“PRIMA LE RIFORME, POI LE ELEZIONI IN FEDERCALCIO” – MALAGO’ VUOLE COMMISSARIARE LA FIGC: “MA PER ORA NON POSSIAMO FARLO” - SE LA LEGA A NON ARRIVASSE A SCEGLIERE I SUOI DIRIGENTI ENTRO L'11 DICEMBRE A QUEL PUNTO SCATTERA’ IL COMMISSARIAMENTO – L’ATTUALE DG DELLA FIGC UVA IN POLE - OGGI ASSEMBLEA DELLA LEGA B (BALATA CANDIDATO), LUNEDÌ QUELLA DI SERIE A MA I CLUB SONO DIVISI

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Marco Iaria per La Gazzetta dello Sport

 

MALAGO' MALAGO'

 

La Lega di A e B sono chiamate a fare i compiti a casa. Oggi (ore 13) è in programma l' assemblea elettiva della cadetteria. Mauro Balata, già commissario di Lega, ha grandi chance per diventare il prossimo presidente succedendo ad Andrea Abodi che si era dimesso in primavera per concorrere alla poltrona federale.

 

C' è uno sfidante, l' ex presidente del Bari Gianluca Paparesta, ma nelle ultime settimane si è coagulato il consenso attorno a Balata. Tuttavia nelle ultime ore qualche società si sarebbe sfilata rendendo incerta la vittoria, anche se dalla terza votazione bastano 12 voti per essere eletto. Lo stesso Paparesta, l' ex pallanotista Maurizio Felugo, presidente della Pro Recco, l' ex presidente del Lecce Mauro Moroni e l' avvocato modenese Francesca Pellegrini sono candidati al consiglio direttivo.

Due di questi dovrebbero essere eletti.

 

MAURO BALATA MAURO BALATA

SPACCATURA Molto più complicata la strada in Serie A. Lunedì è stata convocata un' assemblea, trasformata in corso d' opera in elettiva con l' integrazione dell' ordine del giorno. Ma difficilmente ci sarà la fumata bianca. C' è tempo fino all' 11 dicembre, quando scadrà il commissariamento di Tavecchio. Regna una sostanziale spaccatura tra i club: prima ancora che sui nomi, sulla strada da intraprendere. Alcune società non vogliono agire d' impulso nominando un presidente - e a cascata l' a.d. e gli altri consiglieri - che non convinca pienamente. Tra queste sicuramente l' Inter, il Napoli, la Roma, la Fiorentina, il Bologna, il Sassuolo, forse il Torino che pure si è speso nella commissione per individuare il profilo più adatto per il posto di amministratore delegato. Non che si auspichi il commissariamento della Federazione, semplicemente quest' evenienza non è vista come un male, ma forse come un' opportunità per riformare il sistema dalle fondamenta, magari mettendo mano alle norme che regolano la rappresentatività.

 

malago' malago'

Su un punto sono d' accordo tutti i presidenti: la A non può contare il 12% contro il 34% dei Dilettanti e il 17% della Lega Pro. Allo stesso modo ci sono società, sicuramente quelle di area lotitiana, che non ammettono ingerenze dall' esterno e sono pronte a rinnovare gli organi per scongiurare il commissariamento della Federazione. Neanche la Juve e il Milan lo vogliono ma bisognerà capire a che prezzo lo si può evitare. E qui subentra il fattore Claudio Lotito.

 

LOTITO Ha in tasca il nome di un presidente istituzionale (gli avversari lo definiscono un «fantoccio») con un passato da magistrato della Corte dei Conti e da generale della Guardia di finanza. Le società «riformiste» spingono invece per una presidenza che sia a suo agio con la politica sportiva e sappia interfacciarsi con l' a.d.

nepi lotito e luigi carraro mezzelani gmt nepi lotito e luigi carraro mezzelani gmt

Per esempio Gabriele Gravina, anche se c' è chi punta su un nome in discontinuità con gli attuali vertici. Si troverà un compromesso complessivo, tenendo anche conto delle altre cariche? Un compromesso che, giocoforza, vorrà dire scendere a patti con Lotito e i suoi alleati, fronte che ultimamente ha perso qualche colpo ma è ancora in grado di rappresentare quantomeno una minoranza di blocco.

 

MALAGO': CALCIO DA RIFONDARE

 

Valerio Piccioni per la Gazzetta dello Sport

 

MALAGO' FABBRICINI MALAGO' FABBRICINI

«Questi signori». Li chiama così, e si capisce che è il contrario di un complimento. Nel giorno in cui la Giunta straordinaria del Coni prende atto della mancanza dei presupposti per commissariare la Federcalcio del dimissionario Carlo Tavecchio, Giovanni Malagò firma un durissimo j' accuse alle diverse componenti della Figc, prendendo a schiaffi il loro desiderio di andare velocemente alle elezioni senza passare per un lungo e, a suo giudizio, «inevitabile» processo di rigenerazione dopo la batosta con la Svezia. «La crisi del calcio non è una questione federale o sportiva, è qualcosa che coinvolge il sistema Paese. Siamo tutti stritolati da quanto è successo. È un' onda, una piena che travolge tutto. Per me il calcio va rifondato e non si può che passare da un commissariamento lungo e con ampi poteri».

tavecchio uva tavecchio uva

 

Sei mesi? Il presidente del Coni non detta i tempi, ma si capisce che pensa a un periodo più lungo, forse un anno. «Bisogna riscrivere le regole, cambiare lo Statuto, quello attuale impedisce di cambiare le cose». Solo che Malagò deve fermarsi alla frontiera, non può superarla, perché come minimo scatterebbe il fuorigioco. «C' è un problema formale, amministrativo, un problema di pezzi di carta. Se noi commissariassimo la Figc oggi, probabilmente ci sarebbe un ricorso che potrebbe essere accolto. È un ricorso al quale non intendiamo esporci».

 

APPELLO Dunque, vorrei ma non posso. All' inizio sembra una resa, poi diventa un nuovo rilancio. Al momento, solo la Lega di A può creare il varco da cui infilarsi. Come? Non eleggendo tutte le cariche, «nove caselle», precisa il numero uno del Coni, secondo qualcuno da giorni in contatto con alcune società medio-piccole pronte a far mancare la maggioranza necessaria, mentre Tavecchio continua incessante il pressing sulle grandi perché trovino un presidente. La polemica di Malagò diventa un appello. Lo capisci quando dice di non sentirsi preso in giro dalla Lega di A. «Al contrario, la Serie A è una vittima, ma ora ha l' occasione per cambiare le regole».

giovanni malago giovanni malago

 

L' itinerario è chiaro: se la Lega non arrivasse a scegliere i suoi dirigenti entro l' 11 dicembre (ma al Coni stanno ancora valutando se, in realtà, la data non va riportata al 30 novembre), dead line del mandato di Tavecchio come commissario, a quel punto il commissariamento - questo hanno detto gli avvocati - avrebbe una copertura normativa a prova di ricorsi. «Se invece eleggeranno le cariche, noi faremo un grande in bocca al lupo al calcio italiano - dice ironicamente Malagò -, ma resteremo convinti che il problema meritava altre soluzioni». Di sicuro, chiarisce, «Tavecchio non fisserà la data dell' assemblea elettiva prima di conoscere l' esito in Lega di A».

 

MESSAGGI Alla fine della giunta Coni, Malagò si presenta con diversi membri del governo dello sport italiano in conferenza.

 

Come se volesse dire: la pensiamo allo stesso modo. «La posizione della Giunta è categorica: il calcio italiano va riformato prima di andare a elezioni. Con le regole attuali, nessuno oggi sarebbe in grado di avere un ampio consenso. Che facciamo?

 

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Sostituiamo Tavecchio con un altro (i bookmakers danno primo favorito Uva e secondo Abodi, ndr ), magari farebbe anche meglio, ma quanto?». Possibile che non ci sia uno strumento, se non normativo, almeno politico, per dialogare con le componenti? Niente da fare, torna l' espressione «signori». «Ho un' agenda fitta, non ho un secondo da perdere. Non è che non lo voglia fare, proprio non ci credo, del resto non vogliono sentire ragioni».

 

Di fatto, il messaggio del presidente è rivolto a tutti, anche ad una componente che stima come l' Assocalciatori, che pensa di arrivare a un rinnovamento in un percorso «già precostituito», e ad un dirigente che apprezza come Sibilia, ma tra i più esposti contro l' ipotesi di un commissariamento.

 

malago carraro 15 mezzelani gmt malago carraro 15 mezzelani gmt

LUI NO? Insomma, i toni dell' offensiva sono tali che bisogna scodellare in tavola un altro quesito: ma non è che il commissario in pista di riscaldamento si chiama proprio Malagò? «Non sarebbe compatibile con i miei impegni». O troverebbe uno spazio in agenda se lo richiedesse la gravità della situazione?

 

 

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