CONTRO-JUVE – L’INTERISTA ANTONELLO PIROSO AL VELENO SU CR7 E IL GESTO “INQUALIFICABILE” DI RISPOSTA A QUELLO DI SIMEONE – “A VOI PARE NORMALE? LA PROSSIMA VOLTA, PER ALZARE L'ASTICELLA DELLA PROVOCAZIONE E ABBASSARE QUELLA DELLA DECENZA, A COS'ALTRO CI TOCCHERÀ ASSISTERE? AL TRENINO DELL'AMORE?'' – IL LAZIALISSIMO ANGELO MELLONE: “JUVE-ATLETICO? UNO SHOW SENZA ANIMA, MA QUESTO È IL CALCIO GLOBALE: SI TIFANO I CALCIATORI CHE VINCONO, NON LE MAGLIE GLORIOSE PERCHE' TUTTO È PLAYSTATION….”

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L’intervento di Antonello Piroso a “Virgin Radio”

 

 

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"Questa mattina Luigi di Maio ha telefonato adirato al premier Giuseppe Conte per l'espressione che ha usato nell'intervista al Corriere della Sera, 'Non siamo il cavallo di Troia', a proposito dell'accordo tra Italia e Cina sulla cosiddetta via della seta. "Ma come? Io sto facendo di tutto per far dimenticare i vaffa di Grillo, e tu ti metti a parlare così, per di più con un giornale come il Corriere? Non potevi usare un'altra immagine? Che so, cavallo di peripatetica, cavallo di prostituta, ma così, brutale, cavallo di Troia, ma dico, Giuse': che ti dice la testa?".

 

Un qui pro quo, come è del tutto evidente, cui Di Maio ci ha però abituato. 

Non c'è invece possibilità di equivoci su quello che ha combinato Cristiano Ronaldo ieri, dopo una prestazione sportiva di assoluto livello, 3 gol che hanno consentito alla Juventus di passare in modo assolutamente meritato il turno di Champions ribaltando il risultato sfavorevole dell'andata con l'Atletico Madrid.

piroso piroso

 

Questa mattina ho cercato nei giornali qualche riferimento alla sua impresa extrasportiva, chiamiamola così, per me -lo dico subito- inqualificabile, e lo direi pure se il protagonista non fosse stato lo juventino Ronaldo, ma, per dire, l'interista Zanetti.

 

La Stampa di Torino non mette neanche la foto, e possiamo presumere di capire il perchè.

Anche l'Avvenire non mette la foto, e anche qui si può capire il perchè, essendo il quotidiano dei vescovi.

 

Chi la foto invece la impagina, declassa il tutto quasi a un amabile sfottò, una dedica un po' particolare per una notte speciale, una replica al gesto ("quello sì troglodita", così scrive La Repubblica) di Simeone, un atto in cui Ronaldo indicherebbe la stessa zona del corpo, cioè gli huevos, per dirla in spagnolo, e via assolvendo.

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Peccato che nessuno scriva la pura e semplice verità, e lo dico edulcorando il riferimento perchè so che a quest'ora ci sono nostri ascoltatori che stanno accompagnando a scuola i propri bambini.

La foto fissa un attimo statico, ma chi come me ha visto la sequenza dinamica sa che Ronaldo, uno dei più grandi campioni a livello planetario nella storia del calcio, forse in virtù di vecchie ruggini con l'Atletico o con Simeone o con entrambi, vai a sapere, ha insistito nel simulare il gesto del servizietto, mettendo le mani a coppa rovesciata in zona inguinale e muovendo il bacino avanti e indietro.

 

No, dico, scusate: a voi pare normale? Cos'altro deve succedere in campo perchè i tifosi -tutti- dicano basta alla deriva? La prossima volta, per alzare l'asticella della provocazione e abbassare quella della decenza, a cos'altro ci toccherà assistere? Al trenino dell'amore? All'accoppiamento more ferarum? A quel numero che precede il 70?

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E non mi si tiri in ballo la retorica dell'agonismo che conosce una dimensione tribale, non rispolverate la frase loffia "il calcio non è un gioco per signorine".

 

Il calcio non è una zona franca, è un momento che coinvolge emotivamente milioni di persone, i calciatori -strapagati- sono idoli per i nostri figli, per qualcuno addirittura modelli.

Ma poi, scusate: se oggi, passeggiando con la vostra signora o con il vostro compagno, oppure con vostro figlio piccolo, un signore uscisse da un negozio o da un portone su un marciapiede, e in preda all'euforia per una lieta novella o una bella notizia, si parasse davanti a voi e simulasse il servizietto, voi come reagireste? Gli chiedereste se è impazzito, o ubriaco, o drogato. 

Forse gli mettereste le mani addosso, oppure chiamereste la polizia: c'è un pazzo che gira per la strada. Sì o no? 

 

i meme su juventus atletico madrid 3 i meme su juventus atletico madrid 3

E allora, spiegatemi, perchè magari il Cavaliere Nero è un po' duro di comprendonio: perchè quello che troveremmo inaccettabile fuori dallo stadio, nella vita di tutti i giorni, deve indurci a un minor rigore, anzi: a una caritatevole comprensione, se avviene dentro uno stadio? 

Ah, le sento già, le giustificazioni: "E che, ci vogliamo scandalizzare per un gesto di scherno? Con tutto quel che succede di più grave nel mondo?". 

Oppure: "Ha reso pan per focaccia". 

O ancora: "E basta con questo finto perbenismo ipocrita", che poi sarebbe la sana, vecchia educazione, intrisa magari di spirito cavalleresco, ma non sia mai: chi siamo noi per opporci allo spirito del tempo?

 

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Il bello è che tifosi e calciatori juventini si lamentarono indignandosi non solo del gesto, anch'esso per me inqualificabile, di Simeone all'andata. Ma perfino di quello di Mourinho, che a fine partita, lo ricorderete, si portò la mano all'orecchio, come a dire: "Perchè i vostri cori e i vostri insulti non me li rivolgete adesso?". Apriti cielo: "Maramaldo! Non ci si comporta così, non sei un vero uomo, non si offende una squadra e uno stadio", e sai che ridere se un giorno, come Marotta da Torino è arrivato a Milano alla corte dell'Inter, Mourinho si accasasse a Torino...

 

E che dire delle accuse rivolte a Francesco Totti, perché dopo una famosa partita di una quindicina d'anni fa, si rivolse alla panchina della Juve, in particolare a un giocatore, Tudor, portando l'indice al naso, sventolando quattro dita e poi battendo il palmo di una mano sul dorso dell'altra a indicare l'uscita, tradotto: "Stai muto, hai preso quattro pappine, e ora vattene a casa"?

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Commenti grondanti risentimento e disgusto per l'antisportività, la provocatorietà, la mancanza di stile in confronto al blasonato stile Juve, o stile Agnelli.

 

Che, se mai è esistito prima, ieri sera è finito definitivamente in soffitta.

Sono un liberale, un libertino, un libertario, tutt'altro che un moralista.

Ma fossi stato in Ronaldo, ieri sera a fine partita sarai andato da Simeone, gli avrei stretto la mano e gli avrei sussurrato all'orecchio: "All'andata hai fatto il gesto degli huevos, ci hai indicato i gingilli, adesso le mani usale per schiacciare i tasti del telecomando, perchè il resto della Champions, stronzo, ti tocca guardartela dal divano di casa".

Juventini e antijuventini, passate una buona giornata. Se ascoltate questo spazio, voi siete la resistenza!>>

 

 

JUVE-ATLETICO? UNO SHOW SENZ’ANIMA

Il post su Facebook di Angelo Mellone

angelo mellone angelo mellone

 

Capisco la gioia degli juventini ma faccio un'altra considerazione. Questo è il calcio globale, dove la passione non ha radici, non ha appartenenza, si consuma con le follie di bilancio, appresso a supereroi che oggi giocano con te ma di cui non frega nulla della storia della tua maglia.

 

Per me, che sono ultras dentro da quando sono nato, il tifo è un'altra forma espressiva. È appartenenza a qualcosa che non si vede in televisione. Deve avere un senso più profondo - le generazioni, la sofferenza, il pallone di cuoio, la puzza dei treni speciali, la scomodità della curva, le storie di quartiere.

 

Una squadra deve avere una città. Nel caso della Capitale, deve avere dei quartieri, degli stili di vita riconoscibili, delle differenze che non stanno sul tabellino delle vittorie. Laziali e romanisti a Roma sono diversi, punto. La Sampdoria è di Sampierdarena. Il Genoa sa di carrugi. Uno del Chelsea non è uno del West Ham, perché sono appartenenze diverse, stili diversi, riconoscibili.

la juventus dopo la vittoria contro l atletico madrid la juventus dopo la vittoria contro l atletico madrid

Voi stasera avete visto uno show. Vale per la Juve come per i Manchester o chessò. Come quando guardate i cyborg giocare a tennis.

Non c'è anima. Mi spiace. Solo performance ammirate da gente lontana ed estranea.

L'educazione sentimentale al tifo è un'altra cosa. Da ragazzo stavo nel Msi, non nella Dc che vinceva sempre le elezioni.

E infatti i vostri figli hanno cominciato a tifare i calciatori che vincono, non le maglie gloriose anche quando sudano sconfitte, perché tutto è PlayStation.

cristiano ronaldo e andrea agnelli cristiano ronaldo e andrea agnelli i meme su juventus atletico madrid 9 i meme su juventus atletico madrid 9

 

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