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VIENI AVANTI DECRETINO! Di Pietro dovrebbe sapere che, più che Berlusconi, potè il Vaticano. Perché è il Vaticano che ritiene che non si possa far vincere la radicale Emma Bonino sotto al Cupolone - FINI NON MOLLA IL CAV (le truppe finiane in parlamento servirebbero proprio per impedire a Berlusconi di sciogliere le camere qualora si andasse allo show down) – PROMOZIONE AL “CORRIERONE” PER LA MOGLIE DI ENRICO LETTA – BERLASSO AL POSTO DI SUPERGUIDO (CON L’OK DI LETTA E DI SILVIO)?…

Il Cruscaio per "Italia Oggi"

ENRICO LETTA - copyright PizziENRICO LETTA - copyright Pizzi

1- Cambi di poltrone nella sede capitolina del "Corriere della sera". Roberto Marabini, capo della redazione romana delle Cronache italiane viene spostato alla Cronaca di Roma. Promossa, al suo posto, Gianna Fregonara, moglie di Enrico Letta, vicesegretario del Pd mentre Dino Martirano passa dalle Cronache al Politico.

berlusconi finiberlusconi fini

2- Sapete qual è la cosa che, di questi tempi, dà più fastidio al Cavaliere? paradossalmente, che Fini non abbia alcuna intenzione di far cadere il governo (né di uscire dal partito) ma che, anzi, abbia interesse a tenerlo in piedi, purchè con un Cavaliere azzoppato (in modo da avere più tempo per tessere la sua tela ed eventualmente creare un suo partito; le truppe finiane in parlamento servirebbero proprio per impedire a Berlusconi di sciogliere le camere qualora si andasse allo show down). E sapete qual è la cosa che, in questi giorni, dà più fastidio al presidente della repubblica Giorgio Napolitano? Che la «sua» sinistra e il suo PD possano scendere in piazza per manifestare contro il decreto salva elezioni da lui firmato.

GIORGIO NAPOLITANOGIORGIO NAPOLITANO

3- Non c'è giornalista (o rivale di partito) che non pagherebbe oro per vedere i tabulati telefonici di Alfredo Milioni, l'uomo che non ha presentato in tempo, presso il Tribunale di Roma, la lista dei firmatari per la lista del Pdl per la Regione Lazio. Tutti vorrebbero sapere a chi erano dirette o da dove provenivano quelle famose telefonate intorno all'ora di pranzo. Chi ha chiamato chi?

Guglielmo BerlassoGuglielmo Berlasso

4- Raffaele Lombardo, governatore della Sicilia, una ne fa e cento ne pensa. C'è chi dice che stavolta stia pensando di scaricare Gianfranchino Miccichè per imbarcare il Pd. Chi potrebbe essere il successore di Guido Bertolaso alla guida della Protezione civile? In pole position, al momento, sembra esserci Guglielmo Berlasso, direttore della Protezione civile in Friuli Venezia Giulia.

A volerlo sarebbe lo stesso Superguido che avrebbe ottenuto l'ok sul nome anche da Gianni Letta e Silvio Berlusconi. E chi invece, potrebbe prendere il posto dell'ormai famoso Balducci? In transatlantico circola il nome del parmigiano Pietro Lunardi, già ministro dei Lavori pubblici nel precedente governo Berlusconi e, di mestiere, progettista di autostrade in tutt'Europa.

5- Antonio Di Pietro dovrebbe sapere che, più che Berlusconi, potè il Vaticano. Perché è il Vaticano che ritiene che non si possa far vincere la radicale Emma Bonino sotto al Cupolone (o perdere la Lombardia del cattolicone Roberto Formigoni, anche se questa ipotesi, Oltretevere, interessa molto meno).

RAFFAELE LOMBARDORAFFAELE LOMBARDO

E quindi cosa c'era di meglio che un bel decretino (giustificato alla tesi, guarda caso tipicamente cattolica, del «male minore»; tesi fatta propria, ma guarda sempre il caso, da tutti i massimi esponenti politici italiani) per rimettere il Pdl in gara e sperare che vinca? Ma c'è qualcuno che ancora crede che il Quirinale abbia fatto tutto questo («dovevo firmare») per un «Berlusconi qualsiasi» con il quale i rapporti continuano a essere, a dir poco, altalenanti? Ma pensate veramente che Berlusconi, pur con tutto il rispetto per il nostro premier, sia in grado di imporre alcunchè al Quirinale?

DUE CRANI,BERLUSCONI E LETTA - Copyright PizziDUE CRANI,BERLUSCONI E LETTA - Copyright Pizzi

Inoltre, chiedetevi perchè, come ha scritto Eugenio Scalfari domenica scorsa, «un Gianni Letta in armatura e lanciato a passo di carica non l'avevamo ancora visto» e chiedetevi anche perchè solo poche ore dopo la firma del decreto (dal venerdì sera al sabato mattina) il Santo Padre difendeva «senza se e senza ma» («a spada tratta», sarebbe il caso di dire, per usare un linguaggio, un po' forzato, alla Scalfari, appunto) la protezione civile.

Alfredo MilioniAlfredo Milioni

 

 
[09-03-2010]