Il vento non sembra proprio voler cambiare per Walterloo: non c'è solo la crocifissione quotidiana di compagni di partito e quotidiani, ora si mette male anche sul fronte televisivo, da sempre il più saldo per l'ex sindaco di Roma.
Walter Veltroni - Copyright Pizzi
Ieri sera Ballarò è precipitato al minimo stagionale per Ballarò. Il segretario democrat, che stavolta è riuscito a non perdere la pazienza di fronte alla lunga successione di battute impietose di Maurizio Crozza sul Pd, oltre a subire in diretta lo smacco del suo sondaggista Nando Pagnoncelli, che ha sbattuto in faccia ai telespettatori della trasmissione più amata dal centrosinistra la cifra choc del 25% di consenso del Partito democratico, stamattina ha preso anche la cantonata degli ascolti.
La puntata di ieri della trasmissione di Giovanni Floris ha raccolto un misero 12,15% di share, con 3.219.000 telespettatori. Sono i numeri più bassi da quando è ripreso il programma, a inizio settembre. Il minimo fatto segnare precedentemente era quello della seconda puntata, con il 14,66% e 3.403.000 telespettatori.
Giovanni Floris
Poi costantemente sopra, con puntate che hanno superato quasi sempre il 15% e hanno fatto registrare anche picchi oltre al 17, come in occasione del dibattito tra Paolo Gentiloni, Pierferdinando Casini e Maurizio Gasparri del 2 dicembre (4.479.000 di telespettatori, 17,50%) o per la puntata sulla scuola con Pierluigi Bersani e Gianfranco Rotondi del 28 ottobre (4.191.000 con il 17.17% di share).
Sempre sopra al 14% anche gli altri leader del Pd: D'Alema al 16,57 (9 settembre), Rutelli al 16,55 (25 novembre), Fassino al 15,12 (14 ottobre). Altro picco per Floris è stata la telefonata in diretta di Silvio Berlusconi del 18 novembre: 4.124.000 con il 16.61%.
Anche Veltroni aveva fatto meglio di Veltroni. La puntata del 7 ottobre, con ospite in studio il segretario del Pd, ha segnato il 16,72% con 4.035.000 telespettatori. Quasi un milione in più rispetto a ieri sera.