arriva».

 

L’hanno soprannominata “la papessa”. Le piace?

(ride) «Mi ha soprannominata così mio marito e lo vorrei uccidere per questo».

 

È renziana?

«Sono più del Pd che renziana. Ma Matteo ha fatto un buon lavoro al governo e lo stimo».

 

Cosa pensa di Virginia Raggi? 

«Provo tanta tenerezza per lei».

 

Le hanno mai chiesto di scendere in politica? 

«Tante volte me lo hanno chiesto, ma io faccio un altro lavoro: attraverso la mia professione aiuto i politici a essere tali».

FRANCESCA CHAOUQUI E IL MARITO CORRADO LANINO FRANCESCA CHAOUQUI E IL MARITO CORRADO LANINO

 

A Roma hanno appeso manifesti contro Papa Francesco. Che idea si è fatta?

«Vorrei solo sapere chi ha speso tutti quei soldi per far scrivere quelle stupidaggini sui muri di Roma».

 

La gente per strada cosa le dice?

«Si fermano, mi salutano e mi chiedono di farsi un selfie con me».

 

È stata condannata a dieci mesi, con pena sospesa. Ci pensa mai al futuro?

«Non certo in termini galeottici».

 

 

vallejo chaouqui (1) vallejo chaouqui (1)

La notte dorme serena?

«No, ma da sempre. Dormo tre ore a notte da quando sono nata. E dormire tre ore non regala certo serenità».

 

Lei dice e scrive meno di quello che sa. Arriverà un secondo libro?

«Sì, ma non sul Vaticano. Lo sto già scrivendo».

 

Sa tenere un segreto?

«Ne so tenere tanti».

 

Quante bugie ha detto in questa intervista?

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«Nemmeno una».

 

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