"GOLAROV": FISCHI DOPO L’INCHINO! PERCHE’ GLI ULTRA’ GIALLOROSSI CONTINUANO A CONTESTARE IL DIFENSORE CHE HA SEGNATO PIU’ RETI (6) IN TUTTI I 5 MAGGIORI CAMPIONATI EUROPEI? CONTRO IL CHIEVO IL GESTO DI KOLAROV NON BASTA A RICUCIRE LO STRAPPO CON I TIFOSI, DI FRANCESCO LO DIFENDE: "LUI NON SI DISCUTE COME CALCIATORE E COME UOMO. HA GIOCATO COL PIEDE ROTTO PER UN MESE" –DZEKO: "LA CORSA AL 4°POSTO E' TOSTA" - VIDEO

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Da sport.sky.it

 

La Roma riparte con un tris sul campo del Chievo Verona, risponde alla Lazio e temporaneamente raggiunge i biancocelesti di Simone Inzaghi al quarto posto, in zona Champions League. Nella serata del Bentegodi è stato il terzo gol giallorosso a rubare l'occhio: a segnarlo Aleksandar Kolarov, protagonista di un rapporto teso con i tifosi della Roma negli scorsi giorni. Prima il botta e risposta con un sostenitore giallorosso alla stazione di Termini, poi gli striscioni polemici rivolti al terzino serbo comparsi nella zona del Torrino. Il numero 11 della Roma ha festeggiato la sua rete con un inchino rivolto allo spicchio di stadio occupato dai circa 200 tifosi giallorossi presenti a Verona, ma è stato ricambiato con una reazione fredda.

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Di Francesco su Kolarov: "Ha fatto un gran gesto"

Di Kolarov ha parlato al fischio finale il suo allenatore, Eusebio Di Francesco: “Credo che Kolarov abbia fatto un gran gesto per chiedere scusa ai tifosi dopo quello che era accaduto. Questo ragazzo ha giocato per un mese con le infiltrazioni perché la squadra aveva bisogno di lui. Lui non si discute, come calciatore e come uomo”. Una difesa a spada tratta, nel tentativo di spegnere le polemiche. Quello che la Roma sta provando a fare sul campo, con vittorie come quella sul campo del Chievo: “Siamo partiti molto bene – è l'analisi dell'allenatore ai microfoni di Sky Sport - poi siamo calati nella fase centrale del primo tempo anche per la pressione del Chievo. Soffrire durante una partita non è un reato, ma devi essere bravo. Noi dobbiamo crescere nella gestione della gara, ma nell'insieme mi è piaciuto l'approccio della squadra a questa gara. Poi nel secondo tempo siamo cresciuti, era quello che avevo chiesto ai ragazzi. Avremmo potuto fare qualche gol in più, ma spero che ce li siamo tenuti per martedì contro il Porto”.

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Applausi per gli attaccanti, decisivi con due reti ma anche con il lavoro con l'avversario in possesso di palla: “Gli attaccanti hanno fatto un gran lavoro in fase di pressing, sono contento anche perché finalmente abbiamo tenuto la porta inviolata. El Shaarawy deve essere la nostra arma in più – è la certezza di Eusebio Di Francesco - noi siamo diventati una cooperativa del gol, ma è chiaro che chi ha bisogno di gol dal punto di vista mentale sono gli attaccanti. Anche Edin Dezko ha giocato una grande partita, avrebbe meritato il secondo gol”. Chiosa sugli infortunati, con vista sulla sfida di Champions League al Porto in calendario martedì: “Schick aveva un fastidio al flessore e ho preferito sostituirlo. Non è una situazione che mi preoccupa. Olsen e Manolas? Più facile recuperare Manolas di Olsen, ma in campo ci andrà solo chi mi dimostrerà una condizione fisica ottimale. Sono sereno anche quando c'è Mirante in porta: ha esperienza e sa gestire le situazioni di pressione”.

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Dzeko: "La corsa al quarto posto è dura"

A Verona Edin Dzeko ha trovato la sua quinta rete in campionato, tutte realizzate in trasferta a fronte di un pokerissimo di centri in Champions League costruito interamente all'Olimpico: “"Mi è mancato solo il secondo gol personale – il commento dell'attaccante bosniaco - vincere fuori casa in Serie A non è mai facile. La corsa al quarto posto? Ogni anno è tosta. Quest'anno forse ci sono più squadre in gioco. Noi dobbiamo guardare agli altri, ma pensare solo a noi stessi: se non vinciamo noi, è inutile guardare gli altri. Il rapporto con il pubblico? Dopo la brutta prestazione di Firenze, è chiaro che nessuno sia contento. Ma noi prima di tutti non lo siamo. I tifosi sono il nostro dodicesimo uomo, speriamo di averli al nostro fianco già martedì in Champions League contro il Porto”.

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